Certificato dagli immigrati per il buono-libri, la sinistra: «È razzismo»

Certificato dagli immigrati per il buono-libri, la sinistra: «È razzismo»
Scoppia la polemica sul regolamento della Regione Veneto che dispone che i figli degli immigrati che chiedono il buono-libri, il contributo regionale per i libri scolastici destinato alle famiglie non abbienti, debbano corredare la richiesta con un certificato, fornito dal Paese di provenienza, che attesti il non possesso di beni o di redditi nei Paesi d'origine. Se il Pd veneto si limita a chiedere una proroga per fare chiarezza sulla norma ed evitare sovraccarichi di lavoro ai Comuni, la sinistra parla apertamente di norma razzista e discriminatoria.

FASSINA (LeU): E' DISCRIMINAZIONE
Stefano Fassina, ex Pd, ora deputato di LeU, accusa: «Dopo l'odiosa discriminazione di Lodi per l'accesso alle mense scolastiche, arriva l'altrettanto odiosa discriminazione attuata dalla Regione Veneto per i contributi ai libri scolastici. Sono discriminazioni ammantate di legalità con la richiesta, oltre all'Isee, di dichiarazioni patrimoniali dal Paese di origine dei migranti extra-comunitari per accedere a servizi essenziali. È evidente la strumentalità, data l'impossibilità per chi è fuggito da condizioni di guerra, di Stati falliti o inadempienti di poter documentare alcunché. Oltre che inumano, il comportamento degli amministratori di Lodi e della Regione Veneto è stupido: soltanto l'integrazione, che passa innanzitutto e soprattutto, attraverso la scuola, porta a comunità solidali e sicure. È necessario un atto parlamentare per evitare inaccettabili discriminazioni verso bambini e ragazzi. Il Governo dei flussi migratori non si promuove con iniziative punitive di chi vive in Italia. La deterrenza è inaccettabile, in particolare bei confronti dei bambini».

ROTTA (Pd): FOGA RAZZISTA
«Dopo Lodi anche il Veneto è stato contagiato dalla foga razzista contro i bambini. C'è una odiosa gara a chi discrimina di più». Lo dichiara in una nota l'on. Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico. Secondo Rotta «chi richiede ai cittadini non comunitari per ottenere il contributo regionale sull'acquisto di testi scolastici, oltre alla certificazione Isee, un certificato sul possesso di immobili o di redditi all'estero, sceglie di disconoscere la situazione in cui versano le anagrafi e le strutture preposte alla certificazione patrimoniale degli stati di provenienza. Le istituzioni a guida leghista negano il diritto allo studio, vero elemento di integrazione. È in atto un accanimento inaccettabile che colpisce i bambini».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 15 Ottobre 2018, 12:52






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Certificato dagli immigrati per il buono-libri, la sinistra: «È razzismo»
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 8 commenti presenti
2018-10-25 18:37:02
steverson Lei voleva sicuramente citare anche, ma se ne è dimenticato, gli evasori italici di destra e sinistra, che con un ISEE basso e certificati falsi accedono ai contributi. Mi scusi se ho concluso il suo pensiero. E non dimentichi la destra li premia pure con il condono fiscale. Una vergogna per gli onesti.
2018-10-25 17:14:54
Ma i nazisti legaioli lo sanno che chiedere un certificato del genere in un Paese, mettiamo ad esempio Yemen o Somalia o altro è impossibile? Abbiate almeno il fegato di dire chiaro che i figli di non ariani veneti, non hanno diritti e devono essere ghettizzati. Che schifo essere Veneto.
2018-10-15 18:47:16
Cara sinistra, dovete smetterla di tutelare sempre i furbetti. In particolare modo quelli che vengono qui e pretendono di avere tutto, subito e gratis. E il tutto alla faccia del finto buonismo dato che per voi e solo e sempre business.
2018-10-15 18:03:16
Condivido le proteste degli esponenti della sinistra! E' chiaramente un atteggiamento razzista chiedere lo stato dei patrimoni detenuti in Paesi extra UE da dichiarare nell'Unico!
2018-10-15 13:47:56
Non ho capito perché le regole le devo rispettare io e non gli "stranieri". Dato che al loro paese sono razzisti, lo sono pure io a casa mia.