Vaticano, linee guida per regolare i figli dei preti che si raggruppano in associazione

PER APPROFONDIRE: papa francesco, pedofilia, vescovi
I preti e il caso dei figli segreti: il Vaticano definisce nuove regole per evitare doppie vite

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano  - In una Chiesa sempre più minata da scandali sessuali e sempre più bisognosa di coerenza al suo interno, sono state definite delle nuove regole per evitare la doppia vita dei preti, di giorno parroci e la sera mariti. Le necessità dei bambini che nascono dovrebbero avere la precedenza su tutto e un sacerdote, come ogni padre, è chiamato a far fronte alle proprie responsabilità. 

Alla Congregazione per il Clero si limitano a confermare che le linee guida entrate in vigore da poco sono applicate per quei casi dove parroci o vescovi - a seguito di una relazione - si trovano a gestire una inaspettata paternità. La scelta resta un passo obbligato, soprattutto per dare una sicurezza al piccolo in arrivo.

Un po’ di tempo fa ha fatto scalpore, a Ischia, il caso del parroco di Lacco Ameno che, dopo avere intrapreso il cammino stabilito dalle regole vaticane, ha annunciato alla comunità la sua rinuncia al sacerdozio visto che stava per diventare papà. Il nascituro era il frutto di una stabile relazione con una ragazza del luogo. Papa Francesco sin dall’inizio ha raccomandato ai vescovi e ai parroci di essere coerenti, per non nascondere l’esistenza dei figli. 

Quando era vescovo a Buenos Aires, aveva raccontato che se qualcuno andava a dirgli di avere messo incinta una donna, lui lo tranquillizzava e poi gli faceva capire che il diritto naturale veniva prima del diritto a essere prete. La conseguenza era quella di lasciare il ministero e farsi carico delle nuove responsabilità e regolarizzare la sua posizione. «La doppia vita non ci fa bene, non mi piace, significa dare sostanza alla falsità».

Nel 2011 è nata in Irlanda una associazione – Coping International – diffusasi poi anche negli Stati Uniti, in Australia, a Malta, nel Regno Unito, in Francia. La ha fondata Vincent Doyle, uno psicoterapeuta 40enne che per caso, rovistando tra le carte della mamma, è venuto a conoscenza di un segreto sconvolgente. Il suo padre biologico non era l’uomo che lo aveva cresciuto ma il parroco del paesino vicino e che nel frattempo era morto. Figlio di un prete. 

Una realtà che lo ha spinto a scavare fino ad accorgersi che nella stessa situazione c’erano tante persone. Piano piano, aprendo un profilo su Facebook, è riuscito a raccogliere testimonianze, storie, informazioni. C’erano anche figli che sapevano tutto dei loro padri, i parroci, ma dovevano fare finta di nulla, crescendo con lo stigma sociale o il senso di colpa o di vergogna. Coping International è nata così, da un cammino progressivo, fino a realizzare una rete conosciuta anche in Vaticano. In Irlanda, due anni fa, il presidente dei vescovi ha riconosciuto l’associazione e la ha appoggiata per avere un supporto a Roma. Ha pure pubblicato un documento sulle «responsabilità dei sacerdoti che hanno generato figli durante il loro ministero».

Nell’arco di qualche anno l’organizzazione ha raggiunto 50.000 iscritti di 175 diversi Paesi. Doyle contesta il fatto che vengano chiamati «figli degli ordinati», espressione infelice soprattutto alla vigilia del summit sulla pedofilia e la protezione dei minori nella Chiesa in calendario dal 21 al 24 febbraio. Una riunione di quattro giorni che prevede relazioni, confronti, video e testimonianze con i presidenti di tutte le conferenze episcopali. 

L’iniziativa sugli abusi sarà inaugurata da Papa Bergoglio. Tre i temi portanti: la trasparenza, la credibilità e l’applicazione delle regole da parte dei vescovi. La speranza è che insabbiamenti e incoerenze possano essere messi da parte. L’incontro è stato presentato proprio mentre a via della Conciliazione, alcuni rappresentanti delle associazioni delle vittime degli abusi, lanciavano un appello. «Ogni prete colpevole deve essere dimesso dallo stato clericale e anche i vescovi che hanno coperto o insabbiato devono essere espulsi dalla Chiesa».

Peccato che durante la presentazione del summit, ancora una volta, alla richiesta di informazioni su un monsignore che lavorava alla Segnatura e che negli Usa è accusato di abusi, il portavoce vaticano abbia negato ogni dettaglio. «Qui non si parla di fatti singoli». Con buona pace della trasparenza che tutto il mondo attende dalla Chiesa. Stamattina, però, è stato specificato che il monsignore accusato di abusi è attualmente in pensione, non lavora più alla Segnatura ma non è mai stato ridotto allo stato laicale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 20 Febbraio 2019, 12:25






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Vaticano, linee guida per regolare i figli dei preti che si raggruppano in associazione
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2019-02-20 19:50:16
Come sempre il Vaticano predica bene e razzola male. Ormai era impossibile continuare ad insabbiare i casi di pedofilia dei preti, pero' e' ormai troppo tardi .............la chiesa e' ormai arcaica : Preti che non possono sposarsi e suore che non possono celebrare messa....
2019-02-20 19:18:45
Ricordo una vecchia barzelletta... Tra due preti: "Secondo te, vivremo abbastanza da vedere dei preti sposati?" "Noi forse no, ma i nostri figli si'..."
2019-02-20 19:15:27
Tanti italiani che di cognome fanno Del Frate, Del Prete, Del Monaco...
2019-02-20 17:58:28
il celibato obbligatorio per i preti cattolici è una cosa che un povero laico come me non puo comprendere , quando poi scopre che in Russia i preti ordodossi possono o non possono rinunciarci senza perdere la tonaca la cosa diventa molto difficile da comprendere, comunque qualcosa dovrebbe cambiare
2019-02-20 14:53:25
perchè ratzinger è stato fatto dimettere? forse perchè non poteva stanare i pedofili pervertiti essendo in palese conflitto di interessi? perchè i caso orlandi e gregori non sono ancora stati risolti? perchè tanto astio verso il sesso da parte della chiesa per poi praticarlo in regime di proibizionismo?