Referendum sull'autonomia del Veneto, il diritto-dovere della Chiesa di esprimersi

PER APPROFONDIRE: chiesa, moraglia, referendum
Egregio direttore,
ho letto con una certa meraviglia mista a perplessità le affermazioni che il cardinale di Venezia Moraglia avrebbe fatto ad un'emittente televisiva circa il prossimo referendum in Veneto, programmato per il 22 ottobre. Innanzitutto penso che le gerarchie ecclesiastiche farebbero bene a preoccuparsi del proprio ambito spirituale invece che fare incursioni, a mio avviso inopportune, su un tema tanto delicato e dibattuto come quello del referendum indetto dalla regione Veneto. D'accordo è vero che anche i religiosi sono cittadini che votano e quindi hanno il sacrosanto diritto di dire la loro opinione, ci mancherebbe. Ma prendere posizione, considerato il pulpito da cui giunge, su una questione così sottile e divisoria come il referendum per l'autonomia, che contrappone le pretese di un territorio rispetto allo stato nazionale, mi sembra quanto meno avventato.


Dino Benacchio
Conegliano


Caro lettore,
è davvero singolare la pretesa che la Chiesa, attraverso i suoi sacerdoti e i suoi prelati, non possa far sentire la propria voce su temi e argomenti che toccano da vicino il destino delle persone e delle comunità cristiane. La Chiesa conserva un ruolo importante nella nostra società che va ben al di là dell'ambito spirituale. Non ha quindi solo il diritto ma anche il dovere di pronunciarsi ogniqualvolta lo consideri necessario e opportuno. Lo ha fatto su temi etici, lo ha fatto sulla questione dell'immigrazione, lo fa adesso sull'autonomia. Naturalmente sulle posizioni della Chiesa e dei singoli sacerdoti si può concordare o dissentire, ma è indubbio che rappresentino un elemento di confronto importante. Le parole del Patriarca, peraltro molto misurate, mi pare si inseriscano in questa linea. Vanno valutate, considerate, eventualmente contraddette. Mi sembra invece ingeneroso il suo tentativo di liquidarle come inopportune incursioni e come il frutto di ingenuità, imprudenza e scarsa informazione. Mi chiedo: se il Patriarca avesse pronunciato parole a favore dell'astensione al referendum, lei avrebbe ugualmente espresso la sua indignata meraviglia? Ho qualche ragione per dubitarlo. Già: la Chiesa per alcuni ha diritto di parola solo quando la pensa come noi. Altrimenti fa ingerenza.
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Martedì 10 Ottobre 2017, 05:04






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5 di 33 commenti presenti
2017-10-12 07:52:15
Curioso. Quando la Chiesa parla di Ius Soli, o di accoglienza, allora va bene.
2017-10-12 05:51:22
Vinceranno i SI' , perche' ogni partito o movimento sogna e spera che un cambio di turno prima o poi gli spetti. E' un'occasione per separare il grano ( regioni produttive)dal loglio ( regioni assistite e spendaccione )..pero'sempre con opposizioni agguerrite e non simboliche , che contyrollino e stampa che indaga..
2017-10-11 19:59:27
Se la Chiesa non pretendesse di essere infallibile; potrebbe anche esprimere il suo parere; ma pretende di esserlo; e questo non è accettabile.
2017-10-12 08:52:39
Le chirisco i concetti: 1) la Chiesa non si è mai ai dichiarata infallibile, quindi il patriarca non lo è, tant'è che a riguardo del referendum io la penso diversamente e voterò per una maggiore autonomia della regione Veneto. 2) l'infallibilità è soltanto del papa ed esclusivamente a riguardo dei dogmi della Chiesa, io da cattolico non condivido tutte le esternazioni di Papa Francesco senza sentirmi in peccato. Quindi i presupposti per esprimersi liberamente ci sono tutti.
2017-10-11 19:47:29
... libera chiesa in libero stato. in realtà da sempre questa è stata la stampella del potere temporale. e questo stride col concetto iniziale.. la chiesa in quanto tale ha il diritto di parlare ma anche il dovere di stare zitta.. è inutile girarci attorno. odiernamente il suo più alto rappresentante in terra è il vero leader della sx .. e questo ha poco di religioso..