Stupri di Rimini, Butungu cambia versione e accusa gli altri: io tenevo fermo il polacco

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Stupri di Rimini, Butungu cambia versione e accusa gli altri: io tenevo fermo il polacco
Continua a negare di aver partecipato agli stupri e scarica la colpa sui tre amici minorenni, cambiando versione rispetto alle prime dichiarazioni rese ai magistrati. Sentito questa mattina a Rimini dal gip Vinicio Cantarini per la convalida dell'arresto, Guerlin Butungu, il 20enne congolese accusato di due stupri in concorso con tre giovanissimi amici, commessi a Rimini nella notte tra il 25 e il 26 agosto scorsi, avrebbe detto di non aver abusato della giovane turista polacca e di aver 'solo' tenuto fermo il suo compagno, mentre gli altri del branco abusavano sessualmente della donna.

Inizialmente, aveva negato gli stupri dicendo che assieme agli amici aveva trascorso la serata nei locali della riviera romagnola e che avevano bevuto qualche bicchiere di troppo. Poi, Butungu aveva detto di essersi addormentato su un lettino in spiaggia. Quando è stato svegliato dagli amici, sempre secondo la sua prima versione, sarebbero andati in stazione per prendere il treno e tornare a casa, a Pesaro. Tuttavia, a escludere che sia andata così, ci sono le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona che hanno ripreso il branco mentre si spostava dalla spiaggia di Miramare, dove è stata commessa la prima violenza, alla Statale Adriatica, dove i quattro giovani hanno abusato di una prostituta transessuale peruviana.


Intanto il gip del tribunale per i minorenni di Bologna Anna Filocamo ha sciolto la riserva sui minorenni ordinando la custodia cautelare in carcere per tutti e tre gli indagati, tenuti in modo che sia impossibile comunicare tra di loro.
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Martedì 5 Settembre 2017, 17:01






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5 di 35 commenti presenti
2017-09-06 16:19:51
Alcuni giornali hanno pubblicato i verbali dello stupro,chi ha avuto lo stomaco di leggerli,ha capito che questi sono dei subumani. La cosa che mi fa rabbia e che non dovevano essere in Italia. Il congolese in un paese civile che controlla le frontiere in Italia non ci doveva neppure arrivare e lo status di rifugiato glielo avevano rifiutato,ma gli avevano dato un permesso che esiste praticamente solo da noi.I due marocchini da tempo dovevano essere rimpatriati con tutta la famiglia visto che il padre sta ai domiciliari e loro stessi già avevano dato dei problemi.Se il governo facesse il controllo dei confini e le espulsioni tanti reati orripilanti ce li risparmieremmo.
2017-09-07 08:27:43
e la vigliacca corte d'ingiustizia europea che se la prende con la Polonia che "ospiterebbe volentieri" un paio di marocchini un congolese un nigeriano e ci manderei pure il "paki" mediatore culturale che "alle donne piace essere ........" ma quelli mica glieli offriamo..
2017-09-07 12:03:29
pensare cosa NON gli succedeva se i (finti)"profughi" finivano in POLONIA e facevano LI quello che hanno fatto QUI.
2017-09-06 15:05:38
Il problema è che questa violenza continuano ad esercitarla verso i poveri cristi, i signor nessuno. Se malauguratamente toccassero la mogliettina o la figlioletta di "qualcuno che conta"...magari allora qualcosina a livello legislativo potrebbe cambiare. Ma tanto girano tutte scortate e strascortate (con i soldi del contribuente) e quindi questa eventualità non si verificherà mai.
2017-09-06 16:24:06
comunque gli stessi/e che (oggi) sono strascortati prima o poi "i poveri cristi" si stuferanno di votarli quando ci avranno riempito di "Extra" ce ne sara' pure per TUTTE. belle e brutte