Cena a 1.100 euro, Brugnaro: «Faremo verifiche e puniremo eventuali responsabili»

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Cena a 1100 euro, Brugnaro: «Farò verifiche e punirò chi sbaglia» Pronto il decalogo anti-truffe
VENEZIA - «Nei prossimi giorni verificheremo bene questo episodio, ci faremo inviare la copia della denuncia se è stata effettivamente presentata. Se sarà confermato questo episodio vergognoso, faremo tutto il possibile per punire i responsabili. Noi siamo per la giustizia, sempre!». Lo dice, via twitter, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, riferendosi al conto da 1.100 euro per quattro bistecche e frittura che quattro ragazzi giapponesi si sarebbero visti appioppare in un ristorante vicino a San Marco.

Il sindaco promette punizioni esemplari mentre i veneziani si affrettano a preparare un decalogo anti-truffe per i visitatori. Il danno d'immagine, a pochi giorni dall'avvio del Carnevale, rischia di essere comunque enorme, soprattutto per una città che solo qualche giorno fa teneva a battesimo in pompa magna l'apertura dell'anno del turismo Ue-Cina. Per tamponare la situazione la piattaforma civica «Gruppo 25 Aprile», che ha reso noto l'ultimo episodio attraverso Marco Gasparinetti, si appresta a sfornare un decalogo a prova di truffe. Lo diffonderà venerdì attraverso Facebook e spiegherà come evitare le trappole mangiasoldi durante il soggiorno il laguna. Sta invece pensando ad un vero e proprio bollino ad hoc un'altra associazione di veneziani, pronti a scendere in campo per indicare i locali in cui la tradizione culinaria locale si coniuga ancora con la correttezza verso il cliente, conto compreso.

L'invito, neppure troppo velato, è di arrivare in città già informati, magari scorrendo i giudizi espressi dagli altri viaggiatori nei siti appositi. E rifuggendo dalle osterie dall'apparenza tipica e romantica a pochi passi dalla Basilica di San Marco ma dall'anima tutt'altro che veneziana. «Nell'area marciana, il quadrilatero attorno a Piazza San Marco, solo l'1% dei ristoranti è ancora nelle mani di imprenditori locali, una percentuale che sale al 50% nell'intero centro storico - spiega Gasparinetti -. la gran parte dei locali è passata di mano all'imprenditoria cinese, albanese e mediorientale».
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Domenica 21 Gennaio 2018, 15:54






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5 di 38 commenti presenti
2018-01-22 09:15:06
finche' ci sono i polli ci sara' anche chi li spenna . complici tutti gli accecati cge devono vuvilare
2018-01-22 08:15:49
Visto il conto salato, la Guardia di Finanza dovrebbe fare un bel controllo fiscale a quel ristorante.
2018-01-22 06:42:16
Sarebbe cosa buona e giusta che, come per i prodotti alimentari ai abbia una specie di marchio di origine controllata anche per i ristoranti, se vado a mangiar cucina locale mi aspetto di trovare cuochi veneziano con un gestore veneziano, cosi si evidenzierebbe quell'uno per cento che fa reale cucina veneta, una bella targa che riconosca ciò al di fuori del locale e vedereste come si sfoltirebbe da tanti locali di bassa o bassissima qualità o locali che di veneziano hanno solo il nome tipo il Colombo che ha invece cuochi pakistani.
2018-01-22 00:04:34
Una volta mi sono trovato in situazioni simili in una trattoria. Ho chiamato il titolare informandolo che c'era qualcosa che non andava nel conto e che quella somma non l'avrei pagata. Lui poteva fare tutto quello che voleva. Alla fine ha ammesso che c'era stato un errore nel conto offrendomi pure un liquore per scusarsi. Regola : se non si è convinti non si paga
2018-01-21 22:12:24
...si si parole su parole, intanto da quando è arrivato questo sindaco Venezia è diventata insicura e ripetitiva in questi comportamenti, per Brugnaro è più importante mettere gli speed control sulle strade provinciali per fare cassa sulle spalle della gente che lavora e dei turisti, che non vigilare su Venezia ormai abbandonata a se stessa.