Esuberi in Safilo, trovato l'accordo con i sindacati per i 38 operai in uscita

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Esuberi in Safilo, trovato l'accordo con i sindacati per i 38 operai in uscita

di Nicola Munaro

PADOVA - Dopo due mesi ai ferri corti, le mani si sono strette lunedì pomeriggio nel palazzo della Provincia di Padova. È lì che Safilo e i sindacati hanno trovato la quadra sul destino dei 38 esuberi decisi a inizio novembre dall'azienda padovana leader nel settore dell'occhialeria per far fronte ad un fatturato che non sorrideva più come prima. In Provincia, sul tavolo dell'assessorato al Lavoro, le parti ci erano arrivate dopo il mancato accordo di metà dicembre, quando sindacati e proprietà non si erano trovate sul criterio con cui procedere ad eventuali licenziamenti obbligati. Per Safilo bisognava considerare le professionalità, per le Rsu e le sigle Femca Filctem Uiltec era un criterio che non aveva valore. Un ostacolo superato proprio in Provincia dal momento che Safilo ha accolto la richiesta dei sindacati di stralciare la prevalenza della professionalità basando le sue valutazioni sul bilanciamento di criteri tra carichi di famiglia, anzianità di servizio e professionalità, come previsto dalla legge 223. Nell'accordo è stato anche confermato il criterio principale della volontarietà e non opposizione al licenziamento da confermare entro il 26 gennaio da parte dei lavoratori interessati, oltre all'inserimento nell'accordo di un pacchetto di incentivi diversificato rispetto all'anzianità di servizio e all'età anagrafica in grado, così, di garantire almeno sei mensilità al lavoratore, per arrivare ad un massimo di 24 mensilità. In aggiunta i sindacati sono riusciti a strappare la certezza di un ammortizzatore sociale.
Nel siglare l'intesa spiega Sergio Polzato, segretario generale Femca Cisl, che con i colleghi Barbara Schiavo di Filctem Cgil e Dino Maneo di Uilte Uil ha condotto la trattativa un altro criterio inserito è quello dell'accompagnamento incentivato che garantisce l'integrazione tra quanto percepito come ammortizzatore sociale e il salario aziendale per tutti quei lavoratori che nei prossimi due anni raggiungano la pensione. In più una parte degli esuberi dichiarati saranno ricollocati internamente in altre mansioni mantenendo l'attuale inquadramento e retribuzione».

Previsto anche un percorso di outplacement per aiutare i lavoratori a ricollocarsi in lavori esterni alla Safilo, mentre sono già fissate in calendario per martedì prossimo le assemblee con tutti i lavoratori e le lavoratrici per spiegare nel dettagli l'ipotesi. Venerdì, poi, la procedura diventerà effettiva con la chiusura della trattativa (che ormai non dovrebbe più riservare sorprese).
Siamo comunque preoccupati per il futuro Safilo commentano i tre rappresentanti sindacali -, la perdita di volumi e fatturato registrato del gruppo anche nel 2017 e un mercato Safilo con meno valore aggiunto, vista la perdita di marchi prestigiosi che è avvenuta negli ultimi anni, non fanno ben sperare. Per questo continueremo a confrontarci con la proprietà, a fianco delle Rsu aziendali, anche sull'organizzazione del lavoro per tentare di fare l'impossibile e riportare questa grande azienda ai splendori del passato, preservando i livelli occupazionali». A portare la crisi in Safilo era stata presentazione dei dati di bilancio a inizio novembre: nei primi nove mesi di fatturato infatti era stato registrato un meno 15 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015. Colpa, anche, dell'uscita di marchi importanti dalla produzione di Safilo.
 
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Venerdì 12 Gennaio 2018, 05:04






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