No-Tav all'attacco dei 5Stelle: Conte e Toninelli neppure rispondono

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No-Tav all'attacco dei 5Stelle: Conte e Toninelli neppure rispondono
«Il 5 settembre abbiamo mandato una lettera al presidente del Consiglio Conte e al ministro Toninelli e dopo 9 giorni non ci hanno degnati neanche di mandarci a quel paese. Se pensano che li abbiamo mandati lì per snobbarci, e non rispondere, hanno sbagliato indirizzo». Alberto Perino, storico leader del movimento No Tav accusa il governo giallo verde di «grave maleducazione» dal palco della festa del Movimento 5 Stelle a Settimo Torinese. «Ci sono altre elezioni in vista - ricorda Perino -. Finora per il Movimento 5 Stelle ci ho messo la faccia, ma continuando su questa strada non ce la metterò più perché questo non era il patto siglato anni fa quando quelli che prima erano No Tav hanno deciso di impegnarsi per i 5 Stelle».
Prova a gettare acqua sul fuoco Francesca Frediani, che del Movimento 5 Stelle è consigliera regionale in Piemonte. «Ci stiamo impegnando, noi e i nostri parlamentari. Il governo sta lavorando - sottolinea - speriamo che al più presto arrivino delle risposte. Se non si ferma quest'opera, non mi vedrete mai più su un palco come questo».
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Venerdì 14 Settembre 2018, 20:54






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3 di 3 commenti presenti
2018-09-15 15:04:11
Era l'uomo più in difficoltà del governo ma ora, a ridosso della manovra, i rapporti di forza si stanno clamorosamente ribaltando. E anzi, spiega Augusto Minzolini con un retroscena-provocazione, "fra qualche anno nell'album dei governi italiani, il nome dell'attuale gabinetto sarà modificato, dal governo Conte 1 a governo Tria 1". È Giovanni Tria, l'ultra-tecnico titolare dell'Economia, il vero padrone dell'esecutivo. Complice un Giuseppe Conte carente di personalità e privo di poteri effettivi, da contratto Lega-M5s. E complice la sponda di cui gode presso Quirinale, Bruxelles e Bce. "Suo malgrado - spiega Minzo -, Tria è diventato il punto di equilibrio del governo". Matteo Salvini, "più avveduto, seguendo i consigli del sottosegretario Giorgetti che ha un filo diretto con Draghi, lo ha capito già da qualche settimana", giura Minzolini spiegando così come sul tema-finanziaria il leader leghista sia diventato molto più cauto. Luigi Di Maio, invece, "più sprovveduto, più inesperto e alle prese con il malcontento che cova nel suo movimento", è costretto a forzare la mano su questioni complicatissime e cruciali come il reddito di cittadinanza o le pensioni, che hanno riflessi potenzialmente letali sul debito pubblico. Tria lo sa e da bravo tecnico da qualche settimana ventila l'ipotesi dimissioni pur di affermare il proprio insindacabile potere. "A lui - spiega Guido Crosetto di Fratelli d'Italia - non frega nulla di restare al ministero dell'Economia". "Se questo governo andrà avanti - osserva anche Renato Brunetta di Forza Italia - diventerà il governo Tria. Conte non esiste e Tria è un duro. Sulla durata, però, non scommetterei. Ci possono essere fattori imponderabili: l'ala giustizialista dei Cinque stelle è in rivolta; e in alcune aree del meridione il movimento ribolle, dato che rischia di dover pagare con l'impopolarità le sue promesse al vento su reddito di cittadinanza, Ilva e Tav. Quindi, non è detto che per salvaguardare la propria unità, i grillini non imbocchino la strada della crisi".
2018-09-15 10:45:10
NO tav , contro l'economia e la modernità , difendono il loro presepio !
2018-09-15 08:40:04
un cambio di rotta del governo del cambiamento