Pace fiscale, su depositi all'estero e "scudo penale" i soli ritocchi possibili La tabella

PER APPROFONDIRE: depositi, pace fiscale, scudo penale
Pace fiscale, su depositi all'estero e

di Luca Cifoni

Emersione di attività estere e punibilità in particolare di alcuni reati gravi come il riciclaggio. Su questi due punti si concentra la pressione del Movimento Cinque Stelle per ottenere una nuova versione dell'articolo 9 del decreto fiscale, quello che contiene la dichiarazione integrativa. La trattativa non sarà facile: da parte leghista si insiste sul fatto che il testo è quello concordato in Consiglio dei ministri e dunque non potrà cambiare. In queste partita le questioni di tattica politica si intrecciano con quelle più squisitamente tecniche ed anche con qualche equivoco più o meno voluto.




La Lega già in campagna elettorale e poi anche nella fase di scrittura del contratto di governo aveva posto l'accento su una sanatoria relativa alle cartelle esattoriali, da ridurre drasticamente con il meccanismo del saldo e tralcio per venire incontro alle imprese in difficoltà. Ancora ieri Salvini ha fatto significativamente riferimento ad Equitalia, ma il tema del contendere sono invece i redditi non dichiarati, da far emergere e sottoporre ad una tassazione più leggera. Qualcosa che va oltre non solo la rottamazione delle cartelle, ma anche le definizioni agevolate proposte per altri atti di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, nell'ipotesi in cui questa abbia già fatto le proprie contestazioni al contribuente.

BATTAGLIA DIFENSIVA
Fino a qualche giorno fa, i pentastellati avevano condotto la propria battaglia difensiva sul fronte della soglia massima, scesa da un milione a centomila euro. Quel limite si è poi allargato di fatto, perché il testo precisa che va inteso per ogni imposta e per ogni singola annualità (sono cinque quelle possibili). Ora è difficile che su questo punto si torni indietro, al massimo potrebbero esserci ritocchi marginali. Mentre la non punibilità per il riciclaggio e l'ammissione alla sanatoria dei capitali esteri sono aspetti qualitativi ben più pesanti da gestire per il partito di Di Maio, anche e soprattutto perché richiamano quanto realizzato in tempi relativamente recenti ad esempio dal governo Berlusconi. Da un punto di vista giuridico questa forma di non punibilità si pone appena al di sotto di un provvedimento come l'amnistia, per la quale la Costituzione prevede il voto del Parlamento con la maggioranza qualificata dei due terzi. Dunque è praticamente impossibile che dai pentastellati arrivi un parere positivo, senza significative modifiche. D'altra parte i risvolti penali dell'evasione rappresentano un tema delicato che si è sempre presentato anche nelle sanatorie proposte gli anni scorsi: difficile che un contribuente voglia mettersi in regola con l'agenzia delle Entrate rischiando di autodenunciarsi alla magistratura. Senza questo elemento «attrattivo» il rischio è che il gettito di tutta l'operazione risulti molto esiguo.

Non è un caso che nel Documento programmatico di Bilancio inviato a Bruxelles siano state inserite per il 2019 entrate praticamente nulla per la rottamazione delle cartelle (anche se poi destinate a crescere) e meno di 200 milioni l'anno per le altre sanatorie. All'appello manca proprio la dichiarazione integrativa, che invece dovrebbe assicurare buoni introiti già dal prossimo anno, contribuendo al totale delle coperture. E proprio questo pone un problema serio di procedure e di calendario. Il decreto fiscale è un provvedimento separato dalla vera e propria legge di bilancio, ma concorre agli effetti finanziari della manovra. Deve entrare in vigore prima che inizi l'esame del ddl di Bilancio in Parlamento, proprio perché le relative entrate servono come base per il quadro complessivo e quindi condizionano per questa via le altre misure che il governo potrà adottare.

LA SQUADRA
Il negoziato sarà quindi serrato nelle prossime ore. La squadra leghista annovera Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci, politici con una forte caratura tecnica che lavorano al ministero dell'Economia come sottosegretari. Nel Movimento Cinque Stelle invece i ruoli sono meno definiti e forse anche questo ha contribuito al corto circuito di queste ore.
 
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Venerdì 19 Ottobre 2018, 08:39






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5 di 6 commenti presenti
2018-10-20 00:12:16
Dunque per la Lega "prima gli italiani". Ma quali italiani? i soliti evasori, gli altri, gli onesti, o quelli che semplicemente non possono evadere, vengano pure dopo, e intanto paghino loro. Paghino lo scotto di una politica fallimentare che porta all'aumento dei tassi, quindi delle rate del mutuo. Per fare lo sconto ai furbi avremo meno detrazioni fiscali. Non è vero che diminuiranno le tasse. La flat-tax di Salvini sarà pagata con altri oneri a carico dei poveracci (mi sta bene se sono quelli che si sono fatti irretire da Salvini e Di Maio, ma mi dispiace per tutti gli altri). Ma ci rendiamo conto? Stanno depenalizzando il riciclaggio, oltre a fare il CONDONO (chiamiamo le cose con il loro nome). Quando poi la situazione diventerà economiamente insostenibile per il bilancio dello stato e per quelli che dovranno campare con sempre meno risorse, ci sarà sempre la possibilità di dare la colpa al complotto demo-pluto-giudaico.
2018-10-19 15:18:29
Leggo nel primo capoverso: “...da parte leghista si insiste sul fatto che il testo è quello concordato in Consiglio dei ministri e dunque non potrà cambiare. In queste...” Il M5S sarà sicuramente irremovibile nel non concedere Condoni, un punto importantissimo che condivido in pieno. Si appellerà giustamente al Contratto a suo tempo sottoscritto che deve essere rispettato sempre in tutte le sue parti. Anzi, scusate, è solo una mia curiosità: riflettendo sul contestato articolo 9 della Legge di Bilancio, mi sorprende moltissimo che nessun Ministro della Lega non abbia fatto notare ai Colleghi del M5S, durante la seduta del Consiglio dei Ministri (i presenti saranno stati parecchi), che questo grave e lampante errore non rispecchiava quanto sottoscritto nel “Contratto”. La Lega stessa avrebbe dovuto pretenderne il rispetto. Perché nessun Ministro di questo Partito lo ha fatto?
2018-10-19 15:00:52
Sconto agli evasori ? No, non saro' mai d'accordo. Possono convivere con i ladri, ladroni e delinquenti solo i loro simili.
2018-10-19 14:46:07
L'Italia è un paese con un grande debito pubblico e una grande evasione fiscale, non mi riferisco al poveraccio che ha dichiarato ma non è riuscito a pagare le tasse,ma a ricchi che per avidità portano i soldi all'estero o li evadono alla grande,il condono leghista mi pare si riferisca a questa gente.Questa è roba da vecchia politica altro che cambiamento.
2018-10-19 22:47:38
Sicura che Il CONDONO sia SOLO legista?