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Gasp! Fumetti di Marco Gasparin

Metopolis e Una ballata del topo salato, le parodie Disney oggi

 Nel mio cuore di vecchio lettore di “Topolino” (il primo me lo comprarono i miei genitori che avevo sì e no un giorno di vita) c'è una manciata di storie che ha un posto d'onore; fra queste ci sono due parodie – nome che tradizionalmente viene dato alle riletture di capolavori della letteratura e del cinema con personaggi disneyani – che per qualità dei disegni, ritmo e storia tengo tra la cose più belle che ho letto. Si tratta di “Guerra e Pace” di Giovan Battista Carpi e “Casablanca” di Giorgio Cavazzano (che potete andarvi a leggere nell'archivio di Topolino.it). Considero il primo, in particolare, un perfetto esempio della straordinaria ricchezza lessicale che caratterizzava alcune storie e che meriterebbe uno studio per l'influenza che ha avuto sui lettori (su di me, almeno, ne ha avuta parecchia): si va da “scapestrato” a “scioperato e dissipatore” (epiteti riferiti a Paperino, ovviamente), passando per chicche come “vecchio satrapo” e “vecchio tiranno sarmatico” (qui avrete capito che invece si parla di Paperone).


Lode a Giovan Battista Carpi

Date queste premesse, quando ho saputo che in “Topolino” n. 3189 avrei trovato la trasposizione di “Metropolis” non me lo sono lasciato scappare. Soggetto e sceneggiatura sono di Francesco Artibani, i disegni di Paolo Mottura. L'omaggio viene a coincidere con il 90. anniversario della prima della pellicola di Fritz Lang, avvenuta il 10 gennaio 1927. Chi ha visto il film sa che stiamo parlando di una pietra miliare della storia del cinema, che ha esercitato e continua a esercitare una forte influenza sulla fantascienza, e non solo. Artibani-Mottura ci consegnano una storia “matura”, dove emergono forti istanze di uguaglianza sociale e il côté umoristico è ridotto al minimo. Le atmosfere e le architetture del film, che sono diventate stilemi dell'espressionismo tedesco, si ritrovano fedelmente trasposte nel fumetto, che ha precisi rimandi visivi alla pellicola e qualche licenza, come le forme “mostruose” degli edifici rilette in chiave topesca. La storia scritta da Artibani si innesta nella vicenda originale, senza snaturarla. A parte il fatto – scelta necessaria - che i protagonisti qui parlano, laddove il film era muto.





Per la serie "trova le differenze"

Può apprezzare la parodia anche chi non ha mai visto il film? Non completamente, dico io, e a riguardo cito una considerazione di Artibani: “Per apprezzare una parodia è necessario conoscere l'opera originale. Ai tempi delle classiche parodie a fumetti disneyane i lettori leggevano di più e avevano una maggiore familiarità con i classici della letteratura. Oggi non è più così e per questa ragione le storie bisogna raccontarle da capo. La cosa migliore che possa capitare è incuriosire i lettori al punto di portarli a leggere l'opera da cui è stata tratta. Quando questo succede ecco che la giornata non è andata del tutto sprecata”.

A proposito di parodie: è fresca fresca la notizia che a marzo, per i 50 anni dalla nascita di Corto Maltese, verrà pubblicata la parodia di “Una ballata del mare salato” con testi di Bruno Enna e disegni di Giorgio Cavazzano (date un'occhiata su Anteprima 305 di Panini Comics). Chissà se anche qui ci saranno indigeni che parlano in veneziano come nel fumetto di Pratt...

Domenica 15 Gennaio 2017, 18:03
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