Alitalia, la mossa di Fs: subito la proposta di acquisto del 100%

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Alitalia, la mossa di Fs: subito la proposta di acquisto del 100%

di Rosario Dimito

Piano Alitalia in due tempi. Prima Fs fa tutto da solo per rispettare i tempi, le promesse di Luigi Di Maio, le esigenze di verifica della Commissione Ue, poi si formerà la cordata con il Mef e il partner industriale. Questo il percorso delineato dal governo per contemperare tutte le esigenze. All'interno di questo quadro, si è sviluppata la riunione-fiume dalla mattina a metà pomeriggio, di mercoledì 17, a Roma, presso lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, advisor legale dei commissari, rappresentato da Roberto Cappelli. Presenti: il top management di Fs guidato da Roberto Mannozzi, capo del bilancio (assente l'ad Gianfranco Battisti), i commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi, Stefano Paleari, affiancati dai banchieri di Rothschild, da Andrea Giorgianni di Mediobanca, ancora senza un mandato formale, e dai legali dello studio Cleary Gottlieb (Giuseppe Scassellati e Mario Siragusa) per conto di Ferrovie.
La riunione è avvenuta su più tavoli per approfondire gli aspetti tecnico-contrattuali, procedurali e finanziari. Il confronto che da lunedì 22 proseguirà senza soste, è servito per consentire alla società pubblica dell'Alta velocità di entrare in data room e avviare la due diligence. E soprattutto, nonostante manchino meno di due settimane alla scadenza del 31 ottobre fissata dalla procedura per le offerte vincolanti, rendersi conto del percorso. Uno dei punti aperti e centrali riguarda la parte economica: se cioè nell'offerta binding, Fs dovrà mettere un prezzo e ove lo mettesse, se costituisce impegno. Altro aspetto è la modalità per far entrare in cordata Mef e il partner nel rispetto del bando di gara. Altro aspetto ancora: il prestito ponte.

LE CONDIZIONI
Sarà Fs, salvo improbabili colpi di scena, a fare l'offerta vincolante per acquisire il 100% di Alitalia. Del resto l'ha fatto intendere Danilo Toninelli qualche giorno fa. «Su Alitalia penso che entro la fine di ottobre arriveranno buone notizie a partire da Fs», ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti giorni fa. «Il tavolo è sempre aperto e lo sta gestendo il ministro Di Maio» che ha assunto la regia delle manovre.
Lo schema dell'operazione è delineato, dovranno essere definiti nei prossimi giorni i dettagli, a cominciare dalla valutazione che è un particolare non da poco anche perché si incrocia con il prestito-ponte di 900 milioni in scadenza il 15 dicembre, sul quale l'Antitrust europeo tiene il faro acceso. Di Maio, quando ha indicato una settimana fa la rotta, ha fatto riferimento a una Newco con Fs, Mef e un partner industriale e una dotazione di 1,5-2 miliardi. Questa dotazione non significa, però equity, bensì risorse per il rilancio. Fs sarebbe pronta a intervenire ma non a qualunque costo e, anzi l'altro giorno, i manager avrebbero fatto intendere che il prezzo va negoziato tenendo conto del piano industriale. «L'ingresso di Ferrovie permetterebbe di lavorare al biglietto unico treno-aereo», ha detto il premier Giuseppe Conte. Ma su questo Fs e i suoi consulenti vogliono vederci chiaro per evitare di finire sotto la lente dell'Antitrust per un possibile monopolio sulla Roma-Milano. Fs vuole potersi esprimere sul management.
In una fase 2 interverranno gli altri attori, dal Mef, tirato dentro da Di Maio, a dispetto del ministro Tria che, come è noto, sul punto è più prudente. Ma il Tesoro, ove Tria si convincesse, difficilmente metterà soldi freschi visto il clima ostile in Europa.
Rosario Dimito
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Venerdì 19 Ottobre 2018, 07:57






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5 di 12 commenti presenti
2018-10-19 19:48:59
Nonostante tutto, e ripeto nonostante tutto, ho sempre provato grande simpatia per Alitalia, compagnia di bravissimi piloti e di bravissime hostess e steward. Speriamo che questa compagnia resti una bandiera italiana. Auguri.
2018-10-19 19:12:45
tempi durissimi per i pendolari
2018-10-25 10:31:59
Mah. Io non uso Alitalia dal 1987, e sto benissimo.
2018-10-19 14:37:09
mi viene d ridere. comperare aerei, aeroporti facendo debiti su debito. già falliti in partenza. alitalia, primo via i sindacati,se condo taglio del 50 per cento stipendi di tutti i dipendenti. terzo eliminare i sindacati che sono la vera rovina.quarto mai più soldi pubblici. è il mercato che fa la sua scelta. troppi previlegi.
2018-10-19 13:22:31
l'Alitalia può essere salvata, ne sono la prova le compagnie aeree che funzionano, se Di malo ha le idee chiare, ben venga, però deve sapere che non può funzionare la gestione classica delle aziende pubbliche italiane, e per primo buttare dalla finestra i sindacati