Buoni fruttiferi cointestati, condannata Poste italiane

Buoni fruttiferi cointestati,  ​condannata Poste italiane
VERONA - I buoni postali cointestati possono essere incassati su presentazione del titolo da parte di uno solo dei cointestatati: lo ha stabilito il Tribunale di Verona su istanza di un socio di Adiconsum Verona, stabilendo che la clausola di pari facoltà di rimborso attribuisce a ciascuno dei contitolari, in possesso del buono, il diritto di riscuotere il titolo per l'intero su semplice presentazione. La vicenda ha reso necessario il ricorso all'Autorità giudiziaria.

L'ufficio di Poste di un comune della montagna veronese infatti aveva chiesto per incassare i buoni postali la presenza di entrambe le persone i cui nominativi erano indicati sul buono. Adiconsum ha sporto reclamo chiarendo a Poste Italiane che i buoni possono essere incassati anche una sola delle persone indicate nei titoli; poi, ha presentato ricorso all'Arbitro bancario finanziario che ha confermato il diritto dell'intestatario. Nonostante la decisione dell'Arbitro, Poste Italiane aveva rimborsato il buono tramite emissione di un assegno intestato alle due persone indicate nel buono. È stato, quindi, necessario rivolgersi al Tribunale e il Giudice Eugenia Tommasi di Vignano ha dato ragione all'associato di Adiconsum Verona. «Questa sentenza fa da precedente - ha dichiarato l'avvocato Silvia Caucchioli - e aiuterà l'associazione a risolvere quei tanti casi di ostruzionismo da parte di Poste italiane che nega il rimborso dei buoni al singolo cointestatario».
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Mercoledì 5 Dicembre 2018, 12:04






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5 di 5 commenti presenti
2018-12-09 08:36:07
Ma la cointestazione ha proprio la finalita di permettere ad entrambi e disgiuntamente di disporre dell'intero deposito. Solo in caso di morte di uno dei cointestatari meta della somma deve essere messa a disposizione degli eredi legittimi. Ma non e che le poste vogliono fare un lavoro che non sanno fare?
2018-12-05 18:27:14
Ogni tanto qualche funzionario o impiegato pensa di interpretare le regole o le leggi a modo suo, non è la prima volta che casi analoghi si verificano, e puntualmente la magistratura interviene a favore dei beneficiari. Se non fosse così tutti i possessori di buoni fruttiferi postali non li avrebbero sottoscritti, si prende poco o niente di interessi, ma questo per i veri risparmiatori non importa in quanto l'intento di cointestare i buoni è semplicemente quello di passare tutto il capitale senza nessun problema a chi è cointestato anche in caso di morte. Per una volta che non c'è burocrazia di sorta e i patti sono chiari cerchiamo di non farcela entrare a forza.
2018-12-06 14:28:43
qui non centra la burocrazia ma la l'ignoranza, o se preferisce la mancanza di formazione. Non sto qua ad elencare le peripezie che mi sono capitate in post negli ultimi anni, gliene racconto una sola: per chiudere un libretto intestato ai genitoi e al figlio minorenne mi hanno richiesto non solo le firme dei genitori ma una carta del giudice minorile perche' potevamo appropriarci dei soldi di nostro figlio. Dopo 1 mese di incontri e minacce hanno soprasseduto e ci hanno restituito i soldi. Con le poste ho chiuso tutti i rapporti
2018-12-09 08:39:27
Mi dispiace contraddire, ma in caso di morte meta della somma deve essere liquidata agli eredi legittimi. Questo dice la legge. Altra cosa e se entrambi sono in vita, allora si che entrambi hanno il diritto di prelevare l'intero importo. Ho pero dei dubbi sul fatto che uno solo possa estinguere il rapporto, perche credo che per accendere ed estinguere un rapporto servano entrambe le firme. Per essere in regola con la legge, dico.
2018-12-05 16:56:42
poste, se le conosci le eviti