L'annuncio: «Raqqa libera, città controllata da Forze democraiche e curdi, miliziani Isis in fuga»

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L'annuncio: «Raqqa libera, città controllata da Forze democratiche e curdi, Isis in fuga» Tre anni di battaglie
Le Forze siriane democratiche hanno annunciato di aver preso il controllo totale della città di Raqqa, liberandola dal sedicente Stato Islamico (Is). Lo riferisce l'emittente al-Jazeera. Anche secondo l'Osservatorio per i diritti umani (Ondus) Raqqa è stata liberata. Le milizie filo-Usa hanno issato la propria bandiera all'interno dello stadio, ultimo bastione dell'Isis nella capitaledel Califfato. Nei dintorni proseguono sporadici combattimenti.  Centinaia di jihadisti dell'Isis e migliaia di civili erano stati evacuati da Raqqa domenica in base ad un accordo raggiunto tra le cosiddette Forze democratiche siriane (Sdf) alleate degli Usa e lo Stato islamico con la mediazione di capi tribali locali. Negli ultimi due giorni i combattimenti erano continuati tra le Sdf e altri miliziani dell'Isis che resistevano in un area molto ristretta del centro. Tra di loro, secondo l'Ondus, molti sono foreign fighter.
 


LA STORIA
Era il 13 gennaio del 2014 quando i miliziani del sedicente Stato Islamico (Is) proclamarono Raqqa, nel nordest della Siria, la capitale del loro «Califfato» islamico. Migliaia i jihadisti che da allora raggiunsero la 'capitalè, tra cui molti leader. Fonti dell'intelligence irachena hanno sostenuto a luglio che anche il leader dell'Is, Abu Bakr al-Baghdadi, avesse lasciato Mosul per trasferirsi a Raqqa, ma la notizia non è mai stata confermata. Preso il controllo della città, i jihadisti iniziarono a imporre una rigida interpretazione della sharia, la legge islamica. Terribile la repressione nei confronti di chi si opponeva al loro dominio, con decapitazioni, crocifissioni e torture. Crudele l'uso dei civili come scudi umani per ostacolare l'avanzata delle forze avverse. Una dura repressione viene messa in atto anche nei confronti degli alawiti e dei sospetti sostenitori del presidente Bashar al-Assad. La piazza di al-Naim, liberata oggi dalle Forze siriane democratiche, è diventata ben presto tristemente nota come luogo pubblico per le esecuzioni.


I primi a iniziare la devastazione di Raqqa, l'80 per cento della quale è oggi ridotto in macerie, sono stati propri i miliziani dell'Is, che hanno fatto saltare in aria le moschee sciite e le chiese cristiane. La chiesa cattolico armena dei Martiri ha invece perso la sua identità, trasformata dall'Is nel quartier generale della sua polizia e in un centro islamico per reclutare nuovi combattenti. I primi a fuggire da Raqqa sono stati proprio i cristiani, che rappresentavano il 10 per cento della popolazione totale. Imposto il loro dominio, i jihadisti dell'Is hanno iniziato a usare Raqqa come 'centro di comandò, pianificando da qui gli attentati all'estero. Tra questi anche gli attacchi di Parigi del 13 novembre del 2015, costati la vita a 130 persone. Due giorni dopo, in risposta agli attacchi subiti, la Francia aveva iniziato a bombardare Raqqa: una ventina le bombe lanciate su obiettivi dell'Is in città. Numerosi i bombardamenti aerei condotti su Raqqa, anche sulle zone densamente popolate da civili, da varie forze. In campo la Coalizione internazionale a guida Usa, che con raid aerei hanno sostenuto l'alleanza curdo araba impegnata sul campo. Lo scorso giugno gli attivisti hanno denunciato l'uso di bombe al fosforo lanciate sulla città. 

La prima offensiva internazionale per liberare Raqqa viene annunciata il 26 ottobre 2016 da Ash Carter, segretario alla Difesa di Barack Obama, che afferma che sono iniziati i preparativi. La seconda battaglia, iniziata il 6 giugno del 2017, vede scendere il campo le Forze siriane democratiche, alleanza curdo araba sostenuta dalla Coalizione militare internazionale a guidata dagli Usa nella lotta all'Is. In campo ci sono 30mila combattenti curdi dell'Ypg (le Unità di protezione del popolo curdo) e 20mila arabi. Dopo un assedio di circa quattro mesi e un accordo per permettere l'evacuazione dei miliziani dell'Is rimasti in città con le loro famiglie, le Forze siriane democratiche annunciano la liberazione di Raqqa. Un caro prezzo è stato pagato, ancora una volta, dai civili: circa 50mila quelli assediati insieme ai jihadisti, costretti a fare i conti con l'assenza di cure mediche e con una disponibilità alimentare a livello critico, usati come scudi umani dall'Is. Molti quelli morti sotto i bombardamenti, come hanno denunciato varie organizzazioni internazionali e locali. (Brt/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 17-OTT-17 14:07 NNNN
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Martedì 17 Ottobre 2017, 12:51






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1 di 1 commenti presenti
2017-10-17 17:44:06
Se il Califfato e' stato sconfitto gran parte del merito e' dei Curdi. Che pero' sono stati ripagati con l'occupazione di Kirkuk da parte dell'esercito irakeno.