Il Def spaventa i mercati: Borsa -4%. Lo spread vola e sfonda quota 280

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Il Def spaventa i mercati: Borsa -4%. Lo spread vola e sfonda quota 280
Pessimo avvio per Piazza Affar nel day after del DEF presentato ieri. Il listino milanese ha aperto con cali decisamente superiori al resto dell'Europa, che sembra aver ignorato la chiusura in verde di Wall Street e il rally di Tokyo, ai massimi di 27 anni.

A pagare la decisione del Governo tricolore di fissare un rapporto deficit/PIL del 2,4% nei prossimi tre anni è anche lo spread, che vola di 26 punti base raggiungendo quota 261, e il BTP decennale, il cui rendimento schizza al 3,10%.

Anche l'Euro reagisce al DEF e, complici i timori per una "hard Brexit", cede lo 0,21% sul dollaro.

Tra i listini europei Francoforte lima lo 0,49%, Londra lo 0,17% mentre Parigi registra una plusvalenza dello 0,50%.

Si prospetta invece una giornata di passione per la Borsa di Milano, che affonda con una discesa del 2,24%: il FTSE MIB prosegue in tal modo una serie negativa, iniziata mercoledì scorso, di tre ribassi consecutivi; sulla stessa linea, giornata da dimenticare per il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 23.240 punti, ritracciando del 2,15%. Negativo il FTSE Italia Mid Cap (-1,45%), come il FTSE Italia Star (-1,1%).

In discesa a Piazza Affari tutti i comparti. Nel listino, le peggiori performance sono quelle dei settori bancario (-5,32%), assicurativo (-2,81%) e servizi finanziari (-2,11%).

In questa pessima giornata per la Borsa di Milano, nessuna Blue Chip mette a segno una performance positiva. I più forti ribassi si verificano sulle banche, in particolare sul Banco BPM, che lascia sul parterre il 6,25%, Unicredit che affonda del 5,27%, Intesa Sanpaolo -5,22 e UBI Banca -4,88%.
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Venerdì 28 Settembre 2018, 11:17






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5 di 52 commenti presenti
2018-09-29 08:13:57
Poveri Italiani. Hanno votato e continuano ad illudersi che questo governo risolverà i loro problemi. A brindare dietro le quinte, assieme al governo, ci sono già i falchi della finanza speculativa. Il mojito è servito!
2018-09-28 22:10:44
È giunto il momento della ricostruzione de Paese che sta andando verso il baratro. Primi passi necessari per riavviare un minimo di ricostruzione necessaria: 1. Abolire tutte le Regioni (autonome, speciali, ordinarie); 2. Cominciare una seria ri-forestazione; 3. Mandare a casa il governicchio/propaganda
2018-09-28 19:58:50
Due incapaci. Prima tolgono il disturbo meglio per tutti. Con un debito del pil al 132% si traduce economicamente che viviamo ampiamente sopra i nostri mezzi - conseguentemente - abbiamo bisogno del finanziamento del debito per poter assicurare un minimo di erogazioni statali(intesi nella loro eccezione più ampia). Punto.La manovra assicura un ottimo travaso di ricchezza dai ceti produttivi a coloro che il lavoro non lo cercano o non lo vogliono. Sottolineo che il triste primato delle regioni in EUROPA dove i giovani non studiano o non cercano lavoro (fascia età 20/30 anni) è assicurato dalle regioni Sicilia - Calabria - campania - Puglia guarda caso il bacino elettorale dei 5s. Altrettanto vero che nessuno cercherà più un lavoro "regolare" ma praticherà il nero per non perdere i sussidi.Pensate che i centri dell'impiego nei carrozzoni meridionali possano funzionare? Tutto questo costerà una decina di miliardi all'anno finchè dura questo governo ammazzaitalia. Erogazioni sussidiarie ed integrative di reddito non creano sviluppo in un ambiente privo di substrato industriale. Sulle pensioni è evidente che la Fornero ha creato distorsioni ma anche questo paramnetro è legato a fattori produttivi (più lavoro più contributi) con una seria politica di giustizia fiscale. Speriamo nello stellone italico!
2018-09-28 20:55:49
Per la 8754esima volta, il nostro debito è scoppiato dopo il divorzio banca d'Italia - ministero del tesoro, anno '81, coppia Ciampi - Andreatta, quando ci siamo messi nelle mani dei mercati, debito raddoppiato in un decennio con spesa pubblica COSTANTE rispetto al PIL, basta con la storia del vivere al di sopra delle nostre possibilità!!!
2018-09-29 08:00:08
Storicamente il nord ha affossato il sud,per evitare la concorrenza.Ora manteneteci.