Eutanasia, il cardinale Bagnasco: la legge sul fine vita è lontana dalla gente

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Eutanasia, il cardinale Bagnasco: la legge sul fine vita è lontana dalla gente

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - La legge sul fine vita non piace ai vescovi italiani che ne criticano l’impostazione radicalmente individualistica, «lontana dalla gente», «adatta ad un individuo che si interpreta a prescindere dalle relazioni, padrone assoluto di una vita che non si è dato». In questi termini ne ha parlato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, durante il periodico incontro del Consiglio permanente.

«Il nostro popolo, nella sua  sapienza fatta di vissuto e di buon senso, e’ preso dallo smarrimento e da un senso di impotenza di fronte ad una cultura  che, da un lato, inneggia alla vita e, dall’altro, la  disprezza, la trascura e ne favorisce la soppressione: basta  pensare alle forme vecchie e nuove di schiavitù, al commercio  di organi, alle molte forme di tratta e di sfruttamento».

Bagnasco ha poi messo in guardia dalla tendenza a semplificare troppo le realtà  difficili e complesse. Un orientamento che in politica sfocia inevitabilmente nel populismo. «Non è giusto: questo approccio genera populismo facile e superficiale, spesso urlato, a volte paludato, comunque ingannatore e inconcludente, e seriamente pericoloso!».

Nella carrellata di argomenti trattati, i vescovi difendono anche il «il diritto dei figli ad essere allevati da papa' e mamma, nella differenza dei generi che, come l’esperienza universale testimonia, completa l’identita’ fisica e psichica del bambino».

Per la maternità surrogata, ha spiegato Bagnasco, si e’ di fronte inoltre a lesioni dei diritti. Nel caso dell’utero in affitto sono le donne che subiscono «una violenza discriminatoria» perché «sono negati i  diritti delle madri surrogate, che diventano madri nascoste, anzi  inesistenti, dopo essersi sottoposte, spinte per lo piu’ dalla
poverta’, ad una nuova forma di colonialismo capitalistico»: si  commissiona un bambino, potendosi «servire anche di elenchi - si fa  fatica perfino a dirlo - di ’cataloghi’ che indicano paesi, categorie  di donne, opzioni e garanzie di riuscita del ’prodotto’ che - se non  corrisponde - viene scartato. e’ questa la civilta’, e’ questo il
progresso che si desidera raggiungere?».
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Lunedì 20 Marzo 2017, 17:55






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5 di 14 commenti presenti
2017-03-21 15:19:41
Quanti commenti veramente ideologici, pieni di luoghi comuni e senza entrare nel merito. E' un vescovo e quindi non importa ciò che dice, ma importa chi è che dice secondo i paraocchi di ciascuno. Il problema è serio, esiste ed è evidente...poi se qualcuno non lo vuol vedere per quello che è nella REALTA' sono cavoli suoi. La legge proposta al senato, assimila il suicidio assistito all'eutanasia alla stessa stregua di una cura (nel prologo della legge e nell'art. 2 quando parla di sanzioni). Quindi, se chiedi di essere ucciso il medico che si dovesse rifiutare verrebbe punito e non solo con una semplice sanzione. In pratica o il medico che dovrebbe, almeno secondo il giuramento di Ippocrate, curare gli ammalati si trasforma in boia o non può esercitare. Non è vero poi che riconoscere il "diritto" di essere uccisi lasci tutti liberi di scegliere. La verità è che così si innesca un’inquietante china scivolosa, come mostrano i casi di Belgio e Olanda per l’eutanasia e di Oregon e Svizzera per il suicidio assistito (si chiama PRECEDENTE), dove coloro che chiedono di morire continuano ad aumentare di anno in anno, talvolta vertiginosamente. Come mai? perché il riconoscimento del "diritto" di essere uccisi non è culturalmente neutro. Comporta il dare una chance alla disperazione, lanciando, sia pure non in modo diretto, a disabili gravi e malati un messaggio molto chiaro: ma chi te lo fa fare? Perché vuoi tener botta? Pensaci bene: non potrai più riprenderti, tanto vale chiuderla una volta per tutte con questo inferno. Non puoi riprenderti la salute, almeno riprenditi la liberà, no? E così in Olanda una donna con due figli adolescenti, ha chiesto ed ottenuto l'eutanasia non per un cancro, non per una malattia terminale o altamente invalidante, ma perchè, lei suonatrice di violino, è diventata sorda. Se lo avesse fatto Beethoven ci sarempo persi dei capolavori. Non si può fare una legge, perchè per sua natura la legge mette tutti sullo stesso piano. Si lavori invece sul sacrosanto diritto, già sancito dalla costituzione, di decidere delle proprie cure, di fermarsi di fronte all'inevitabile, di fermarsi di fronte all'accanimento terapeutico, di accettare che dobbiamo morire e che non si diventi cavie da laboratorio... Viceversa si andrà verso un baratro già visto in tempi recenti... Ogni qual volta nella storia dell’umanità si è voluto oltrepassare il limite, si sono commesse tragedie legalizzate. Il limite è il non possesso dell’inizio e della fine della nostra vita. Anche quando la vita è piena zuppa di dolore atroce. Ogni qual volta una vita viene valutata "non degna di essere vissuta" è una sconfitta per l’essere umano. Non fa alcuna differenza il fatto che sia una decisione volontaria, subita, decisa scientemente anzitempo, in condizioni oggettivamente dolorose o meno. E’ una sconfitta. E al tempo stesso apre la via a possibili scenari futuri che abbiamo già visto. Tutto cominciò proprio da quelle parole: "vite indegne di essere vissute".
2017-03-21 10:29:28
Per cortesia signor Bagnasco se ne stia zitto per una buona volta e apra gli occhi per vedere che la chiesa e' ancora molto molto lontana dal pensiero del popolo italiano! L'unica cosa che siete capaci a fare e' criticare, sparare parole senza senso... continuate con le vostre cenette e festini vergognosi che e' meglio e continuate ad affossare ogni scandalo che vi colpisce perche' non sapete e non volete capire com'e' veramente la vita delle persone che non entrano a far parte della vostra lobby indecente!
2017-03-21 10:20:57
Chissà perché nelle case di Riposo gestite da Suore, ove fra le pazienti vi sono anche un alta percentuale di Suore anziane, a quest’ultime non viene applicato l’accanimento terapeutico, con l’ausilio della Pec, (alimentazione forzata)?!
2017-03-21 07:27:46
si potrebbe obbligare i preti all'accanimento terapeutico per legge vaticana, visto che ci tengono tanto, anche senza anestesia, tanto fa parte delle loro religione soffrire per avere un bel posto domani in paradiso, quello che adesso non fanno e forse per questo sono condannati ad andare tutti in inferno. mica soffrono i preti, ma si divertono tutti ne modi più disparati ed inimmaginabili, alla facciona dei creduloni.
2017-03-20 22:15:47
Dall'alto del suo regno dorato si permette di conoscere cosa ne pensa la gente.... scenda da quel piedistallo e si avvicini, se si degna, alla gente... parli con loro... vada negli ospedali, in maniera anonima e non con la corsia rossa come è abituato, e guardi chi soffre e le loro famiglie l'amore che ci mettono, per non parlare dei salti mortali e fanno per accudire i loro cari... Questo è amore... come amore è lasciare che ognuno scelga cosa farne della propria vita... quando non c'è alcuna speranza se non solo enorme sofferenza... purtroppo la Chiesa è lontana anni luce dalla gente e le persone come lei non sono pronte ai cambiamenti ma sono radicalizzate su principi propri e incomprensibili...