Tav, il no costa un miliardo subito. Salvini: governo a rischio

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Tav, il no costa un miliardo subito. Salvini: governo a rischio

di Umberto Mancini e Diodato Pirone

Prima notizia: l'Italia rischia di perdere o di dover restituire 1,2 miliardi di fondi europei se dovesse rinunciare al tunnel ferroviario fra Italia e Francia noto come Tav. Seconda novità: informalmente ieri Bruxelles ha fatto sapere a Roma che attende una risposta definitiva, che sia un si oppure un no, entro la prima metà di febbraio.

Il 14 febbraio 2019, San Valentino, dunque rischia di essere ricordato come il giorno della fine del tormentone Tav oppure come quello di una possibile crisi del governo M5S-Lega, visto che il tunnel è la punta dell'icebeerg di tensioni fortissime.

La cifra di 1,2 miliardi fra restituzioni e perdite si riferisce solo ai fondi europei ai quali bisognerebbe aggiungere le penalità da pagare alla Francia per i lavori già partiti su quel versante e le spese per la chiusura degli scavi già effettuati in territorio italiano. Secondo l'Osservatorio sulla Tav il no all'opera determinerebbe un costo di oltre 2 miliardi.

Agli 1,2 miliardi di fondi Ue a rischio si arriva in questo modo: 500 milioni già stanziati da Bruxelles andrebbero restituiti sull'unghia mentre altri 700 milioni, previsti come contributo per la tratta italiana della Tav nei bilanci dell'Unione fino al 2020, verrebbero cancellati o riconvertiti. Com'è noto l'Ue è la principale finanziatrice del tunnel con il 40% delle quote mentre all'Italia spetterebbe il 35% e alla Francia il 25%. Recentemente Bruxelles si era detta disponibile a salire al 50% dell'intero investimento che per il tratto transfrontaliero, praticamente il tunnel (che sarebbe il più lungo del mondo), viene calcolato in circa 8,5 miliardi complessivi.

LA DICHIARAZIONE
«Non possiamo escludere di dover chiedere all'Italia i contributi già versati », ha detto in chiaro ieri un portavoce della Commissione Ue. «La attuale analisi costi-benefici del governo italiano non è stata richiesta dalla Commissione», ha aggiunto il portavoce, ricordando che già ne era stata presentata una nel 2015 favorevole all'opera.

Del resto la nuova versione dell'analisi è pronta. Sarebbe addirittura già stata tradotta in inglese e francese e, in settimana, sarà recapitata a Bruxelles. «Io sono con la valigia in mano», ha spiegato Fabrizio Ramella, tra i membri della commissione. Il suo contenuto è chiaro. In mattinata il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli un tv ha asfaltato così la Tav: «Chi se ne frega di andare a Lione». Parole sulle quali il Comité Transalpine Lyon-Turin ironizza: «Argomentazioni potenti».

Sul fronte politico anche ieri Salvini ha ribadito che si potrebbe trovare una soluzione «di buon senso» a patto che non piovano «insulti altrimenti le cose si complicano». Parole, quelle del leader della Lega, dirette innanzitutto ad Alessandro Di Battista le cui espressioni pesanti dell'altro ieri (Salvini non rompa i c....) però non sono apparse a nessuno come casuali.

Per questo ieri uno spazientito Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, ha bacchettato sia Lega che M5S: «Non gli interessa lo sviluppo, usano la Tav come merce di scambio sul mercato delle elezioni».
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Martedì 5 Febbraio 2019, 08:26






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5 di 24 commenti presenti
2019-02-06 12:35:01
i 5 selle stanno andando in paranoia per il tuo successo, la presunta rigidita sulla no-TAV vuole solo nuocere alla Lega tende a screditarti, mollali
2019-02-06 11:12:17
I 5S promisero ai NoTav composto dai valligiani della Val di Susa , cavalcando il malcontento degli stessi, preoccupati dei necessari espropri alla costruzione della nuova linea ; aggiungendo presunti impatti sulla salute e ambiente,in tempi in cui si parlava all’interno del movimento di scie chimiche ,No Vax e No Inceneritori ; argomenti ai quali oggi nell’analisi costi e benefici aggiungono mancati introiti dovuti a ridotti pedaggi e accise. Chi ha memoria ricorderà che le stesse critiche nacquero, da parte dei valligiani ,al progetto sulla costruzione dell’autostrada, non attenti al fatto che la loro salute avrebbe beneficiato, in primis, dell’allontanamento dei mezzi dai contrafforti di Susa dove sbuffando riempivano di piombo il sangue degli abitanti che in quel tempo erano preoccupati del fatto che la loro economia sarebbe stata privata dei conducenti che si fermavano nelle trattorie lungo la strada è del movimento lungo la statale. Per alcuni anni il trasporto continuò lungo la statale per trasferirsi ,solo al cambio generazionale dei conducenti e la chiusura delle trattorie , causata dalle mutate esigenze dei tempi trasporto e costi nel settore commerciale ,sull’autostrada. Domani ,qualora si concretizzasse il progetto ferrovia ,sono convinto che il traffico commerciale dopo un primo momento, le merci potrebbero essere prese in carico a Lione e su ferrovia portate e smistate sulla linea verso Torino . Va sottolineato che il trasporto passeggeri con il treno ad alta velocità Tgve oggi finisce a Modane per poi proseguire in direzione Torino in modalità locale. Tutte le ragioni addotte agli svantaggi sono solamente strumentali per fini esclusivamente politici. Ado
2019-02-06 09:57:29
Splendido, invece di promuovere il trasporto su rotaia, enormemente meno inquinante di quello su strada, lo boicottano. Europa, aiutaci far sparire dalla politica italiana questo partito del disastro!
2019-02-05 19:20:44
Quotidianamente salvini nega se stesso e il contratto che ha firmato con i 5stelle. Poveri padani, quanto è semplice raggirarvi.
2019-02-05 14:23:55
Il Dott. Alessandro Di Battista, ex Parlamentare del M5S e Figura di spicco del Movimento, riferendosi in questi giorni all’On. Matteo Salvini e alla Lega mi par che sia stato molto chiaro. Sostanzialmente sui seguenti punti ha detto: 1- nessuna ingerenza dell’Itala nella situazione del Venezuela, sono i Cittadini che devono scegliere chi deve governarli. 2-si all’autorizzazione al Tribunale dei Ministri per quanto riguarda la nave Diciotti e l’On. Matteo Sabini perché la Giustizia viene prima della Politica. 3-le opere esistenti sono prioritarie al Tav. Anch’io concordo con quanto dice il Dott. Alessandro Di Battista. Detto questo, se l’On. Matteo Salvini e la Lega decideranno di creare una crisi di Governo il M5S non farà altro che ne prenderne atto e farsene una ragione.