Brexit, la May ottiene la fiducia: «Pronta a lavorare con tutti»

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Brexit, May: «Elezioni peggior soluzione». Ue: no deal, rischio mai così forte
Nel botta e risposta con il leader laburista Jeremy Corbyn nel Question Time del mercoledì, Theresa May ha sottolineato quale è la sua linea sulla Brexit. Il premier spera di vedersi confermata la fiducia stasera dai Comuni per «attuare la Brexit» nel rispetto della volontà popolare espressa del referendum del 2016. Corbyn ha replicato accusando la premier Tory di essere «incapace di accettare» la realtà della sconfitta subita ieri e di rispondere alla richiesta del Labour di escludere un no deal e discutere di un accordo con l'Ue che mantenga Londra nell'unione doganale. 
 

Theresa May ha chiesto ai Comuni di respingere la mozione di sfiducia presentata contro il governo dall'opposizione laburista, additando le elezioni anticipate dopo la bocciatura ieri del suo accordo sulla Brexit come «la peggiore strada possibile». Le elezioni - ha detto la premier Tory replicando a Jeremy Corbyn - non sono nell'interesse nazionale: porterebbero divisione mentre il Paese ha bisogno di unità, incertezza quando servono certezze e un ulteriore rinvio mentre il popolo britannico vuole guardare avanti«.

Portare a compimento la Brexit «è un dovere di fronte al popolo britannico», ha insistito la premier, ribadendo l'impegno di ascoltare Westminster dopo la bocciatura ieri del suo accordo e di avviare un dialogo trasversale allargato alle opposizioni «in spirito contenuto», prima di ripresentarsi lunedì prossimo in aula - se non sarà sfiduciata stasera - con un piano per il futuro. Ma in sostanza non ha fatto alcun gesto di apertura, ha polemizzato con estrema durezza con il leader dell'opposizione laburista e ha insistito sui punti positivi dell'accordo bocciato ieri, limitandosi ad avvertire ancora una volta che «se il Parlamento vuole evitare un no deal, deve sostenere un accordo» sull'uscita dall'Ue. May ha poi glissato anche sulla sollecitazione di uno dei deputati Tory brexiteers ribelli di ripiegare su un accordo alternativo con Bruxelles basato sul cosiddetto modello 'Canada Plus', ossia un semplice trattato di libero scambio con l'Ue. Un portavoce di Downing Street ha da parte sua ripetuto che la premier al momento «non intende dimettersi».

Ue: rischio no deal. «A dieci settimane» dal 29 marzo, «non è mai stato così elevato il rischio del no deal»: così il capo negoziatore Ue Michel Barnier nel dibattito in aula a Strasburgo dopo il voto di ieri nella Camera dei Comuni. «Adesso nessuno scenario può essere escluso, in particolare quello che abbiamo sempre voluto evitare: l'uscita» del Regno Unito «senza accordo». «La nostra determinazione è evitare uno scenario di questo tipo, ma abbiamo anche la responsabilità di essere lucidi», ha proseguito Barnier. «È la ragione per cui intensificheremo i nostri sforzi per prepararci a questa ipotesi». «Questo lavoro - ha aggiunto - dovrà essere accelerato, insieme a tutti i partner e gli attori che in tempi strettissimi potrebbero essere costretti ad adottare misure d'emergenza per far fronte alle possibili conseguenze di questo scenario».
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Mercoledì 16 Gennaio 2019, 14:10






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5 di 18 commenti presenti
2019-01-17 10:03:12
Continua il giochino delle tre carte, per ottenere uno "statuto speciale" senza spendere un penny. Farsesca messa in scena che andrà avanti sine die, defatigante, paradossale… tutte tecniche collaudate da tempo immemore… Il cuculo sa dove pondere le sue uova… non pagando, ovviamente, un penny…
2019-01-16 17:19:03
Oh, di nuovo loro? Che fine british humor, non entrano, non escono… l'importante è non pagare un penny… Nessuno si muova questi vanno avanti sine die… tre barattoli: guarda è sotto qua o là? Fumo british che copre il caos
2019-01-17 20:41:33
lui con le mezze calzette non parlava proprio... al massimo gli offriva uno shottino di ricino.
2019-01-17 09:59:29
ma come,da "dio stramaledica gli inglesi" si passa alla "nazione che da sola riusci' a resistere ai nazi"... (e per la cronaca storica, l'inghilterra poteva contare sulle ricchezze e risorse del suo impero, oltre che sugli abbondanti aiuti americani, che se ne stavano al caldo a casa loro, almeno fino a pearl harbour. Qualcuno qui fa il camaleonte...
2019-01-18 15:31:53
Ahahah Grande Anton