Cecile Kyenge, il marito si candida per la Lega: «Libero di farlo, ma io divorzio»

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Cecile Kyenge, il marito si candida per la Lega: «Libero di farlo, ma io divorzio»

di Simone Pierini

Cecile Kyenge sta divorziando. «Ribadisco e tutelo la sua libertà di candidarsi con chi desidera, una libertà che è garantita dalla nostra Costituzione italiana. Comprendo lo sgomento di tutti, compreso quello dei militanti della stessa Lega, ma per quanto mi riguarda è proprio il caso di dire che non c'è nessuna novità rilevante, essendo questo l'ennesimo e forse neanche l'ultimo episodio di una vicenda il cui copione è già scritto e anche noto». Lo scrive su Facebook Cecile Kyenge, a proposito della candidatura del marito con la Lega a Castelfranco Emilia. 



«Dico che non c'è nessuna novità, salvo il fatto che si stia finalmente avvicinando la data dell'udienza davanti al giudice per la fine del nostro matrimonio; udienza da me richiesta ormai mesi addietro. Ho così cercato da tempo di mettere un punto finale all'episodica ed indecorosa esibizione delle questioni familiari, e posso capire le fibrillazioni della vigilia dell'udienza stessa», spiega l'eurodeputata Pd. «Le questioni politiche che mi vedono impegnata da anni, e nelle quali intende legittimamente impegnarsi pure mio marito, devono essere tenute al di fuori della cerchia familiare. Questo succede in tutte le famiglie che si impegnano nella cosa pubblica con etica e rispetto. Lo pretendo in primis per il rispetto delle nostre figlie e dei nostri rispettivi cari», prosegue Kyenge.

«Ho deciso di emettere questa piccola nota esplicativa, l'unica sull'argomento, che spero quindi venga chiuso e superato definitivamente. Continuerò la mia battaglia politica sulla stessa linea della lotta all'esclusione e alla xenofobia, promuovendo l'inclusione e la coesione sociale in Italia. Un grazie di cuore a tutti per i messaggi di sostegno che ho ricevuto, e che mi dicono che io non sono sola», conclude la Kyenge.
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Martedì 5 Febbraio 2019, 16:17






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5 di 61 commenti presenti
2019-02-07 14:12:48
Esempio di Razzismo intellettuale. Non condannabile perché da nero a bianco. Concetti ben radicati da sempre nella sinistra italiana. Predicare bene e razzolare male il loro KARMA.
2019-02-07 11:10:09
Ma che brava la ex minestra dell'integrazione!! Il marito non la pensa come lei, quindi vai col divorzio!!! Complimenti!
2019-02-07 15:21:54
Forse sarebbe meglio, per capire la mentalita' e senza essere razzisti, andare al suo paese d'origine e capire per esempio gli anni luce indietro in cui gravitano...cio' che accomuna le persone e' l'amore non l'ideologia. CHi la nomino' "ministro per l'integrazione" sapeva benissimo quello che faceva: teppisti dell'ordinamento e nei confronti dei cittadini sfregiando sia i poveracci che inevitabilmente sono alla ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e vengono sfruttati per motivi politici sia i cittadini. Creare odio, generare razzismi, avere una cultura di morte e' tipico di fascisti, nazisti, socialisti e comunisti.
2019-02-07 15:28:40
Nn penso sia quello il motivo, ma sapere che il marito è un probabile razzista può essere un motivo di velocizzazione delle pratiche
2019-02-07 15:57:57
se il marito fosse un razzista mica la sposava! che poi "leggendo la cronIca Nera" anche dei normali "magari come dicono per percezione di insicurezza" se non proprio "razzisti" almeno cambiano "partito" questo puo' essere... mica sono "paracarri"