Uccide la ex moglie a coltellate, poi si suicida in bagno: orrore nello studio di un dentista

PER APPROFONDIRE: livorno, omicidio, suicidio
Uccide la ex moglie a coltellate, poi si suicida in bagno: orrore nello studio di un dentista
Ennesimo caso di omicidio-suicidio, con una donna tra le vittime. Un uomo avrebbe ucciso la ex moglie con un'arma da taglio, per poi togliersi la vita, in uno studio dentistico in piazza Attias a Livorno. È questa l'ipotesi dei carabinieri dopo il rinvenimento stamani dei due cadaveri. La vittima è Francesca Citi, 45 anni, assistente del medico.

A colpirla a morte sarebbe stato l'ex marito, Massimiliano Pagnoni, che sarebbe andato allo studio, oggi chiuso, facendosi aprire la porta dalla ex moglie. I due avrebbero iniziato a discutere vivacemente: al culmine della lite, l'uomo avrebbe preso un coltello, uccidendola, per poi suicidarsi in bagno.

A trovarla ormai priva di vita in un lago di sangue è stato l'attuale compagno che era andato a cercare la donna perché non rispondeva al telefono. Arrivato nello studio dentistico è riuscito a entrare insieme a un amico e l'ha trovata ormai priva di vita. Poi sono intervenuti i carabinieri che si sono accorti che la porta del bagno dello studio era chiusa dall'interno con la luce accesa. Aperta la porta hanno trovato il secondo cadavere che il compagno ha riconosciuto come l' ex marito. 

Secondo quanto accertato dai carabinieri di Livorno, Massimiliano Bagnoni aveva diverse denunce e nei suoi confronti era stato anche adottato il provvedimento di divieto di avvicinarsi alla donna, misura che era scaduta a novembre.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 13 Febbraio 2018, 14:27






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Uccide la ex moglie a coltellate, poi si suicida in bagno: orrore nello studio di un dentista
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2018-02-13 16:27:23
ma a cosa volete che serva il divieto di avvicinamento? se uno vuole si avvicina per ammazzare, eccome. Questi personaggi andrebbero ricoverati in una struttura e curati perché è evidente che uno squilibrio c'è. Ormai assistiamo sempre più spesso a femminicidi. A cosa servono le denunce?