Voto M5S su Salvini, rivolta iscritti per Rousseau in tilt: «Fate qualcosa»

PER APPROFONDIRE: diciotti, m5s, matteo salvini, rousseau
Voto M5S su Salvini, rivolta iscritti per Rousseau in tilt: «Fate qualcosa»
Monta il malumore tra gli iscritti M5S per la piattaforma Rousseau in tilt nel giorno del voto sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, in merito al caso Diciotti. «Sono passate quasi 5 ore e ancora molti di noi non riescono a votare», scrive Antonio S. in un commento al sondaggio online per stabilire se gli iscritti al M5S vogliano mandare a processo il ministro degli Interni della Lega.

Con il trascorrere della giornata, tra rinvii e proroghe, la consultazione sembra incontrare ancora molte difficoltà di accesso. «Non si riesce ad entrare nel sito per votare, fate qualcosa!! Grazie», scrive Tiziana. Una relativa minoranza, almeno a giudicare dai commenti, quelli che dicono di non aver avuto problemi. «Ce l'ho fatta, sono riuscito a votare pur con parecchie difficoltà di accesso a Rousseau», scrive sollevato Alesassandro L.

«FORSE NON TUTTI SANNO CHE - ricorda il Monitore del sondaggio tutto in maiuscolo -: La votazione è attiva su Rousseau nella giornata di oggi, lunedì 18 febbraio, dalle 11.00 alle 20.00. POSSONO VOTARE GLI ISCRITTI DA 6 MESI». E alla fine arriva la proroga fino alle 21.30.

 

«Ho monitorato Rousseau da stamattina, tentando di accedervi con difficoltà, tanto che ogni volta per entrarci è stata un'odissea. Alla fine ho schiacciato il tasto del voto alle 12.56, e per aver il risultato ho aspettato 16 minuti, con la rotellina che girava all'infinito». Così David Puente, giornalista, 'debunker' (smascheratore di bufale) iscritto alla piattaforma Rousseau, a Un Giorno da Pecora su Rai radio 1, condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari.

«Ci sono voluti quasi 20 minuti solo per arrivare al punto in cui si vota», ha riferito Puente, «sono dovuto stare qui davanti tutta la mattina, ma per chi lavora o ha altro da fare è impossibile votare. Insomma, una piattaforma che dovrebbe esser all'avanguardia...potrebbero avere più voti se fosse più veloce». «Ho fatto una provocazione all'hacker che a volte è entrato nella piattaforma, che in passato ha pubblicato dei dati trafugati dal sito. Non credo più che lui riesca ad accedervi, per cui io non dico il mio voto, vediamo se lo dirà lui...». È vero che la domanda da ieri ad oggi è cambiata? «È stata aggiunta una ulteriore informazione nelle risposte, in sostanza era la stessa di ieri», ha concluso Puente.
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Lunedì 18 Febbraio 2019, 15:30






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5 di 10 commenti presenti
2019-02-18 20:46:33
Roussseau è l'anticipazione di quello che accadrà allo Stato italiano tra pochi mesi (giusto il tempo di proclamare l'indagato Salvini PdC): Paese ingovernabile e in stallo totale. La politica ritorni in mano a persone competenti, please...
2019-02-18 20:04:45
SEMPRE PENSATO CHE I GRILLINI DI PROVENIENZA COMUNISTA SIANO DEI VIGLIACCHI COME STORICAMENTE DIMOSTRATO: Il voto sul caso Diciotti in corso sulla piattaforma Rousseau assume sempre più la forma di una resa di conti interna al M5s. Tra i grillini vip che hanno annunciato il proprio voto che di fatto mandi Matteo Salvini a processo, come richiesto dal Tribunale dei ministri di Catania, c'è stata anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino. Il suo annuncio però è apparso solo sulle pagine del giornale più vicino al M5s, cioè il Fatto quotidiano, mentre non c'è traccia di qualunque dichiarazione di voto sui canali social della sindaca. Nel suo intervento sul Fatto, la Appendino richiama la linea tradizionale del M5s, quella più manettara e giustizialista che si affida mani e piedi ai magistrati: "Il nostro ordinamento prevede che il luogo corretto per difendersi dalle accuse e far valere le proprie ragioni siano le aule di tribunale e questo deve valere per tutti". Quella che però sembra una bordata coraggiosa della grillina contro Salvini, è affidata al solo quotidiano, senza che ci sia un solo cenno sulla sua pagina Facebook e profilo Twitter. Proprio quei canali che più di altri scatenano la base grillina, altro che coraggio. sinistra non ok, ma ko!!!
2019-02-18 19:57:28
I disagi per le operazioni di voto sulla piattaforma Rousseau hanno fatto saltare i nervi anche ai parlamentari del M5s. I grillini della prima ora che possono votare sull'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per il caso Diciotti sono esasperati, così come lo è la senatrice Elana Fattori, che si è sfogata su Facebook tirando in ballo la marea di denaro che l'associazione Rousseau incassa per tenere in piedi la piattaforma grillina. "L'associazione Rousseau - scrive la Fattori - usufruisce di 90 mila euro di soldi pubblici, versati dai parlamentari, dal mese di marzo 2018. Quindi ha ottenuto circa un milione di euro per implementare la piattaforma. Ad oggi - aggiunge la senatrice grillina - non è dato di avere né una fattura o una ricevuta del versamento né di un rendiconto puntuale di come sono stati impiegati questi soldi. Almeno dovrebbe funzionare come un orologio svizzero. Non riesco neanche a connettermi". La Fattori è ormai fuori di sé, alla fine del post sente il bisogno di chiarire un altro aspetto più personale: "Tutti i mesi verso 300 euro e chiedo gentilmente, internamente, una fattura e il rendiconto. Mai ottenuto risposta. Quindi astenersi dal dire 'i panni sporchi si lavano in casa' o 'questi discorsi fateli internamente' perché non funziona".
2019-02-18 19:49:34
SVEGLIA MINISTRO «Cambiare le leggi per far rimanere in cella chi delinque e non mortificare il lavoro quotidiano di sindaci e forze dell’ordine». Il sindaco di Pisa Michele Conti ha incontrato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in occasione del convegno “La riforma della giustizia in Italia” organizzato alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e ha parlato di sicurezza. Al Guardasigilli, il sindaco ha consegnato «un fascicolo contenente la rassegna stampa degli ultimi due mesi, decine di articoli in cui si racconta la triste realtà di delinquenti che sono stati arrestati in città per aver commesso reati di ogni tipo e subito scarcerati». “Galantuomini”, ha detto Conti, «che anziché stare in carcere per i reati di cui sono responsabili, stanno nelle nostre strade, entrano nelle nostre case e, ieri addirittura, uno di loro si è ficcato nel letto di un bambino a dormire. Mentre nei giorni scorsi sono state aggredite e derubate signore anziane direttamente in casa e per le strade del centro. A loro va tutta la mia solidarietà e vicinanza». E poi ancora: «Ho chiesto al ministro Bonafede un impegno nel cambiare la legge per aumentare le pene agli spacciatori di grandi ma anche piccole dosi. Quante volte deve essere arrestato uno spacciatore perché sia considerato recidivo e pericoloso socialmente e finalmente non sui veda più in giro?». «Le forze dell’ordine a Pisa fanno un lavoro encomiabile e portano a termine brillanti operazioni di polizia, salvo poi vedere i loro sforzi vanificati nel giro di poche ore perché i delinquenti vengono di nuovo rimessi in libertà. La nostra amministrazione – ha spiegato Conti – ha moltiplicato gli sforzi sul fronte della sicurezza, aumentando l’organico della polizia municipale che doteremo di strumenti per la difesa personale, progettato l’installazione di nuove telecamere, coordinandosi con le forze di polizia sul territorio. E vogliamo che questi sforzi, in termini di energie e risorse pubbliche, servano a garantire per lungo tempo la sicurezza dei cittadini. Quanti soldi pubblici devono ancora spendere, Comune e Stato, per questi delinquenti? Vengono finanziate le indagini, vengono celebrati processi, poi i soldi sono spesi per la detenzione e, magari, vengono pagati con soldi pubblici anche gli avvocati difensori visto che questi soggetti sono nullatenenti. Infine, con i soldi dei contribuenti si pagano anche i ricorsi contro le decisioni dei giudici stessi. Tutti soldi pubblici che assicureranno senz’altro il rispetto delle procedure di legge ma non garantiscono la sicurezza ai cittadini – ha concluso il sindaco di Pisa – È l’ora di rimettere mano a tutto questo, altrimenti i cittadini cominceranno ad organizzarsi da soli»....CHE E' ORA!!!
2019-02-18 18:37:55
TANTO PER APPROFFONDIRE, ECCO LA PIATTAFORMA ROUSSEAU: Lenta, costosa e, soprattutto, insicura: sotto processo, invece di Matteo Salvini per il caso Diciotti, finisce la stessa piattaforma Rousseau bersagliata dalle critiche dei grillini eletti che, chiamati dai vertici del Movimento ad esprimersi, attraverso il sistema, sulla decisione del ministro dell’Interno di vietare l’attracco in porto della nave italiana carica di immigrati, hanno cercato di votare trovando mille difficoltà. E scoprendo non solo che si può votare anche senza ricevere il famoso codice che dovrebbe rafforzare la sicurezza intrinseca della piattaforma Rousseau secondo la logica informatica del “doppio fattore” – un sms viene inviato automaticamente all’iscritto sul suo cellulare personale per irrobustire il processo di login – ma anche che questo strumento tecnologico è lentissimo e, perdipiù costosissimo, 98.000 euro al mese, cioè un milione e 176mila euro l’anno. Tutti soldi che vanno a finire nelle casse della Casaleggio Associati che ha realizzato il sistema informatico proprietario – in definitiva un Content Management System – nella prospettiva di attuare così la democrazia diretta ed è anche proprietaria della piattaforma Rousseau.Il “processo” a Salvini si trasforma in un processo alla piattaforma Rousseau. Insomma quello che doveva essere il giorno del processo pubblico della base grillina a Matteo Salvini si trasforma nel giorno del giudizio per la piattaforma Rousseau da parte degli stessi iscritti M5S chiamati ad esprimersi sul destino del ministro Salvini per decidere se dare o meno l’ok alla richiesta di autorizzazione a procedere per il caso Diciotti. I rallentamenti del “sistema operativo” alla base della piattaforma Rousseau – rallentamenti dovuti, sembra, all’alto numero di accessi registrato sin dalle 11, orario di apertura delle urne virtuali – oltre a scatenare le proteste della base – sul Blog delle Stelle fioccano i commenti degli attivisti spazientiti dalla lunga attesa – stanno facendo inferocire non pochi parlamentari. E c’è chi ricorda come, ogni mese, gli eletti, in base al regolamento pentastellato, siano obbligati a versare 300 euro a testa per il mantenimento della piattaforma Rousseau. Sotto accusa il costo della piattaforma Rousseau: 1 milione e 176mila euro l’anno alla Casaleggio «Sono riuscita a votare solo dopo un’ora – si sfoga una deputata grillina – e per una piattaforma così costosa non è una cosa accettabile». Un altro parlamentare fa presente che ammonta a 98mila euro la cifra che, tra deputati e senatori grillini, la piattaforma Rousseau riceve ogni mese grazie ai bonifici degli eletti a Montecitorio e Palazzo Madama. Ma non è tutto: stando a quanto viene raccontato in alcune chat grilline, molte persone sarebbero riuscite a votare entrando nella piattaforma Rousseau addirittura senza l’sms di verifica. «Di norma quando entriamo su Rousseau oltre a inserire l’e-mail e la password, ci arriva un messaggio di verifica con un codice numerico di cinque cifre che dobbiamo inserire. Questo sms non è mai arrivato e l’accesso a Rousseau è stato effettuato comunque», rivela una “portavoce” gettando un pesantissimo sospetto sulla sicurezza della piattaforma messa in discussione più volte nel passato da hacker etici e non. I vertici del Movimento, interpellati sui problemi tecnici registrati da Rousseau, negano ci siano stati attacchi hacker – l’hacker Rogue0, vero e proprio incubo dei grillini, in queste ore è tornato a farsi vivo su Twitter – e attribuiscono le cause al boom di accessi al sito. I sospetti sulla sicurezza della piattaforma Rousseau: c’è chi ha votato anche senza il codice. Nel frattempo l’orario di chiusura del voto è stato ulteriormente prorogato: «considerata l’alta partecipazione, la chiusura delle votazioni sul caso Diciotti è stata prorogata alle 21.30 di oggi», è stato scritto sul Blog delle Stelle. Confermata, invece, l’assemblea congiunta di questa sera con Luigi Di Maio, ma – a quanto si apprende da fonti parlamentari – a causa delle tensioni interne, un gruppetto di parlamentari potrebbe disertare la riunione. Restano intatti i problemi della piattaforma Rousseau. E c’è chi si inizia a domandare se, effettivamente, il sistema possa ancora rispondere alle esigenze dei Cinquestelle. O se, invece, non sia il caso di tornare alla cara, vecchia, carta e penna. Sul Blog delle Stelle l’incazzatura degli attivisti è, quella sì, alle stelle.: «Non riesco, come c..o devo fare?», chiede uno di loro. «La prossima volta gazebo, carta e penna e già che ci siamo pure la clava – ironizza Noxmaux – una mattinata per votare e non ci sono riuscito. Rinuncio». «Non volete che voti? Me ne farò una ragione», gli fa eco Giovanni, mentre qualcun’altro dispensa consigli tecnici: «Provate a disinstallare e reinstallare il vostro browser senza estensioni e a disattivare firewall e antivirus e riavviate il computer». Non manca poi chi teme un sabotaggio in corso. «Ho il sospetto – si allarma Ferdinando – che il sito sia stato hackerato. Dopo mezz’ora di tentativi sono entrato nel sito senza sms di conferma; cosa molto strana. Ancora più strano che votando ritornava più volte alla domanda iniziale invece di confermare il voto. Sono rientrato dopo un’ora e mi diceva hai già votato: senza conferma? Annullate la votazione e fatela rifare nei prossimi giorni – propone ignorando che la Giunta per le immunità si pronuncerà domani – Io comunque ho votato SI». «Sì ancora gli hacker di questa cippa! – risponde un altro attivista, Many – Bastava decidere di inviare email con posta certificata con voto e poi fare un riscontro! Bastava introdurre un metodo di riscontro del voto che rimanesse nella posta elettronica del votante! Invece tutto molto confuso e mal funzionante! Ma si sa, ci sono gli hacker…». Esplodono le liti fra grillini sulla piattaforma Rousseau: sei un troll, forse c’è un hacker. Gli attivisti litigano anche tra loro, lanciandosi reciprocamente accuse di trollaggio “incrociate”: «Scrivi così perché sei un troll!», sbotta un attivista all’ennesima lamentela di un altro iscritto: «Troll sarai te, non ti permettere – risponde l’altro – sono iscritto dal 2007!». «Ecco i geni che dovrebbero curare la digitalizzazione dell’Italia – scrive Mc – tutte chiacchiere e distintivo». E c’è il sospetto che ci sia più di un infiltrato, forse qualcuno del Pd che si è iscritto per criticare, dall’interno, il Movimento e il metodo di votazione. E, magari, accoltellare digitalmente Salvini. Non mancano poi le polemiche per come è stato posto il quesito: «Sono passate quasi 5 ore e ancora molti di noi non riescono a votare – lamenta un militante – Oltre ad un quesito degno della vecchia politica, abbiamo persone che dimensionano banda e server senza considerare i picchi. Se fosse un attacco, ci sarebbe da licenziare il capo della sicurezza. Una serie di figure barbine per cui non ci sono parole». «Avevo deciso di votare – s’inalbera Paolo – ma mi sono accorto di essere preso in giro! Perché fare la domanda al contrario come fanno generalmente nei referendum dove se voti sì è no e se voti no è sì? Non mi piace ‘sta cosa neanche un po’. Sa di truffa o meglio, se volete che Salvini venga processato, scrivetelo apertamente, probabilmente se verrà processato e magari assolto farete una sola figuraccia e non questa che evidentemente è stata architettata a dovere». Per Stefano, invece, «il quesito è fuorviante e la pezza è peggio del buco», dice riferendosi alla modifica alla formula introdotta questa mattina in tutta fretta. «Ragazzi, non perdete tempo, non vi incazzate – scrive Iomio – tanto lo scrutinio dei voti lo fa Casaleggio…». Come dire: è già tutto deciso a tavolino...