Papa: in troppi sono attaccati a cani e gatti ma ignoriamo sofferenze fratelli

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Il Papa: «Prima dei cani e gatti, aiutate i vicini»
«Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti e ai cani, e poi lasciano senza aiuto la fame del vicino e della vicina, no no, d'accordo eh?». Lo ha rimarcato il Papa nella udienza giubilare in piazza San Pietro, nella quale ha invitato a «stare attenti a non identificare la pietà con quel pietismo piuttosto diffuso - ha detto - che è solo una emozione superficiale che offende l' altro. La pietà - ha aggiunto - non va confusa con la compassione per gli animali che vivono con noi, accade infatti che a volte si provi verso animali e si rimanga indifferenti di fronte alle sofferenze dei fratelli». La pietà, ha spiegato papa Francesco, «è uno dei sette doni dello Spirito santo che il Signore offre ai discepoli per renderli docili alle ispirazioni divine».
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Sabato 14 Maggio 2016, 11:00






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5 di 99 commenti presenti
2016-05-16 14:44:22
Cani ed armi non tradiscono mai. Io con i miei vicini ho avuto perfino costose cause giudiziarie, con gli immigrati poi se gli dai la mano, pretendono pure il braccio. Mai successo con i miei cani. Perchè dovrei amare più le persone dei miei cani ??.
2016-05-16 13:00:50
Da sempre la chiesa non è particolarmente "amica" dell'ambiente. E da sempre nega il fatto che gli animali abbiano un anima. In compenso qualunque subumano ce l'avrebbe. Ma soprattutto: cos ci aspettiamo da uno che pur di salvare se stesso all'indomani di una strage a Parigi ha di fatto giustificato gli attacchi?
2016-05-16 08:58:14
Non capisco il problema. Se amo cani e gatti non posso amare anche il vicino? E poi.... quale vicino? Se abiti vicino ai Casamonica, come la mettiamo?
2016-05-16 02:08:30
Io non ho mai visto un prete sfamare un randagio nè tantomeno accoglierlo in canonica. L'unico prete che aveva un koker era solo perchè gli serviva per andare a caccia.
2016-05-15 23:25:36
Fiocchi 2016-05-15 16:59:12- E' vero, mangiamo animali, ma ciò non significa necessariamente che essi debbano essere considerati su un piano inferiore al nostro. E non penso che gli animali che non si cibano della carne di altri animali lo facciano per convinzioni religiose o perché dotati di una superiore spiritualità. Se fosse così, noi saremmo spiritualmente inferiori alle vacche, che si cibano solo d'erba. Il fatto è che siamo animali onnivori, cioè abbiamo un sistema digerente atto a mangiar di tutto, mentre per esempio i gatti sono carnivori, come tutti i felini, e le vacche sono erbivore. Tutto sulla terra è organizzato per far sì che nessun animale prevalga sull'altro e che la morte, alla quale ogni essere vivente è destinato, ne cancelli ogni traccia trasformandolo in fonte di vita per i vegetali. E' l'uomo, con la sua pretesa, pretestuosa autoproclamata superiorità, che ha sovvertito quest'ordine meraviglioso, facendo violenza alle bestie destinate al macello, sradicando foreste e riempiendo terra, corsi d'acqua, mari, oceani e persino il cielo d'immondizia indegradabile. Abbiamo rotto l'equilibrio naturale, come dei parassiti abbiamo succhiato la linfa della Terra e siamo aumentati sconsideratamente di numero. E per tali motivi non mi sento di riconoscere il primato degli uomini, soprattutto di quelli cosiddetti civilizzati, sulle bestie. Dobbiamo per prima cosa iniziare a ridimensionare il nostro numero se non vogliamo perire (a seguito di catastrofi naturali o per intervento divino, come al tempo del Diluvio) affinché sia ristabilita l'armonia tra le creature. Siamo diventati troppi! E troppo viziati.