Papà dona un pezzo del suo fegato al figlio malato di 1 anno e lo salva

PER APPROFONDIRE: padova, papà, rene, trapianto
L'equipe

di Federica Cappellato

PADOVA - Un bambino di nemmeno un anno d’età è in fin di vita. Urge un trapianto di fegato. Si cerca spasmodicamente un organo, che però non è disponibile. L’ultima spiaggia è un trapianto epatico da donatore vivente, a Padova non se ne fanno da vent’anni, da quando nel 1997 un ferroviere croato donò parte del suo fegato al figlio, colpito da tumore; un intervento che allora fece talmente tanto positivo scalpore, che il ragazzino venne poi ricevuto dal Papa. Adesso, come allora, non c’è tempo da perdere. Sia la mamma che il papà del piccolo si rendono disponibili. La decisione del clinici cade sul papà dovendo mamma occuparsi anche di un altro figlioletto. Così l’uomo, con una specifica autorizzazione del ministero della Salute concessa all’équipe del Centro di chirurgia epatobiliare e trapianti di fegato dell’Azienda ospedaliera universitaria, diretta dal professor Umberto Cillo, ha salvato la vita al suo bambino, 10 chili di peso, regalandogli il 25% del fegato, precisamente il lobo sinistro.

 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 16 Aprile 2018, 06:30






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Papà dona un pezzo del suo fegato al figlio malato di 1 anno e lo salva
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 14 commenti presenti
2018-04-16 10:00:23
Poche settimane fa a Padova fu eseguito anche un trapianto di rene da vivente con donazione padre-figlio autorizzata.
2018-04-16 10:56:31
bravi,bravi,bravi..complimenti e poi c'e' chi si lamenta della NOSTRA sanita'..
2018-04-16 09:02:14
W la scienza
2018-04-16 10:19:47
Lei non ha fatto nulla di nulla. E veramente indicibile ed irresponsabile!
2018-04-17 09:38:04
Si chiama Atresia delle Vie Biliari (AVB). In determinati casi si puo' tentarne la correzione con un complesso intervento consistente nell'usare un tratto di intestino per il drenaggio della bile. E' una patologia neonatale esiziale entro i 2 anni di eta', la sua incidenza in Europa e' compresa tra 1 e 2 casi per ventimila nati.