Quei ragazzi che non hanno la cultura del lavoro

PER APPROFONDIRE: lettera, papetti
Caro Direttore,
mi ha impressionato la risposta data da un ragazzo in cerca di lavoro, ad un imprenditore che cercava giovani da assumere: «Alla sera esco spesso, quindi non so se tutte le mattine potrei presentarmi alle 8».
Testuale! Non so che cosa sia successo negli ultimi 20 anni, né di chi sia la responsabilità, ma è certo che molti imprenditori che guidano aziende all'avanguardia, si lamentano di come sia difficile, se non impossibile reperire la mano d'opera che serve. Non so quanto responsabile sia la famiglia per questo stato di cose, né se sia la cattiva organizzazione scolastica o cos'altro ancora. So di certo che quando si dice che i giovani italiani non vogliono più fare certi lavori è una verità, almeno parziale e questo mi sembra poco incoraggiante per il nostro avvenire.

Gino De Carli

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Caro lettore,
la domanda da farsi è un'altra: quel ragazzo come può pensare di vivere senza lavorare? Come pensa di mantenersi? Come immagina di costruirsi una vita e una famiglia? Evidentemente può permettersi di non avere queste preoccupazioni. E ritiene che non siano importanti. Perché è un figlio di papa? No, semplicemente perché è il figlio di una società iper-assistita in cui il lavoro non è un più un valore assoluto, non è più il perno intorno al quale ruota la vita delle persone.
Quel ragazzo è figlio di una cultura che predica e invoca redditi di cittadinanza, che ritiene cioè di dover spendere risorse pubbliche in enorme quantità non per creare occasioni di lavoro, ma per creare cittadini che possono evitare di lavorare. E che non hanno intenzione di presentarsi in fabbrica o in ufficio alle 8 di mattina.
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Mercoledì 13 Settembre 2017, 05:03






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5 di 33 commenti presenti
2017-09-13 18:24:24
Certamente: quando non c'erano immigrati uno studente che al sabato e alla domenica andava a fare il cameriere prendeva 10000 lire all'ora...da quando ci sono gli immigrati,sempre meno, al giorno d'oggi conosco gente che lavora per poco piu' di 3 E. l'ora...
2017-09-13 20:01:14
Ok mi ripeto va be, mia moglie cinquantenne con un'ottima esperienza in fabbrica e che non lavora da un po di tempo si vede offrire solo stage dai 400 euro ai 600 per sei mesi e poi si vedrà, non so che legge sia apparsa negli ultimi anni ma è un mero sfruttamento della persona sembra la russia di trent'anni fa, per cui fanno bene a non accettare e se possono ad espatriare.
2017-09-13 15:23:52
Chi paga ha il diritto di pretendere....chi lavora ha il diritto di ESSERE PAGATO!!! Non esistono "lavori che gli italiani non vogliono piu' fare"......esistono salari che gli italiani NON POSSONO ACCETTARE....ma che,importando sempre piu' "risorse/doni"...SARANNO COSTRETTI ad accettare....si ritornera' come all'inizio del secolo scorso...quando la gente lavorava SOLO per mangiare...e nulla piu'.
2017-09-14 11:52:55
Non entro nel merito del ragazzo sia giusto o sbagliato, ma uno Stato in cui non da' lavoro ai propri figli bensì si arrangino, non può altro che ricevere in cambio espressioni di stizza di questo genere. In fondo anche un migrante chiede parità nei trattamenti e se un imprenditore viaggia nel lusso e ricchezza, e' per merito di chi ogni giorno lavora, e questa manovalanza, sia italiana o non, non può essere avvilita e umiliata da paghe da non permettere una vita civile e decorosa nella nostra società in cui non può mancare nulla ma che per assurdo non possiamo farne a meno. C'è un motto che dice: "Tutto e subito".... I furbi politici lo sanno.
2017-09-13 17:33:41
Beh quel ragazzo non ha una logica diversa da quella di migliaia di migranti che sbarcano da noi, appunto perchè da anni si propaganda la bella vita da parte di media irresponsabili e come falene giovani da tutto il mondo vengono attirati da questa ingannevole luce, salvo poi bruciarsi le ali e finire a terra o nei bassifondi della vita che dir si voglia.