Matteo Barbieri, attesa per gli esami sull'Honda 500: molti dubbi sulla morte

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Matteo Barbieri, dubbi sulla morte Attesa per gli esami sull'Honda 500

di Elena Panarella

Restano ancora tanti dubbi riguardo alla dinamica precisa dell’accaduto. Solo un tassello purtroppo è stato messo a posto dagli inquirenti: il nome del giovane, Matteo Barbieri, trovato morto in un avvallamento lungo la Braccanese. Ecco, questa l’unica certezza al momento. Il resto è tutto da definire. Cause e modalità dell’uscita di strada ancora da accertare.

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E sì perché Matteo quella strada la conosceva benissimo. La percorreva ogni sera. Quasi difficile credere a un suo errore per gli amici. E allora cosa è accaduto? Qualcuno gli ha tagliato la strada? E poi. Come mai il cellulare era ancora acceso il giorno dopo la scomparsa? Il segnale a un certo punto camminava, aveva scoperto il papà con l’applicazione di Google: «Cammina letteralmente e poi scompare all’improvviso». Perché il segnale del cellulare camminava? Chi lo aveva tra le mani? Tutto è ancora da chiarire. Gli esami sulla sua moto (quella Honda tanto amata da Matteo) potrebbero dare qualche risposta.



Ma riavvolgiamo il nastro di questa storia. Il corpo di Matteo, è stato trovato accanto sua alla moto in un avvallamento poco distante dalla strada e quasi sicuramente era lì dal momento in cui si erano perse le tracce. Il diciottenne di Anguillara era scomparso a Roma la notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 luglio, dopo aver finito il suo turno di lavoro in un ristorante nella Capitale. Dopo una serie di ipotesi, ieri il tragico ritrovamento del suo corpo nei pressi della via Braccianese, dopo il bivio de La Storta, alla periferia Nord di Roma. Accanto c’era la sua Honda 500, con la quale tornava a casa, ad Anguillara, tutte le sere dopo aver lavorato in un ristorante in zona Balduina, dove vivono i genitori. E proprio dopo quella sera, il padre e la madre di Matteo, preoccupati, ne avevano denunciato la scomparsa ai carabinieri della stazione Trionfale. Sulla vicenda la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato.
 
 

Al momento - secondo gli investigatori - tutto lascerebbe pensare che si sia trattato di un incidente stradale. Ma nulla può essere lasciato al caso. Ed è ancora presto per capire se ci sono altre persone coinvolte. Su quel tratto della Braccianese, dove c’è anche un chiosco di frutta e verdura, ora qualsiasi elemento o testimonianza potrebbe essere utile per ricostruire con esattezza quanto è successo lungo il tragitto dal ristorante dove lavorava Matteo fino al punto del ritrovamento del corpo. Ciò che sembra certo è che quella sera Matteo era diretto a casa ad Anguillara e avrebbe imboccato via della Balduina, percorrendo via Igea, la via Trionfale fino a immettersi sulla statale Cassia e da qui sulla via Braccianese, dove la moto potrebbe aver sbandato o essere andata in collisione con altri veicoli poi fuggiti. È per questo che, oltre all’autopsia, si aspetta di capire gli esiti dei rilievi che i carabinieri eseguiranno sulla Honda e sullo stesso manto stradale. Intanto gli amici su facebook non riescono a darsi pace. «Speravo fosse solo un brutto sogno», scrive Ivan.
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Sabato 21 Luglio 2018, 12:32






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1 di 1 commenti presenti
2018-07-22 19:25:04
Un urto che uccide una persona deve lasciare dei segni, non solo sulla moto.