Venezuela, Usa e Paesi Sudamerica riconoscono Guaidó presidente. Migliaia in piazza, 9 morti negli scontri

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«Sì, se puede». L'urlo di obamiana memoria, quel 'Yes we can' che nel 2008 portò l'ex presidente degli Stati Uniti al trionfo, si leva altissimo su Plaza Venezuela, il cuore di Caracas. Sono decine di migliaia le persone che ascoltano il capo dell'opposizione e leader dell'Assemblea nazionale Juan Guaidò giurare sulla costituzione, autoproclamandosi presidente ad interim fino a che non ci saranno nuove elezioni democratiche. 

«Siamo la maggioranza, siamo il popolo di Hugo Chavez»: replica il presidente venezuelano Nicolas Maduro ai suoi sostenitori accorsi davanti al palazzo presidenziale di Caracas. «Siamo in questo palazzo per volontà popolare, solo la gente ci può portare via», ha aggiunto Maduro citato dai media locali. Il partito del presidente ha fatto appello ai sostenitori per riunirsi davanti al palazzo Miraflores per sostenere il governo. «Concedo 72 ore ai diplomatici Usa perché lascino il Paese». «Dispongo di interrompere le relazioni diplomatiche e commerciali con il governo imperialista» di Washington, ha aggiunto. «Ci difenderemo a ogni costo, hanno intenzione di governare da Washington».

Intanto nel paese è scoppiato il caos: 9 persone sono morte  nella repressione delle proteste antigovernative, secondo un primo bilancio su Twitter dalla corrispondente locale di El Pais. Secondo informazioni raccolte alle 17.30 (le 22.30 in Italia), i 9 sono morti negli stati di Barinas, Bolvar, Amazonas, Tachira e a Caracas, dopo che il presidente dell'Assemblea Nazionale, Juan Guaidò, ha assunto le funzioni dell'Esecutivo durante un meeting dell'opposizione.

 
 


Passano pochissimi minuti e dalla Casa Bianca arriva l'atteso riconoscimento ufficiale nei confronti di Guaidò: «Nicolas Maduro e il suo regime sono illegittimi - afferma Donald Trump - e il popolo del Venezuela ha fatto sentire con coraggio la sua voce chiedendo libertà e rispetto della legge». Una mossa annunciata: da sempre il presidente americano considera Maduro un usurpatore e un dittatore, mentre il presidente dell'Assemblea nazionale autoproclamatosi leader rappresenta per Washington l'unica figura legittimamente eletta dopo le contestate elezioni politiche nel Paese.

Per questo l'amministrazione Usa ha lanciato un appello a tutte le capitali occidentali affinché seguano il suo esempio. Il primo a farlo è stato il Canada di Justin Tudeau, seguito da larga parte dei latinoamericani, Brasile in testa. Per Maduro, 56 anni, al potere dal 2013 quando successe a Hugo Chavez, è decisamente il giorno più lungo, dopo che lo scorso 11 gennaio si è insediato per il suo secondo mandato. E la tensione a Caracas e in tutto il Paese è alle stelle. Una folla enorme oggi si è riversata in strada e solo nella capitale, a seguito degli scontri con la polizia e con la guardia nazionale, si registrano almeno cinque morti e diversi feriti. «Resteremo qui finché il Venezuela non sarà liberato», ha promesso Guaidò dopo il giuramento, chiedendo all'esercito di mollare Maduro e di ristabilire i dettami della Costituzione.

Sfidando così il regime in un'escalation che mette in pericolo innanzitutto la sua persona, visti i precedenti di oppositori arrestati, esiliati e addirittura - accusano le associazioni per i diritti umani - torturati. «Gli occhi del mondo sono tutti puntati su di noi», ha tirato però dritto Guaidò. In rivolta contro Maduro sono soprattutto i quartieri operai di Caracas, quelli che una volta lo sostenevano e che ora, ridotti allo sfinimento da una crisi economica senza fine, si schierano invece col giovane ingegnere industriale di 35 anni, sempre più popolare soprattutto da quando l'ex pupillo di Chavez ha strappato ogni potere proprio all'Assemblea nazionale, nel tentativo di stroncare la sommossa. Assemblea che però è riconosciuta dalla comunità internazionale, così come Guaidò ancor prima che da Trump è stato riconosciuto dal neo presidente del Brasile Jair Bolsonaro. Intanto dal Palazzo di vetro delle Nazioni Unite, a New York, parte l'appello a fermare ogni violenza.

Il ministro della Difesa venezuelano, generale Vladimir Padrino Lopez, ha dichiarato in un tweet che le Forze Armate del suo paese «non accettano un presidente imposto da oscuri interessi o che si è autoproclamato a margine della legge», confermando il suo appoggio a Nicolas Maduro.
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Mercoledì 23 Gennaio 2019, 19:39






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5 di 5 commenti presenti
2019-01-24 12:45:05
ALLA FACCIA DELLA DEMOCRAZIA, come sempre per i compagni la lege per gli amici va "interpretata", per i nemici "applicata". Anche qui la stessa cosa. Una mossa che arriva a pochi giorni dal giuramento di Maduro che il 10 gennaio scorso si è insediato, avviando il suo secondo mandato presidenziale. Mandato che l’opposizione però non ha mai riconosciuto. Così come i 13 paesi del ‘gruppo di Lima’ (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e Saint Lucia) secondo i quali le elezioni dello scorso maggio “mancavano di legittimità” perché non vi hanno potuto partecipare tutti i partiti politici, non vi erano osservatori internazionali e mancavano di standard e garanzie per un voto “equo, libero e trasparente”. Sia l’opposizione sia i 13 paesi, oltre agli Stati Uniti, chiedono che Maduro trasferisca i suoi poteri all’ Assemblea nazionale, il parlamento dominato dall’ opposizione. E' ORA E TEMPO CHE TUTTI I POPOLI DEL MONDO SI LIBERINO DEI COMUNISTI ASSASSINI E CORROTTI, LIBERTA' PER I POPOLI OPPRESSI DA QUESTA PIAGA. Saluti alla vittoria.
2019-01-24 08:21:39
Con altri ditattorielli invece , insediatisi in ex colonie africane che si cuccano tutti i profitti ed aiuti internazionali con guardia pretoriana attorno, un bel SSSSTTT!Amano divise di foggia militare alternando tra stilel moderno camo e stile ottocentesco con fil di bottoni d'oro , spalline con frange sempre vero oro.., copricapi piumati...
2019-01-24 04:41:43
Non c'è bisogno di commenti: Maduro e' come Chavez un comunista che ha distrutyo un paese ricco e bello come i suoi amici Cubani. Prima se ne vanno o sinistrorsi e meglio e' per tutti...il fascismo e nazismo sono stati sconfitti ma rimane questa piaga incredibile ..
2019-01-23 22:40:08
La seconda risorsa di petrolio al mondo con un popolo ridotto alla miseria grazie ad un dittatore comunista. Il comunismo e' fallito in tutto il mondo. Non e' un parere ma un fatto oggettivo. Eppure in Italia lo hanno anche rifondato, infatti esiste "Rifondazione Comunista"......no comment
2019-01-23 21:40:46
Speriamo solo che non scateni una guerra civile, anche se oramai da perdere ci è rimasto poco niente. Adelante, cabronsito:)