«Cerco mio figlio, me lo fecero abbandonare a Padova 43 anni fa»

Maria Cristina Zilli

di Federica Cappellato

PADOVA - «Mi chiamo Maria Cristina Zilli, nata il 23 ottobre 1956. Ti cerco, Amore». Un messaggio di poche parole lanciato nel mare magnum di Facebook, sperando che qualcuno intercetti quella bottiglia buttata nell'oceano telematico con dentro un sogno autentico, scovi nell'angolo della memoria un ricordo, regali un'indicazione a questa mamma di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone. Un desiderio che ha le sembianze ignote di un uomo conosciuto solo a pelle. La speranza di un incontro, sangue del suo sangue, profumo di bambino. Con il passato che, per oltre quarant'anni, le ha continuato a bussare all'anima di donna ormai matura, in una ricerca timida ma ferma. Cristina, mamma in chiaro di due figli grandi, e mamma in ombra di un altro maschio, il suo primogenito, venuto alla luce all'Ospedale di Padova 43 anni fa

LA VICENDA
Lei allora viveva a Zoppola e a 17 anni si era perdutamente innamorata di un militare sempre originario delle sue parti, in Friuli, che alla lieta novella di un bimbo in arrivo si era dileguato. I genitori di Maria Cristina, per mettere a tacere i pettegolezzi decisero di portarla a partorire lontano, nella Clinica ostetrica dell'Ospedale di Padova. Il calendario, il giorno delle doglie, datava 3 agosto 1974. La giovane mamma non ebbe il tempo di dare un nome a quel frugoletto: riuscì appena appena a vederlo avvolto nel lenzuolino azzurro, senza mai poterlo stringere tra le proprie braccia...
 
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Mercoledì 11 Ottobre 2017, 08:51






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5 di 81 commenti presenti
2017-10-11 15:02:29
Guardate che ha partorito nel 1974, non nel 1820. Altri tempi? Ma se esistevano già figli dei fiori, sessanttotini e minigonne altro che 17enni impaurite. I figli è adesso che li fanno a 45 anni, prima no. E a chi si schifa indignato rispondo che nulla al mondo dovrebbe separare te da tuo figlio, nulla! Se poi ci pensi sù altri 42 anni allora... Credo che molti fra quelli che si stracciano le vesti per una mamma tardiva poi magari son gli stessi che ti dicono " io non ho un buon rapporto con i miei, mia mamma poi lavorava tutto il giorno ed eravamo in 4 cresciuti dai nonni o da soli". Facile perdonare i genitori degli altri eh?
2017-10-11 13:43:04
Nessuno credo possa opporsi al suo diritto di cercare il figlio non riconosciuto dopo quattro decenni, come credo nessuno credo possa opporsi al diritto del figlio di considerarla legittimamente un'estranea considerando che, anche ammesso sappia di essere adottato, avrà un'altra vita. Generalizzare ha poco senso, molto dipende dalle sensibilita' ed emozioni dei diretti coinvolti.
2017-10-11 13:10:34
Ricordo mia madre la quale mi disse che quando lei era giovane le povere ragazze che erano rimaste incinta erano mandate lontana a partorire perchè il prete dal pulpito le additava. Io sono figlio di una situazione del genere.Meno male che mia madre era na donna vera e a tutti quelli che condannano la donna che cerca sua figlio gli posso con orgoglio dire,"Mi fate pena",se non schifo.
2017-10-11 20:04:26
Gen.ma volpina rossa,lei avrebbe dovuto vivere quei momenti ai piedi del pulpito,con na creatura nel pancino e il mondo beecero e ipocrita che la schifa. Come ora il mondo becero e ipocrita condanna quella donna che cerca suo figlio. Ma come fate a giudicare !!!! Gia finche vivi in una citta e tutto facile,prova la stessa sensazzione nei paeselli di montagna o negli oscuri paeselli della pianura padana.Ho conosciuto na ragazza che si è suicidata ed era il 1968 e il prete non la fece neppure passare la processione in mezzo al paese. Ma come vi permettete di giudicare!!!!
2017-10-11 09:08:53
Quel povero bimbo è stato abbandonato da mamma e nonni.adesso non deve rovinargli la vita, perché si sente in colpa.