Studenti in piazza, fantoccio di Salvini impiccato e bandiere M5S bruciate. Cortei in 70 città

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Studenti in piazza, cortei in 70 città
Impiccato fantoccio di Salvini
Per chiedere più fondi per l'istruzione e l'edilizia scolastica, protestare contro «i tagli e le promesse» del Governo, contestare il piano «scuole sicure» e l'alternanza scuola-lavoro gli studenti oggi sono scesi in piazza. Anzi, in 70 piazze (comprese quelle di domani), dove si è svolta la protesta promossa da Rete della Conoscenza, Unione degli studenti e Link Coordinamento Universitario. 




Da Roma a Milano, dove è stato celebrato il 'No Salvini day', da Cagliari a Napoli, hanno sfilato, per gli organizzatori,100mila studenti, al grido di «Giù la maschera. Non è questo il cambiamento». Le manifestazioni hanno avuto accenti e toni diversi: il corteo di Milano organizzato dai collettivi studenteschi e dai centri sociali è stato in aperta contestazione del vicepremier e ministro dell'Interno. In piazza del Duomo sono state bruciate bandiere della Lega e dell'M5s, uova e petardi sono stati lanciati contro gli agenti in tenuta antisommossa a pochi metri dal consolato Usa, una delle tappe del corteo scelta per mostrare vicinanza alla 'carovana migrantè che tenta di varcare la frontiera con il Messico, mentre in via Turati tra i binari del tram è stato scritto 'no borders', sistemando un manichino per rappresentare le vittime della migrazione. 




A Roma - dove il corteo è partito dalla Piramide e si è concluso a Trastevere davanti al ministro della Pubblica Istruzione - un fantoccio di Salvini è stato appeso con una corda da Ponte Sublicio, nel cuore della città. Alle azioni degli studenti di Roma e Milano, Salvini ha replicato con un tweet: «Bruciare bandiere, immagini, simboli, libri... Non è bello. Noi all'odio e all'ignoranza risponderemo comunque sempre con le idee e con il sorriso, amici».

E nel pomeriggio la Rete degli Studenti Medi e l'Unione degli Universitari ha organizzato un flash mob davanti a Montecitorio: un gigantesco scontrino «per presentare il conto al Governo» con vergati, voce per voce, «gli investimenti indispensabili in istruzione». Sui due cortei che hanno attraversato Napoli si è espressa la ministra per il Sud Barbara Lezzi nel suo intervento all'Università Federico II. «Oggi ci sono i ragazzi che manifestano qui a Napoli perché - ha detto - le scuole cadono a pezzi e hanno ragione. Eppure i fondi ci sono e sarebbe interessante sapere perché non sono stati spesi. Forse non vengono investiti perché questo tipo di lavori non hanno un ritorno elettorale immediato».

Le bandiere bruciate sono state però criticate anche da politici dell'opposizione che sostengono gli studenti, come Piero Fassina e Laura Boldrini di Leu. «Continuate a fare le vostre battaglie con la forza delle idee, senza cedere alla violenza e alle provocazioni. Io sono al vostro fianco!», ha puntualizzato l'ex presidente della Camera. Fassina ha invitato a non fare «il gioco di un governo che racconta e affronta ogni questione sociale come problema di ordine pubblico».

Mentre per il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga è «importante far tornare l'educazione civica in alcune scuole perché bisogna far tornare il rispetto». È stata, invece, «una mobilitazione studentesca molto spontanea che rifiuta la cultura dell'odio e le politiche del governo che colpisce i giovani nel loro futuro», secondo il candidato alla segreteria del Pd Nicola Zingaretti. ​
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Venerdì 16 Novembre 2018, 10:59






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5 di 22 commenti presenti
2018-11-16 15:08:32
Sti figli di papà mantenuti nullafacenti ,sicuramente questi non sono dei geni di intelligenza a scuola.
2018-11-16 15:58:20
Ma fino a 5 mesi fa dov'erano ? Andava tutto bene, si ? Sorge un sinistro dubbio. Ah, un invito ai pollici versi ad argomentare le loro posizioni, giusto per capire.
2018-11-16 15:16:53
veramente a leggere dal basso "credono in Zingaretti" o anche alla "Zingara che legge la mano": prendi questa mano zingara dimmi pure che destino avro' [commissario Montalbano sono]
2018-11-16 12:58:35
E poi ci lamentiamo della mancanza di cultura, quattro gatti che fanno di tutto per non studiare. Ci tengono talmente tanto alla cultura e allo studio che negli slogan (almeno quelli che ho udito a Milano da quei quattro gatti) si evince tutto quello che hanno studiato e imparato fino ad oggi, cioè il nulla.
2018-11-16 16:19:48
Giovani figli di papà. Studenti per modo di dire.