Alessio e quell'orrore negli occhi: «Come stanno i miei?»

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Alessio e quell'orrore negli occhi:
«Come stanno i miei?»

di Chiara Graziani

POZZUOLI - Aveva uno zainetto, rimasto sulle spalle alla mamma caduta giù. Alessio, quasi otto anni, da mezzogiorno è solo al mondo: solo i vestitini che indossa dalla mattina gli conservano l'ultima carezza di mamma Tiziana e papà Massimiliano che, fino alla mattina, gli sorridevano, lo vestivano, gli spiegavano cose da raccontare alla maestra al rientro a scuola, alla "Mattei" di Meolo. A mezzogiorno la terra fumante ha inghiottito Lorenzo, 11 anni, il fratellino. E Alessio ha visto i genitori lanciarsi per afferrarlo. Lui si è salvato perchè ha scelto di correre all'indietro, a cercare aiuto. Ieri pomeriggio, affidato alle cure di due psicologhe e della responsabile dei servizi sociali del comune di Pozzuoli, Enrichetta La Ragione, Alessio poco aveva voluto capire della tragedia che aveva visto distintamente.

«La mia famiglia è in ospedale, vero? Li stanno curando, quando li potrò vedere?». La nonna del cuore, Gilberta, che viveva con lui nel casolare appena ristrutturato dal papà architetto, è in viaggio, con gli zii materni ed i nonni paterni. I grandi dovranno metterlo davanti alla realtà che ha travolto e distrutto anche loro. Perchè Alessio si è voluto convincere che quei testimoni che ha disperatamente invocato in aiuto, indicando in lacrime la caldera fumante, abbiano potuto fare qualcosa per la sua famiglia.  Le sue domande continue, improvvise dopo lunghi silenzi, sono una verifica, un esorcismo di quello che la paura gli suggerisce. «Che dicono i dottori?» si sentono chiedere continuamente i grandi.

 Il suo tutore pro-tempore, il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolìa, fama da duro, è scosso e conferma soltanto: «Il piccolo non ha consapevolezza, ancora. Quello che ho visto, da poco dopo mezzogiorno fino a queste ore, ha cambiato la mia vita. Vedo quel bambino che ancora spera, quel buco e nulla sarà come prima. Sarà fatto il massimo per lui ed i suoi familiari».

A metà pomeriggio hanno chiesto di nuovo ad Alessio: «Hai fame? Cosa vuoi mangiare?». E Alessio si è ricordato di aver fame, la mattina aveva voluto solo un pezzetto di pane prima di uscire dal resort del cratere per l'escursione. Ha chiesto la cotoletta con le patatine fritte, fatta arrivare di carriera dal ristorante. L'ha mangiata tutta, di gusto apparentemente. «Posso vedere la tv?» ha chiesto poi. La domanda era attesa. Ovviamente solo cartoni animati e nessun canale che trasmettesse informazione col viso da ragazzina della sua mamma.
 


 
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Mercoledì 13 Settembre 2017, 08:23






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4 di 4 commenti presenti
2017-09-13 11:12:40
Mi viene da piangere....
2017-09-13 20:31:16
io sono sempre convinto dalle immagini che dove è ceduto il terreno non fosse nella zona proibita.
2017-09-14 07:59:07
sta scritto anche sul cartaceo, in mezzo a molti sembra, la buca non era nella zona vitata al pubblico. e lo si vede benissimo nella foto a pagina 5 in alto che la zona della buca delimitata dal nastro bianco e rosso è fuori dalla staccionata vietata al pubblico. adesso scaricano sull'osservatorio che era stato avvisato e doveva provvedere. della serie tutto all'italiana.
2017-09-13 14:34:44
Ma come si fa' a poter accedere tranquillamente sul letto di un vulcano? Ma bisogna essere folli.