La truffa dei bollettini da 300 euro. La camera di Commercio: «Non pagate»

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La truffa dei bollettini da 300 euro. La camera di Commercio: «Non pagate»

di Pierpaolo SPADA

Società private starebbero tentando di truffare i nuovi iscritti al Registro imprese della Camera di commercio di Lecce inviando loro bollettini postali di pagamento in ragione di una non meglio precisata adesione a servizi commerciali proposti dall’ente. E’ lo stesso ente camerale a denunciarlo e ad avvisare gli imprenditori: «Non pagate, è pubblicità ingannevole. L’unico pagamento dovuto all’ente è il diritto annuale, che non supera i 60 euro e che non è mai richiesto tramite bollettino postale».




L’eventuale danno che si rischia di subire è considerevole visto che le richieste di denaro oltrepassano spesso i 340 euro. In un caso, è accaduto pure che un imprenditore abbia ricevuto quattro bollettini postali per una richiesta di pagamento complessiva pari a ben 1500 euro.

Non è un fenomeno del tutto estraneo al contesto nazionale ma, per la prima volta, si affaccia tra le imprese salentine. La Camera di commercio di Lecce se n’è accorta grazie a specifiche segnalazioni da parte degli stessi utenti che, molto sorpresi, si sono recati allo sportello dell’ente per chiedere conto di tali richieste di pagamento per servizi non richiesti e, soprattutto, non previsti.
Il meccanismo che consentirebbe a presunte società private di far scattare la richiesta di pagamento nei confronti di ciascun nuovo iscritto al Registro imprese della Camera di commercio è più semplice di quanto non possa sembrare: «Attraverso la nostra piattaforma – spiega il presidente dell’ente camerale, Alfredo Prete – è possibile, dietro pagamento di una piccola somma, ottenere l’elenco degli iscritti e, dunque, anche dei nuovi iscritti. Può farlo chiunque e, probabilmente, c’è qualcuno che sta sfruttando questo sistema per ingannare le persone e lucrare. Noi – aggiunge Prete – abbiamo già segnalato tutto all’Antitrust».
A trarre in inganno sono le diverse diciture riportate sui bollettini postali inviati. Ecco alcuni esempi: “utilizzo piattaforme web di servizi pubblicitari”, “registro telematico imprese…riservato ai nuovi iscritti alla Camera di commercio...”, “casellario unico telematico imprese…rilascio certificato di adesione a codice di attribuzione..”, “proposta di inclusione nell’elenco delle ditte…”, “registrazione marchi/brevetti in database privati”. E ancora: “iscrizione al portale…riservato alle ditte iscritte a camera di commercio, industria, agricoltura ed artigianato (ccia)”, “rilascio certificato di adesione con codice di attribuzione”.
 
«Si tratta di iniziative commerciali private – spiegano dalla Camera di commercio di Lecce – del tutto estranee all’attività istituzionale dell’ente. Sono richiesti versamenti di denaro relativi all’adesione a proposte commerciali di vario tipo finalizzate all’inclusione del nominativo dell’impresa in siti internet o cataloghi che nulla hanno a che vedere con l’ente camerale. Ricordiamo che il diritto annuale, tributo che le imprese iscritte al Registro delle imprese pagano annualmente, può essere versato tramite il modello per il pagamento delle imposte sui redditi F24 oppure pagato telematicamente tramite la nuova piattaforma online PagoPa e mai – è, appunto, specificato – tramite bonifico bancario o postale. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha considerato queste iniziative come pubblicità ingannevole in quanto chi le organizza non è in alcun modo collegato alle Camere di commercio e svolge attività di pubblicazione e vendita di riviste e fogli informativi per fini di lucro». Il consiglio esteso a tutti gli utenti da parte dell’ente camerale è, dunque, di verificare l’attendibilità di eventuali richieste di pagamento scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica: cameradicommercio@le.camcom.it.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 8 Giugno 2018, 05:40






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2 di 2 commenti presenti
2018-06-09 13:08:01
Tranquilli: da quelle parti non pagano neanche quelli dovuti per legge, figuriamoci questi..ah ah ah ah
2018-06-09 12:08:02
Trattasi di truffa aggravata perseguibile penalmente. La magistratura deve intervenire immediatamente.