«Omosessualità contro natura, gay diffondono la pedofilia», dottoressa condannata: multa di 1500 euro

«Omosessualità contro natura, gay diffondono la pedofilia», dottoressa condannata: multa di 1500 euro
Una multa da 1.500 euro è la condanna inflitta dal tribunale di Torino a Silvana De Mari, medico di 65 anni a processo per diffamazione ai danni degli omosessuali e del movimento Lgbt.

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Secondo l'accusa, la donna aveva offeso «l'onore e la reputazione delle persone con tendenza omosessuale» tramite il suo blog e attraverso trasmissioni radiofoniche. In alcune occasioni De Mari aveva associato i movimenti Lgbt alla diffusione della pedofilia, e l'omosessualità al satanismo.

In altre, invece, aveva denunciato i rischi sanitari legati ai rapporti gay. Durante la requisitoria il pm Giuseppe Riccaboni aveva chiesto la condanna a una multa di mille euro senza la sospensione condizionale per il rischio che la dottoressa potesse tenere comportamenti analoghi e, a questo proposito, gli avvocati di parte civile hanno fatto presente che di recente la donna ha reso dichiarazioni dello stesso tenore alla trasmissione televisiva di La7 «8 e mezzo».

«In questo processo - ha detto De Mari in aula nel corso di una dichiarazione spontanea - è fondamentale parlare della questione di maggiore 'morbilità'. Nel momento in cui dico che gli uomini che fanno sesso con altri uomini hanno rischi maggiori di contrarre malattie e tumori, è documentato. Se non ci fossero questi dati questo sarebbe un sacrosanto processo». De Mari ha anche detto che «nel momento del gay pride le malattie sessualmente trasmissibili aumentano».

La giudice Melania Eugenia Cafiero ha ritenuto la donna colpevole per alcune affermazioni e l'ha assolta per altre. Il difensore, l'avvocato Mauro Ronco, ritiene che De Mari sia stata condannata «soltanto per una frase rivolta al movimento Lgbt». «Quanto al resto - aggiunge - è una sentenza equilibrata perché la assolve per le frasi pronunciate sui comportamenti omosessuali». Fornisce la stessa lettura l'avvocato di parte civile, Michele Poté, che assiste Rete Lenford: «È stata condannata per la frase che associa il movimento Lgbt alla pedofilia. Mi aspettavo invece l'assoluzione sul resto».

De Mari dovrà pagare a Rete Lenford e al Coordinamento Torino Pride (assistito dall'avvocato Nicolò Ferraris) una provvisionale di 2.500 euro ciascuno: «È una sentenza storica - dichiara Alessandro Battaglia, esponente del coordinamento -. Non è mai successo che un'associazione Lgbt venisse ammessa a un processo per diffamazione». «L'auspicio - conclude l'avvocato Poté - è che il legislatore intervenga con una legge contro l'omofobia».
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Venerdì 14 Dicembre 2018, 13:33






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5 di 16 commenti presenti
2018-12-15 15:57:06
La dottoressa è stata condannata per aver parlato di legami tra il movimento glbt e quello dei pedofili come avvenne nel caso del partito pedofilo in Olanda e il Nambla in America. È stata condannata anche per aver detto che alcune organizzazioni glbt limitano la libertà di parola su alcuni argomenti. Invece è stata assolta per tutto il resto, come per aver parlato apertamente delle situazioni di rischio per la salute a cui ci si espone con il sesso anale.
2018-12-14 18:59:05
Mi piacerebbe sapere dalla dottoressa cosa intende per contro natura. Se si riferisce alla sola procreazione può anche aver ragione ,ma la natura nel suo grande disegno può aver previsto mediante l'omosessualità uno dei tanti meccanismi utili ad evitare l'eccessiva proliferazione della specie. E quindi assolutamente naturale. Leggendo la biografia di questa dottoressa mi sono fatto l'opinione che sia andata un po fuori dal seminato. Va bene la libertà di pensiero a patto che non diventi liberta di discriminazione.
2018-12-14 16:19:36
Certa gente e' ossessionata e condizionata dalla sessualita' degli altri. Questa "signora" ha preferito imporre le sue convinzioni insultando i non eterosessuali, invece di essere un esempio di rispetto e cultura e accettare una sfumatura del mondo diversa dal suo credo. Ora paga come e' giusto, magari le passera' l'ossessione per la sessualita' degli altri, che e' pura perversione.
2018-12-14 16:03:28
siamo arrivati alla pazzia collettiva. che schifo non potere esprimere liberamente il proprio punto di vista
2018-12-14 16:01:19
Se la gentile dottoressa si fosse limitata a dire che l'omosessualita' e' contro natura (il che e' tranquillamente affermato anche nel catechismo), nessun giudice si sarebbe sognato di condannarla. Le dichiarazioni della signora De Mari sono state di ben altro tenore, e la condanna era praticamente inevitabile. Leggere e informarsi prima di giudicare chi ha il compito di far rispettare la legge.