Don Contin, gli scandali vanno affrontati non nascosti

PER APPROFONDIRE: canonica, don contin, orge, padova
Caro direttore,
provo un senso di tristezza, rabbia, incredulità leggendo le notizie di questi giorni che riguardano un parroco delle nostra diocesi. Non voglio entrare nel merito della vicenda ma di tutto quello che questa suscita nei pensieri di molte persone, i commenti sono sempre quelli che si sentono quando la cronaca ci racconta di scandali che da sempre scuotono la Chiesa.

Vivo da sempre la mia comunità parrocchiale come una seconda famiglia e in tanti anni ho conosciuto moltissimi preti e molti di questi sono quelli di cui mi piacerebbe sentir parlare. Certo non hanno fatto niente di così eclatante da finire nelle prime pagine dei giornali, ma sono quelli che fanno la differenza, sono le guide delle nostre comunità, preti vicini, in mezzo alla gente, che sanno ascoltare, collaborare con i laici. Preti giovani cresciuti assieme alle nostre comunità, con tutte le difficoltà e anche le sofferenze che comporta l'essere sacerdoti in una società che si allontana e sempre più critica nei confronti della chiesa. Perché non parlare di don Roberto che apre le porte della Canonica in cui vive alle persone che non hanno più una casa; oppure di don Paolo a cui il Vescovo Claudio ha affidato il compito di preparare il Sinodo dei giovani dell'intera Diocesi di Padova incontrando tantissimi giovani e confrontandosi con loro; e di tanti altri preti ancora che testimoniano cosa vuol dire essere Chiesa di Dio, volto del suo amore misericordioso, con i laici nel mondo e per il mondo. Sacerdoti che vivono la loro vocazione in modo autentico, che mostrano il volto accogliente di una Chiesa che continua a camminare, che riesce ad essere il sale della terra grazie anche alla missione quotidiana di tutti questi preti sconosciuti, ma da far conoscere.


Elisabetta Roetta
Montegrotto Terme (Pd)



Cara lettrice,
il suo sconforto è del tutto comprensibile. Forse però alla sua riflessione ne andrebbe affiancata un'altra. I sacerdoti sono uomini tra gli uomini e possono macchiarsi anche di gravi e orribili errori. Ma perchè la Curia di Padova, che da parecchi mesi aveva intuito cosa accadeva nella parrocchia di San Lazzaro, al punto da convocare per un chiarimento una delle cosiddette amanti di don Contin, non è intervenuta prima? Perchè non ha lei stessa affrontato il caso? Lei ha ragione nel sottolineare che nella Chiesa operano con impegno e dedizione totale molti bravi sacerdoti impegnati a portare il messaggio del Vangelo in una società sempre più diffidente se non ostile. E sono la grande maggioranza. Ma per evitare che l'opera meritoria e preziosa di questi preti sia offuscata dagli scandali, occorre affrontare i problemi con forza e rigore. La sensazione, in questa triste vicenda, è invece che abbia prevalso la tentazione di nascondere la polvere sotto il tappeto. Alla fine del 2015 Papa Francesco, di fronte alla Curia romana, pronunciò un discorso a proposito di quelle che definì le malattie della Chiesa. Queste, ricordo Bergoglio, richiedono prevenzione, vigilanza, cura e purtroppo, in alcuni casi, interventi dolorosi e prolungati. Forse qualcuno se n'è dimenticato.
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Mercoledì 11 Gennaio 2017, 12:42






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5 di 6 commenti presenti
2017-01-11 13:04:23
.... diceva un saggio ( cinese se non erro ) che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce.. pensiamo ( se fa piacere ) che sia così anche per il caso don contin.. piuttosto ad impensierire è la " foresta " che è ridotta ad un boschetto e pure malconcio e questo non è bene ne per l'uomo ne per l'ambiente...
2017-01-11 13:20:39
Credo che l'ipocrisia della Curia padovana dovrebbe apparire desolante e avvilente soprattutto ad un fedele che considera la comunita' parrocchiale "una seconda famiglia". Nemmeno io voglio entrare nel merito della singola vicenda, tale e' lo squallore miserabile che emana, ma penso che sia sempre piu' difficile avere fiducia di un'Istituzione (la Chiesa) che continua ostinatamente a predicare bene e razzolare male.
2017-01-11 14:10:34
Credo che il problema maggiore per la chiesa sia il richiamo della natura. Sciegliere tra donne e testi sacri non deve essere facile.
2017-01-11 15:03:37
La Chiesa di Dio è quella alla quale si riferiva la signora Roetta. La Chiesa è composta da uomini quindi soggetta ad errori, ci sono poi degli infiltrati che come disse Paolo VI sono i fumi di satana. Probabilmente il vescovo ha sbagliato, ma satana è un'altra cosa.
2017-01-12 08:57:02
delia martini 2017-01-11 13:20:39 Gentile commentatrice, io non so se lei è credente, frequenta o meno...e non parlo di credente della domenica, ma credente sul serio. Detto questo, da un punto di vista umano, il suo discorso è ineccepibile, condivisibile e vado oltre, anche auspicabile. Ma per il credente vero, e spero e credo che la curia sia fatta per la maggior parte da persone di questo tipo, le cose non sono così ovvie. Da un punto di vista "strettamente"religioso sono tante le cose che non tornano a noi umani. "Ama il tuo nemico" "Porgi l'altra guancia" "il lavoratore dell'ultima ora che prende come quello della prima ora" "Beati i poveri"...insomma, tutte queste cose non vanno molto d'accordo con la nostra società, risultano incomprensibili e inattuabili. Al sottoscritto, seppur credente, certe parole devono ancora arrivare...non ho nemici, ma persone che mi stanno sulle scatole si, non le amo e non faccio niente per amarle... per non parlare dei beati i poveri (a molti cristiani fa comodo Matteo che aggiunge "di spirito", ma non guardano a Luca che parla solo di poveri, il portafoglio se lo tengono bene in tasca)... Questo per dirle che la chiesa guarda al recupero della persona...forse in modo che noi consideriamo sbagliato per carità. Ora non so come stanno esattamente le cose in curia a Padova, ma avrebbero dovuto ammonire quel prete (Matteo cap. 18 versetto 15)... Il pastore non abbandona la pecora perduta, ma al contrario lascia le 99 e va a cercare quella...perchè ha bisogno di quella pecora.... Questa la mia lettura... Buona giornata