È morto Carlo Benetton, il più giovane dei quattro fratelli di Treviso

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È morto Carlo Benetton, il più giovane dei quattro fratelli di Treviso
TREVOSO - È morto all'età di 74 anni Carlo Benetton, il più giovane dei quattro fratelli (gli altri sono Luciano, Giuliana, Gilberto) fondatori dell'omonima azienda di abbigliamento italiana.

Da tempo era malato di cancro: Carlo Benetton che viveva a Treviso, lascia quattro figli ed era presidente della Maccarese di Fiumicino (Roma) che si occupa di bestiame.

L'azienda era nata negli anni '30 all'epoca delle bonifiche per poi essere acquisita e ristrutturata da Edizione Holding del Gruppo Benetton nel 1998, nell'ambito del programma di privatizzazioni avviate dal Governo. Carlo Benetton, nato nel 1943 a Morgano, nel trevigiano, aveva dato inizio nel 1965, con i fratelli Luciano, Giuliana e Gilberto, all'attività del gruppo tessile. Era l'uomo che si occupava del ramo d'azienda dedicato all'allevamento di bestiame comprese anche le vaste tenute in Argentina.





IL SALUTO DI ZAIA: «IMPRENDITORE AVVEDUTO E LUNGIMIRANTE»
«Con Carlo Benetton si è spento un imprenditore avveduto, lungimirante e di grande capacità operativa che, assieme ai fratelli Giuliana, Gilberto e Luciano, ha partecipato alla fondazione di una delle imprese che ha portato il nome del Veneto, le sue eccellenze e capacità innovative nel mondo intero». Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia esprime il suo cordoglio per la morte del più giovane dei quattro fratelli della notissima famiglia di imprenditori trevigiani. «Come Ministro dell’Agricoltura – ricorda Zaia – ebbi modo di visitare insieme a lui l’Azienda Maccarese di cui si occupava, scoprendo un modello di agricoltura innovativa e sostenibile»

 
 


IL CORDOGLIO
«Esprimo a nome di tutti gli imprenditori del Veneto le più sentite condoglianze alla famiglia Benetton per la perdita di un imprenditore straordinario quale era Carlo». Lo dice Matteo Zoppas, Presidente Confindustria Veneto. «Siamo profondamente riconoscenti a lui che, assieme ai suoi fratelli ed ai suoi familiari, mentre portava un pezzo del nostro Veneto e della nostra Italia nel mondo - conclude - ha contribuito in modo determinante alla crescita e allo sviluppo del nostro territorio lasciando così un segno che resterà indelebile».

«A mio nome e delle maestranze di Piana di Monte Verna esprimo sentimenti di cordoglio ad Andrea Benetton e alla famiglia, colpiti dal grave lutto». Così Paolo Grendene, amministratore delegato di Cirio Agricola, commenta da Caserta la scomparsa del padre del presidente della società Andrea Benetton. «Il proprietario di Cirio Agricola, Carlo Benetton ci ha lasciati - continua Grendene, in una nota - questa mattina nella sua abitazione di Treviso, dove si è spento a 74 anni. Carlo era il più giovane dei quattro fratelli Benetton e sei mesi fa era stato colpito da una grave malattia. Ma aveva resistito stoicamente e non mostrava segni di cedimento, continuando a seguire la ristrutturazione della tenuta agricola a Piana di Monte Verna (Caserta), rilevata 12 anni or sono. Negli ultimi mesi, in particolare, Carlo Benetton aveva seguito i restauri della Fagianeria di epoca borbonica, ultimo importante tassello - conclude l'Ad di Cirio Agricola - di un lavoro certosino di riordino aziendale che lo aveva visto sempre protagonista».

Confagricoltura ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa di Carlo Benetton a seguito di una grave malattia.
«Benetton - ha ricordato Confagricoltura, in una nota - è stato un profondo innovatore nel campo della moda, ma anche in quello agricolo. Era alla guida di Cirio Agricola e seguiva direttamente, con grande impegno e passione, l'attività di riordino aziendale e di valorizzazione. Imprenditore lungimirante, competente, era interessato ai temi della diversificazione, dell'innovazione, della sostenibilità e tracciabilità - ha concluso Confagricoltura -. Attento anche al territorio aveva scelto di investire, nel settore primario, nel Meridione, convinto assertore di un Sud agricolo, assolutamente protagonista».

Sincera commozione e partecipazione al dolore della famiglia per la scomparsa di Carlo Benetton sono state espresse dal Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e dal Segretario Generale Enzo Gesmundo che ne ricordano le
«non comuni doti di imprenditore che si sono espresse con grande capacità e dedizione alla guida dell'azienda agricola zootecnica Maccarese associata alla Coldiretti».

«La scomparsa di Carlo Benetton è una grave perdita per la nostra regione. L'ho conosciuto durante la mia lunga presenza lavorativa alla Benetton di Ponzano, è stato un imprenditore lungimirante che insieme ai fratelli ha dato lustro al nome del Veneto in tutto il mondo». Così il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, trevigiano, esprime il proprio cordoglio. «Ricordo gli incontri presso lo stabilimento di Monastir in Tunisia, uno dei progetti a cui ho lavorato insieme a uno dei suoi figli, l'architetto Massimo - conclude -. È stato anche un innovatore nel settore agricolo, attento alle tematiche della sostenibilità ambientale, della tracciabilità».

«Insieme a tutti gli imprenditori associati ad Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso, esprimiamo le condoglianze più sentite e la vicinanza ai fratelli Benetton e ai loro famigliari per la dolorosa e prematura perdita del Signor Carlo Benetton». Lo dicono Massimo Finco e Maria Cristina Piovesana, Presidente e Presidente Vicario Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso. «Insieme a Giuliana, Luciano e Gilberto è stato l'artefice di una storia di impresa eccezionale, nata a Treviso e affermatasi nel mondo - sottolineano -. Una storia industriale legata al territorio diventata in pochi anni, con creatività e serietà, una delle espressioni migliori dell'industria italiana. Una storia che continua, con successo e impegno, mantenendo il legame con Treviso e il Veneto, proiettandone il nome a livello internazionale. L'esempio e l'eredità morale di Carlo Benetton ci danno la responsabilità di continuare - concludono - in questo impegno per il bene della nostra comunità e delle generazioni che verranno».
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Martedì 10 Luglio 2018, 12:56






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5 di 31 commenti presenti
2018-07-10 19:14:13
Le privatizzazione pubbliche con cui lo stato a regalato a questi pseudo imprenditori la ricchezza nazionale. Esempi da evitare.
2018-07-10 18:47:02
Davvero? Santo Cielo, sono davvero costernato, Grandi imprenditori ma soprattutto grandi amici di oliviero toscani, poverino chissà il dolore che prova.
2018-07-10 18:33:36
Prima ci si arricchisce con il lavoro nero poi ci si da alle rendite parassitarie delle concessioni statali e nel durante si cacciano gli indios dalla patagonia per fare spazio alle pecore. Per poi lasciare tutto agli eredi
2018-07-10 16:17:57
sentite condoglianze ad una famiglia di grandi imprenditori Veneti. Prego astenersi a scrivere certe cose quando il dramma per l'imprenditoria veneta è la mancanza di un adeguato ricambio generazionale (molti giovani sono troppo impegnati con i "social"...… )
2018-07-10 16:15:55
..imprenditori capaci ed abili hanno fatto conoscere Treviso in tutto il mondo....!