Serenissima, la cultura veneta è originale e internazionale, non "derivata" da quella italiana

PER APPROFONDIRE: cultura, serenissima, veneto
La lamentela espressa su queste pagine dal Segretario Regionale Flc Cgil Marta Viotto secondo cui nelle dichiarazioni pubbliche rese dal Governatore Luca Zaia - conseguenti alla firma dell'intesa tra Ministero dell'Istruzione e Regione Veneto per l'individuazione di percorsi didattici per sviluppare lo studio e la conoscenza della cultura e della storia veneta -, fossero assenti i necessari riferimenti ai legami storici e culturali del Veneto con l'Italia non può lasciare indifferente chi, come lo scrivente, allo studio e all'insegnamento (molto precario e talvolta gratuito) della storia veneta ha dedicato tanto tempo, fatica e moltissima passione. Contrariamente a quanto pensa la gentile dott.ssa Viotto non si dà, infatti, né storicamente né antropologicamente alcuna pacifica evidenza circa una cultura e storia veneta come risultante eterogenea di influssi culturali e storici altri e particolarmente italiani. Anzi, lasciando sullo sfondo la pur corretta opinione di Indro Montanelli secondo il quale la Repubblica Serenissima, che ovviamente non esaurisce la storia veneta ma che ne è parte preponderante, non fu una civiltà italiana ma europea e cristiana, molti storici e sociologici sono concordi nel ritenere quella veneta una cultura e storia particolare e con un'identità molto forte. Una cultura che per lunghi secoli fu addirittura fondamentale per il continente europeo poiché il Serenissimo Veneto Dominio era un territorio in cui si moltiplicavano le scoperte, le attività tecniche e quelle industriali. Da tutta Europa affluivano a Padova scienziati, studiosi e studenti. Professori di medicina e insigni giuristi che si laurearono a Padova andavano con successo in tutto il continente. Il primo orto botanico pubblico e universitario del mondo fu quello patavino, come il primo teatro anatomico, e la prima legge al mondo per la tutela delle invenzioni e delle opere dell'ingegno fu partorita dal Senato Veneto addirittura nel 1474! Tutto ciò, e moltissimo altro, è purtroppo andato culturalmente perduto fino ad oggi e non solo per i guasti prodotti dalla scomparsa della Serenissima. Quando i Savoia vinsero, imposero il loro modello di organizzazione statale: centralizzata, burocratica, rigida attraverso l'opera dei prefetti e, conseguentemente, doveva obbligatoriamente essere insegnata solo una storia nazionale con buona pace delle altre. La stessa storia che oggi cerca artatamente di raccontare per rimanere in tema -, dell'emigrazione veneta come di un esodo biblico dovuto alla miseria e alla povertà in cui al tempo versavano le terre di Marco ma che non dice che a causare quell'esodo biblico furono in grandissima parte le misure fiscali ed amministrative imposte dal nuovo Stato italiano (1866) alle genti venete (coscrizione obbligatoria per sei anni e tassa sul macinato del 1869). È, quindi, ingiusto dire che tutto ciò è poca cosa rispetto alla storia e gli influssi esercitati sul Veneto dalla cultura italiana, perché questa è storia di una Regione e di un'identità che fu internazionale e con una lingua franca parlata in tutto il Mediterraneo. Allora ha fatto benissimo Zaia a ribadire di voler salvare proprio questa cultura ed identità con il massimo rispetto, ovviamente, per quella italiana.

Massimo Tomasutti
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Domenica 21 Ottobre 2018, 15:55






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5 di 9 commenti presenti
2018-10-31 06:46:46
Articolo ineccepibile!
2018-10-28 20:13:47
Claudio Pros, ancora una volta lei delizia i lettori con una lectio magistralis sulla sua non-conoscenza dei fatti di cui parla: il cosiddetto "talian" (e non "taljian" come ha scritto lei) è lo standard brasiliano della lingua veneta e difatti è conosciuto scientificamente con il nome di "veneto-brasiliano". Quando lei parla di questo idioma dimostra palesemente di non aver letto neanche mezza riga di qualsiasi testo scritto in "talian" che infatti non è un miscuglio di niente: al 98% è lingua veneta con la contaminazione di alcuni lemmi in portoghese. Di tedesco non c'è nessuna traccia né tantomeno di altre lingue italiche. Ed è interessante verificare che il veneto-brasiliano, attualmente, è parlato anche da tutti i discendenti degli emigrati che all'epoca non erano veneti ma provvenivano da altre parti della penisola e dell'Europa. A proposito, l'amica Gianna Marcato, nel suo libro del 1981 "Parlarveneto" (!!), scriveva "Tanto più che gli archeologi individuano una continuità tra i tratti tipici delle più antiche necropoli di Este e quelli dei reperti più tardi, accompagnati da attestazioni che permettono di attribuirli ai Veneti. Il nome Euganei fu ripreso dagli umanisti e deve loro la sua diffusione nei nomi di luogo (Colli Euganei, Venezia Euganea...)".
2018-10-28 13:36:20
La Storia di Venezia inizia nel III secolo con le invasioni barbariche e termina nel 1700 con Napoleone. !4 secoli di Storia ma, mei testi scolastici Venezia occupa due pagine, comprese le fotografie, assieme a Genova, Amalfi e Pisa, Repubbliche Marinare. La loro Storia è stata intenzionalmente ignorata per dar lustro colpevolmente all'Unità d'Italia. La dimostrazione ne sono gli "intellettuali" che continuano ad ignorare o denigrare Dogi o Borboni.
2018-10-24 16:01:56
Caro Montanelli, nell’interessantissimo volume di Gian Antonio Stella “Schei”, a pagina 119, lei parla di Venezia, della Repubblica Veneta come “una civiltà non italiana (quale la Serenissima mai fu né mai si sentì), ma europea e cristiana”. E’ così gentile da spiegarmi il significato di un’affermazione così perentoria? Ettore Beggiato Caro Beggiato, la mia affermazione non pretende affatto di essere originale e peregrina. Essa è condivisa da tutti gli storici di Venezia perché è la storia di Venezia che la suggerisce, anzi la impone. Venezia non svolse mai una politica italiana come il Piemonte dei Savoia, la Lombardia degli Sforza, la Toscana dei medici, gli Stati del Papa eccetera, che consumarono il loro tempo e le loro sostanze a contendersi il dominio della penisola. Di questa, Venezia, non tentò mai di sottomettere alla propria sovranità più di quanto le occorreva per tenersi al riparo da eventuali attacchi terrestri(…)
2018-10-24 13:46:53
quante capriole per giustificare l'evasione fiscale!...