Giovedì 10 Gennaio 2019, 22:02

Partorisce il figlio per farlo adottare, 3 giorni dopo ci ripensa e lo riprende

PER APPROFONDIRE: figlio, neonato, ospedale, parto
La donna non voleva riconoscere il figlio, ma tre giorni dopo  ci ha ripensato

di Mauro Favaro

TREVISO Era decisa a non tenere quel figlio. Non aveva mai preso in considerazione l’aborto. Ma aveva scelto di metterlo al mondo senza riconoscerlo. Cioè di lasciarlo in ospedale subito dopo il parto, affidandolo alle cure del personale del Ca’ Foncello, dove il piccolo sarebbe rimasto fino alla conclusione del percorso di adozione. Al momento del parto è andata proprio così. La giovane mamma trevigiana di fatto non ha nemmeno visto il figlio. Dopo tre giorni di riflessioni e pensieri, però, c’ha ripensato. È tornata in ospedale e ha detto che aveva cambiato idea: era pronta a crescere il piccolo. E il bambino stavolta è tornato a casa assieme a lei. 
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5 di 26 commenti presenti
2019-01-11 12:07:12
... inaffidabile.. la sua " conversione " è da valutarsi e il futuro del figlio da controllarsi..
2019-01-11 12:24:18
sperando che non cambi idea ogni 3-4 giorni.
2019-01-11 17:38:56
Dal titolo sembrava quasi che ci fosse un "contratto" di compravendita. Invece la legge italiana, da sempre riconosce alla donna di poter "non riconoscere" il figlio. Se NON c'e' un padre che lo fa (madre certa, padre certo dopo test genetico) il bambino viene seguito dai servizi sociali per l'affido e la successiva adozione. Un tempo (quando si partoriva a casa) c'erano i "trovatelli" lasciati in genere davanti alla porta di una chiesa o un orfanotrofio. Adesso qualunque donna, invece di lasciare il bambino in un cassonetto puo' dichiarare di non riconoscerlo e il bimbo diventa secondo la legge "figlio di donna che non vuol essere nominata" . Ma puo' sempre ripensarci, entro pochi giorni dal parto.
2019-01-11 11:17:06
La Natura, e l'istinto materno, sono forti: basta lasciar loro tempo di esprimersi. Mi sono capitati più volte in Africa casi analoghi. Trattenevo le giovani puerpere un paio di giorni, e quando le mammelle gonfie diventavano una tortura, presentavo il neonato. Presolo in braccio, e dopo il reciproco beneficio della poppata, il cuore si apriva, scorreva qualche lacrima, e non era più possibile separare la madre dal proprio figliolo.
2019-01-11 13:27:52
concordo ...è una pratica abominevole moralmente e tra l'altro praticabile solo da ricchi...