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Oggetti di schermo di Adriano De Grandis

Cannes 70, giorno 1. Fantasmi e paure:
Desplechin e Redgrave, si parte bene

Si comincia. Tra fantasmi (cinema) e paure (terrorismo). Ma il primo giorno sembra buono, quindi speriamo che il proverbio funzioni.

LES FANTÔMES D’ISMAËL di Arnaud Desplechin (Fuori concorso, film d’apertura) – Il regista Ismaël ha visto sparire oltre 20 anni fa sua moglie Carlotta. Oggi sta girando il suo ultimo film, ma improvvisamente alla nuova compagna Sylvia si presenta proprio la ex moglie data ormai per morta. Coniugando la vita privata con quella artistica, specie nella sua fase costruttiva della sceneggiatura, Desplechin resta fedele al suo cinema di storie espanse, di vivace complessità e frammentate nel tempo. Se il discorso metacinematografico non è certamente innovativo, il film approda a una lettura quasi ludica (specie nella seconda, aggrovigliata parte), dove tra fantasmi veri e immaginari, noir e commedia, Hitchcock e Truffaut, il gioco diventa una nuvola di intelligenza di scrittura e regia. Forse meno compatto di “I miei giorni più belli” e certamente più discontinuo, ma più divertente e pieno di energia. Cast di abbondante bravura: Amalric, Garrel, Cotillard, Gainsbourg (la migliore), Rohrwacher. Voto: 7.
SEA SORROW di Vanessa Redgrave (Séance Speciale) – L’esordio alla regia della grande attrice inglese è un documentario sulle tracce dell’attuale, enorme migrazione dalle zone di guerra, specialmente riferita all’infanzia. Paragonando il fenomeno ad altre “fughe” storiche, dal Nazismo all’invasione sovietica in Ungheria, e mostrando come documenti come la Dichiaraazione Universale dei Diritti Umani e la Carta dei diritti dei bambini, condivisi da tutte le Nazioni, siano in realtà costantemente disattesi, la Redgrave (attiva anche personalmente nel volontariato, come si vede nel film) sceglie un’estetica elementare, che potrebbe anche non essere un difetto, con lo scopo di essere più didattica. Dallo smantellamento della Calais Jungle ai Viaggi della Speranza (si parla anche italiano e si nominano Bari, Catania e Taranto), un film semplice ma efficace. Voto: 6.
 

Mercoledì 17 Maggio 2017, 17:13
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