Alitalia, oltre 2.000 esuberi nel piano. Tagli agli stipendi intorno al 30%. Il 5 aprile sciopero di 24 ore

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Alitalia, oltre duemila esuberi. Tagli agli stipendi intorno al 30%. Il 5 aprile sciopero di 24 ore
Nel piano industriale di Alitalia sono previsti 2.037 gli esuberi per il personale di terra. Lo si apprende da fonti sindacali. Le organizzazioni dei lavoratori hanno risposto immediatamente con la proclamazione di un giorno di sciopero per il 5 aprile. «Confermiamo lo sciopero, che sarà unitario e sarà il 5 aprile, l'unica data possibile, di 24 ore», ha detto Claudio Tarlazzi della Uiltrasporti.

Gli esuberi nel personale di terra riguardano sia lavoratori a tempo determinato che a tempo indeterminato: 1.338 a tempo indeterminato, 558 a tempo determinato e 141 nell'estero. A questi si aggiungerebbero 400 naviganti per i quali la solidarietà difensiva scade a dicembre. L'azienda, secondo quanto si apprende, ha chiesto anche tagli salariali del 28% per i piloti medio raggio, 22% per i piloti lungo raggio e 32% per gli assistenti di volo.

Nel piano presentato da Alitalia ai sindacati, secondo quanto si apprende, sono previste «fino a 500 assunzioni» di personale navigante fra piloti e assistenti di volo dal 2019. È inoltre previsto l'ingresso in flotta di 8 nuovi aeromobili di lungo raggio fra il 2017 e il 2021. La compagnia prevede anche di potenziare il lungo raggio con l'apertura di una decina di nuove rotte e destinazioni.

Il piano è stato illustrato ai sindacati dall'amministratore delegato della compagnia Cramer Ball. Non era presente Luca di Montezemolo, mentre c'era Luigi Gubitosi, nuovo presidente in pectore. Secondo quanto riferito dai sindacati, proprio Gubitosi ha rivolto un richiamo al senso di responsabilità di tutti invitando ad affrontare la vertenza e la fase di rilancio in corso restando il più uniti possibile.

«Quello presentato è un piano negativo, non di sviluppo ma di corto respiro», sottolinea Emiliano Fiorentino, segretario nazionale della Fit Cisl. Oltre agli esuberi, spiega l'esponente sindacale, «il piano prevede un taglio di 20 aerei a medio raggio e non contiene quel grande sviluppo sul lungo raggio che invece era atteso. Nell'arco di piano, infatti, saranno complessivamente solo otto gli aerei in più, invece dei previsti 25».

«Per come si prospetta, il piano è insostenibile», ha sottolineato Tarlazzi. «Un piano - ha detto - che non prevede sviluppo ma solo un ridimensionamento forte, con tagli alla flotta, occupazioni e salari. Se verrà confermato, il nostro giudizio non potrà che essere molto negativo e richiederà risposte molto forti da subito e una mobilitazione da parte del lavoro». Per Tarlazzi, inoltre, «la crisi non può essere imputata al fattore lavoro e non può essere quindi scaricata la responsabilità sul sindacato».
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Venerdì 17 Marzo 2017, 14:56






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5 di 16 commenti presenti
2017-03-19 21:08:32
Sudtiroler.. certo anche tra perdere il lavoro o rinunciare al 50 o 60% dello stipendio è meglio il secondo! A sto punto diamogli il 10% e devono dire anche grazie! Ma dai!!
2017-03-18 20:51:25
Vorrei tanto vedere la vostra reazione se vi tagliassero lo stipendio del 30% e nn per colpa vostra!! Con i glutei degli altri siete tutti bravi!!!
2017-03-19 10:11:19
Fra perdere il lavoro o rinunciare al 30% di uno stipendio che pur decurtato resta sempre un buon stipendio 6/7000 euro penso che la scelta e obbligatoria.
2017-03-18 10:27:35
La responsabilita' della situazione prefallimentare di Alitalia e tutta degli stessi Sindacati che adesso annunciano Scioperi, un Pilota Alitalia ha uno stipendio mensile di 4.500 euro in piu' di un Pilota Ryanair, come puo' una Compagnia Aerea essere competitiva su un libero mercato pagando questi stipendi.
2017-03-18 10:25:24
Basta strapagare i soliti fannulloni, hanno usato Alitalia come un bancomat, tornare coi piedi per terra si possono tranquillamente decurtare gli stipendi del 60 per cento e gli resterebbe tranquillamente da vivere