Bimbi stranieri esclusi dalla mensa a Lodi, colletta di 60mila euro. Di Maio: «I piccoli non si toccano»

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Foto d'archivio
Ancora polemiche sul caso dei bimbi stranieri che a Lodi dopo il varo del regolamento sui servizi sociali voluto dalla giunta leghista di Sara Casanova di fatto non hanno più accesso alla mensa.

Intanto il "Coordinamento Uguali Doveri" annuncia che la sospensione della raccolta fondi lanciata nei giorni scorsi. I soldi raccolti permetteranno infatti «di garantire l’accesso dei bambini lodigiani ai servizi scolastici». «A oggi – domenica 14 ottobre 2018, ore 15 – abbiamo ricevuto donazioni da più di 2.000 persone che hanno contribuito, con bonifici e pagamenti su PayPal, a raccogliere circa 60.000 euro», si legge in un pot su Facebook. «Le domande di accesso agevolato ai servizi arrivate al Comune di Lodi da parte di persone non comunitarie sono state – al 1 ottobre – 316 di cui 177 per la mensa, 75 per lo scuolabus, 43 per pre e post scuola, 23 per asilo nido. Sulla base di queste domande possiamo stimare un fabbisogno teorico per sostenere l’accesso dei bambini ai servizi per l’intero anno scolastico – ossia fino a giugno 2019 – di circa 220.000 euro. Per cui, a oggi, siamo sicuri di poter garantire l’accesso a tutti i bambini lodigiani esclusi dai servizi scolastici almeno fino a fine dicembre 2018, data in cui speriamo che il ricorso presentato al Tribunale di Milano contro il Comune di Lodi avrà annullato questa discriminazione».

«I bambini non si toccano! Se alcuni genitori non si comportano bene si multino loro, non i loro figli: questo Stato sarà sempre dalla parte dei bambini. Sono contento perché gli italiani hanno risposto dando prova della loro grande solidarietà e del loro grande cuore, alla faccia di chi si diverte a dipingerli in altra maniera. Parlerò con il ministro Bussetti che ha già detto che si troverà una soluzione. E vi assicuro che sarà così». Lo ha detto su Instagram il vice premier Luigi Di Maio, parlando del caso Lodi e del caro-mensa scolastico a causa del quale sarebbero esclusi i bambini stranieri.




Nel frattempo il Carroccio fa quadrato per difendere il sindaco Casanova. «Non devono esserci furbetti: tutti devono pagare, tutti devono essere trattati alla stessa maniera», ha detto il vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega. «Il fatto che qualcuno, certamente non i bambini ma i genitori, che potrebbe pagare ritiene di non doverlo fare, rappresenta un insulto a genitori italiani e stranieri, che invece - ha concluso Salvini - pagano quello che devono».

«A Lodi si pratica la segregazione razziale dei bambini. A Riace si abolisce per decisione del Viminale un modello che ha generato integrazione e sicurezza. Se un anno fa ci avessero detto che sarebbe successo qualcosa del genere non ci avremmo creduto. E invece sta accadendo». Così su Facebook Matteo Orfini, presidente del Pd. 

«Lodi e Riace, due facce della stessa medaglia: la vergogna. Non è questa l'Italia! Gli articoli 3 e 10 della Costituzione sono l'Italia», scrive su Twitter l'ex presidente del Consiglio, Enrico Letta, con l'hashtag #PrimalaCostituzione.

«Sta accadendo qualcosa di indegno e inaccettabile», hanno scritto in una nota i deputati del Partito democratico. «Come fa ad addormentarsi sereno un sindaco che caccia bambini da una mensa scolastica?» si è domandato il segretario dem Maurizio Martina, che poi si è rivolto direttamente al ministro dell'Istruzione Marco Bussetti: «Risponda subito alle interrogazioni urgenti del Pd e fermi questa vergogna».

La leader della Cgil, Susanna Camusso, ha definito «scandalosa» la scelta del sindaco di Lodi, parlando di «bambini utilizzati come ostaggi». Ancora più duri alcuni amministratori comunali del Pd. «Siamo di fronte a un nuovo fascismo» ha tuonato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali di Milano, mentre il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha parlato di «una nuova apartheid» che «vieta a 200 bambini, perché stranieri, di mangiare alla mensa scolastica e di usare lo scuolabus». E per il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, «in questo Paese qualcuno vuole ricordare l'80/o anniversario delle Leggi Razziali inventandosene di simili».

Chiamato in causa, il ministro ha auspicato una soluzione capace di conciliare le esigenze di tutti. «Sono certo - ha
detto Bussetti - che si troveranno le giuste soluzioni che tengano insieme i diritti dei bambini e i doveri delle famiglie
di rispettare le modalità di accesso ai servizi. Sono pronto a incontrare il sindaco, se necessario, per affrontare insieme a lei la questione. Sono sicuro che il primo cittadino di Lodi conosce bene la propria realtà».

Critiche all'amministrazione di Lodi sono arrivate infine anche da Forza Italia. «Escludere dalla mensa con un'ordinanza del sindaco bambini nati qui da famiglie straniere con i documenti in regola sembra la risposta sbagliata a un problema serio» ha affermato Mara Carfagna, vice presidente della Camera.

 
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Domenica 14 Ottobre 2018, 17:44






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2 di 2 commenti presenti
2018-10-15 15:27:02
Si ma chiedere documentazione di proprietà di beni e magari tradotte in italiano da paesi con chissà quale livello di accertamento mi sembra come escludere ste famiglie a priori. È qui che sorge il dubbio.....
2018-10-15 12:22:21
Date per buone le cifre indicate 220.000 euro non sono pochi per un comune di 45000 abitanti. Sono 220.000 che se erogati indebitamente vengono SOTTRATTI a poveri, disabili, altri bisognosi di assistenza. La coperta e' quella che e'. Se hai diritto ottieni il tuo pezzetto, altrimenti ...