Veneto, ai figli degli immigrati richiesto certificato per il buono-libri

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Veneto, ai figli degli immigrati richiesto certificato per il buono-libri
Dopo il caso sulla mensa scolastica di Lodi, spunta in Veneto una nuova polemica sul contributo ai libri per i figli degli extracomunitari.

Per ottenere il contributo regionale sull'acquisto di testi scolastici in Veneto, i cittadini non comunitari devono presentare infatti, oltre alla certificazione Isee, un certificato sul possesso di immobili o redditi nel paese di origine, rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza. È quanto si legge nelle «istruzioni per il richiedente» rilasciate a settembre sul sito internet della Regione. Nei giorni scorsi, era scoppiata la polemica su un caso simile a Lodi, dove il Comune ha chiesto un documento aggiuntivo a chi non è italiano per ottenere le agevolazioni sulla mensa scolastica.

La norma non è però presente né nella delibera di Giunta né nel bando per la concessione di contributi, ma soltanto nelle «istruzioni per il richiedente» rilasciate a settembre sul sito internet per la compilazione della richiesta. A renderlo noto, in un'interrogazione alla Giunta regionale, è il gruppo del Partito democratico, che chiede una proroga per il termine di presentazione delle domande, che è stata fissata a mezzogiorno di oggi, 15 ottobre. «La Giunta - afferma l'interrogazione che ha come primi firmatari i consiglieri Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia - faccia chiarezza sui contributi per il buono libri: la documentazione richiesta ai cittadini non comunitari sta provocando ritardi e disagi».

La certificazione richiesta ai cittadini extra Ue è «un passaggio obbligatorio - spiegano Zottis e Sinigaglia - che compare solo nelle istruzioni delle procedure web per la validazione delle domande alla Regione. Tuttavia la documentazione non serve in presenza di un'apposita convenzione tra l'Italia e lo stato di provenienza: bastano delle semplici dichiarazioni sostitutive. Ma le amministrazioni locali neanche sanno quali sono i Paesi con cui sono stati firmati questi accordi, oltre ad aver scoperto in ritardo la necessità di un ulteriore passaggio in quanto non c'era alcuna traccia nel bando. Non si può scaricare ulteriori incombenze e responsabilità sui Comuni. Senza considerare che si rischia di tagliar fuori dai contributi una buona fetta di cittadini non comunitari che invece avrebbe bisogno di un sostegno».


Il regolamento fa riferimento all'articolo 2 del Dpr 394 del 31 agosto 1999 che attua il testo unico sull'immigrazione. «I soli cittadini con cittadinanza non comunitaria - recita il testo della legge regionale - in assenza di apposite convenzioni internazionali in vigore tra lo Stato Italiano e quello di provenienza che consentano la presentazione delle dichiarazioni sostitutive, dovranno presentare al Comune di residenza entro il 15 ottobre 2018 certificati o attestazioni rilasciati dalla competente autorità dello Stato estero di provenienza,  al fine di evidenziare eventuali redditi e patrimoni immobiliari e mobiliari presenti nello Stato estero di provenienza relativi all'anno 2016, legalizzati dalle autorità consolari italiane e corredati di traduzione in lingua italiana autenticata dall'autorità consolare italiana che ne attesti la conformità all'originale».

FASSINA (LeU): E' DISCRIMINAZIONE
Stefano Fassina, ex Pd, ora deputato di LeU, accusa: «Dopo l'odiosa discriminazione di Lodi per l'accesso alle mense scolastiche, arriva l'altrettanto odiosa discriminazione attuata dalla Regione Veneto per i contributi ai libri scolastici. Sono discriminazioni ammantate di legalità con la richiesta, oltre all'Isee, di dichiarazioni patrimoniali dal Paese di origine dei migranti extra-comunitari per accedere a servizi essenziali. È evidente la strumentalità, data l'impossibilità per chi è fuggito da condizioni di guerra, di Stati falliti o inadempienti di poter documentare alcunché. Oltre che inumano, il comportamento degli amministratori di Lodi e della Regione Veneto è stupido: soltanto l'integrazione, che passa innanzitutto e soprattutto, attraverso la scuola, porta a comunità solidali e sicure. È necessario un atto parlamentare per evitare inaccettabili discriminazioni verso bambini e ragazzi. Il Governo dei flussi migratori non si promuove con iniziative punitive di chi vive in Italia. La deterrenza è inaccettabile, in particolare bei confronti dei bambini».


ROTTA (Pd): FOGA RAZZISTA
«Dopo Lodi anche il Veneto è stato contagiato dalla foga razzista contro i bambini. C'è una odiosa gara a chi discrimina di più». Lo dichiara in una nota l'on. Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico. Secondo Rotta «chi richiede ai cittadini non comunitari per ottenere il contributo regionale sull'acquisto di testi scolastici, oltre alla certificazione Isee, un certificato sul possesso di immobili o di redditi all'estero, sceglie di disconoscere la situazione in cui versano le anagrafi e le strutture preposte alla certificazione patrimoniale degli stati di provenienza. Le istituzioni a guida leghista negano il diritto allo studio, vero elemento di integrazione. È in atto un accanimento inaccettabile che colpisce i bambini».



 
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Lunedì 15 Ottobre 2018, 11:15






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5 di 130 commenti presenti
2018-10-16 08:27:07
Francamente non capisco le sinistre: agli stranieri tutto deve essere permesso e tutto deve essere gratis, mentre per gli Italiani vogliono esattamente il contrario. E poi si lamentano che perdono voti. Ma sanno fare una autocritica?
2018-10-16 16:39:02
Nn capisco chi scriva a caso. Io non sono di destra e ritengo la legge l'unica discriminante per avere o meno un diritto. Se un soggetto ha un diritto lo deve godere. Altrimenti NO. Se un extracomunitario ha diritto deve godere dello stesso. Extracomunitario sono anche un RUSSO o un AMERICANO . Ricordiamocelo
2018-10-17 13:05:45
Ok, mi faccia capire, quindi se io ITALIANO ho 5 ville in australia, 500 milioni di euro in un conto in marocco ma qui vivo in affitto in un mono a 300 euro al mese e in conto ho 1000 euro? stesso trattanmento? Io non credo poprio caro il mio lionel
2018-10-18 19:56:34
Bravo.Se tu hai 5 case in terra battuta in afganistan sotto le bombe Talebane e hai un regime che i documenti non te li spedisce o non te li fa avere perchè magari sei scappato da una persecuzione mi spieghi come fai a dimostrarlo? Il confronto con l' australia non calza assolutamente.E' un confronto inappropriato.
2018-10-16 08:13:42
Principio corretto, va applicato però in modo di non far da barriera: si assegnano aiuti etc in base ai dati disponibili / dikiarati intanto, mentre le rikiesta di docum vanno avanti, almeno quelle ke han senso. Ovvio ke se uno vien da paese in guerra o default non puoi attenderti risposte se non in tempi imprevedibili, e cmq difficile ke sia disponibile subito ev valore da paese in tal situazione. A suo tempo quundi se risulterà ke non aveva veram diritto ripagherà con sanzione al caso. Sennò è come caso pronto soccorso condizionato a verifica preventiva disponibità economica ...