Tria: «La manovra è coraggiosa, ora abbassiamo i toni con l'Ue»

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Def: Tria, anche nel 2020 e 2021 riduzione aumenti Iva, per 5,5 e 4,4 miliardi
Nella nota di aggiornamento al Def è stato «fissato per il 2019 l'obiettivo di indebitamento netto del 2,4%, superiore di sei decimi di punto al valore stimato per il 2018, che consentirà tra l'altro la disattivazione dell'aumento Iva per il 2019. Per il 2020 e il '21 pari» il deficit «è al 2,1% e all'1,8%. All'interno di tali obiettivi troverà spazio la riduzione di aumenti Iva per 5,5 miliardi nel 2020 e per 4 miliardi nel 2021». Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria in audizione sulla nota di aggiornamento al Def.

«Finora non c'è stata una esplosione dello spread come alcuni paventavano»: certo «ai livelli attuali non è accettabile. Pensiamo che spiegando la manovra possa scendere a livello normale», ha poi detto Tria. «Gran parte dell'incertezza viene dal piano B» che, ha sottolineato il ministro «è già stato chiarito dal governo fino in fondo collegialmente. 


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«Come è noto la Commissione Ue ha espresso preoccupazione circa la modifica del percorso programmatico. Ora si apre una fase di confronto costruttivo che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del governo delineata dalla manovra. In questo confronto costruttivo voglio dichiarare il mio accordo con il Presidente della Camera, sulla necessità di abbassare i toni». 

È «condizione necessaria intervenire con decisione per evitare sentimenti contrari al libero commercio e l'insorgere di sentimenti contrari all'Europa. Non si sta sui mercati globali senza reti per i perdenti e senza capacità di governare» la transizione, ha sottolineato Tria spiegando la ratio del reddito di cittadinanza che è «investimento di cittadinanza, investimento sulle parti più vulnerabili della società per far sì che tornino parte attiva».


Il rapporto debito/Pil è rimasto sostanzialmente stabile in ultimi anni sopra il 130%. La riduzione di 0,6 punti tra 2014 e 2017 è ascrivibile «unicamente alla revisione Istat dei conti nazionali. È del tutto evidente che la strategia attuata finora non è risultata efficace nonostante costi finanziari e sociali elevati. Occorre spostare l'obiettivo da numeratore a denominatore», cioè sulla crescita, perché «la politica di stimoli graduali non è stata sufficiente a rilanciare l'economia e ridurre il debito. Per questo il governo, sentita la Commissione europea, ha inteso ridefinire l'obiettivo di medio termine». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione sulla Nota al Def.
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Martedì 9 Ottobre 2018, 10:52






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