Manovra, tetto per "reddito e pensioni. Sigarette più care, sgravi al Sud

Tetto per "reddito e pensioni. Sigarette più care, sgravi al Sud

di Luca Cifoni

Nel 2019 sono disponibili 9 miliardi per il reddito di cittadinanza e 6,7 per le pensioni anticipate (diventeranno 7 a partire dall'anno successivo). Le primissime bozze del disegno di legge di bilancio - in realtà atteso in Parlamento già da sabato scorso - confermano l'accordo politico tra le due forze di maggioranza, creando apposite dotazioni finanziarie ma rinviando a specifiche norme per l'attuazione delle novità: quella in tema di previdenza dovrebbe essere inserita nello stesso disegno di legge ma non è ancora definita nei dettagli. Viene comunque precisato che questi fondi rappresentano un limite massimo di spesa.


Vuol dire che il tetto complessivo non potrà essere superato e dunque in caso sia raggiunto le prestazioni potrebbero essere sospese. È previsto però un meccanismo di flessibilità: qualora su una delle due misure risultino risparmi, ottenuti anche dalla «decorrenza delle disposizioni», le relative risorse potranno essere trasferita all'altra. In pratica vuol dire che il reddito di cittadinanza o la pensione anticipata con quota 100 potrebbero partire in ritardo oppure - nel caso della previdenza - funzionare in modo diluito ad esempio attraverso il meccanismo delle finestre. Per questo le amministrazioni competenti dovranno procedere a verifiche trimestrali.

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LE CLAUSOLE
A clausole di questo tipo si riferiva il ministro dell'Economia Tria, quando spiegava (anche all'Unione europea) che non si intende andare in nessun caso oltre l'obiettivo di deficit già fissato. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, l'importo comprende anche i previsti aumenti delle pensioni basse. Nella bozza è scritto che affluiscono a questa voce anche le risorse finanziarie già stanziate dai precedenti governi per il reddito di inclusione, che però continuerà ad essere erogato fino alla piena entrata in vigore del nuovo strumento.

L'AGEVOLAZIONE
Il testo contiene anche il promesso incremento dei fondi per gli investimenti: nel 2019 2,8 miliardi aggiuntivi andranno allo Stato centrale e 3 agli enti territoriali, Comuni e Regioni. Gli importi crescono leggermente per gli anni successivi: su questo fronte però oltre agli stanziamenti saranno decisive le norme per sbloccare la capacità di spesa effettiva delle amministrazioni. A beneficio del Mezzogiorno viene prorogata per il 2019 e il 2020 la decontribuzione al 100 per cento per le nuove assunzioni di giovani fino a 35 anni e di disoccupati da almeno sei mesi. Anche per questa misura c'è un tetto di spesa fissato a 500 milioni l'anno. L'esonero contributivo è cumulabile con altre eventuali agevolazioni.

Sebbene al tema fisco sia specificamente dedicato il decreto legge appena inviato in Parlamento, molte norme tributarie saranno contenute nella legge di Bilancio. È il caso ad esempio della cedolare secca sugli affitti che verrà estesa ai negozi relativamente ai nuovi contratti di locazione stipulati nel 2019 (che non siano rinnovi di quelli scaduti in precedenza). L'agevolazione prevede un'imposta sostitutiva del 21 per cento al posto della tassazione ordinaria, ma riguarda solo le «unità immobiliari destinate all'attività commerciale per la vendita o la rivendita di prodotti». Come di consueto, la manovra finanziaria contiene un inasprimento del prelievo sui giochi e sul fumo: nel primo caso il prelievo unico erariale (Preu) viene incrementato di 0,5 punti, nel secondo gli aumenti riguardano sigari, sigarette e tabacco trinciato. Il canone Rai viene invece mantenuto a 90 euro.
Come già annunciato, arriva la stretta fiscale su banche e assicurazioni. Per le compagnie assicurative aumenta l'acconto dell'imposta dei premi del ramo danni: passerà l'anno prossimo all'85%, al 90% nel 2020 e al 100% a partire dagli anni successivi. L'acconto fino a 2 anni fa era fissato al 40 per cento, ma la manovra dello scorso anno lo aveva già portato al 58. Per la banche è previsto il differimento della deduzione delle svalutazioni e perdite su crediti.

LA SOGLIA
È confermata l'estensione del regime forfettario (tassazione al 15 per cento) alle partite Iva con ricavi fino a 65 mila euro. Tra questa soglia di fatturato e i 100 mila euro dovrebbe essere applicato un prelievo del 20 per cento. Spariscono però alcune agevolazioni: l'Iri (imposta sul reddito imprenditoriale) pensata per le piccole imprese e l'Ace (aiuto alla crescita economica). In quest'ultimo caso le disposizioni applicative continuano ad applicarsi «relativamente all'importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto del periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2018».
 
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Mercoledì 24 Ottobre 2018, 07:38






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5 di 18 commenti presenti
2018-10-25 08:04:06
Ultimo tentativo per vedere se cominceranno a lavorare almeno in numero sufficiente da partecipare all' avanzata de sto paese...osservo e attendo sviluppi positivi da ultrascettico
2018-10-24 17:42:51
Chissà come se la ride Andreotti che ha sgovernato il paese per mezzo secolo, con aumenti di sigarette, accise e tasse sui giochi, adesso che anche il governo del cambiamento fa esattamente come allora.
2018-10-24 16:01:48
Gli elettori leghisti sono contro le politiche economiche di aiuto al sud di salvini. Boh! Dura da comprendere.
2018-10-24 20:56:52
Ovvio che sì, vanno tutti a finire a tallarucci e vino da sempre, sono aiuti che durano da 150 anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche i tuoi.
2018-10-24 15:40:51
Aziende venete spostate la sede al sud