VENEZIA - C’era l’imprenditore con la passione per la politica (stroncata con l’espulsione con effetto immediato da parte del suo partito), e il manager che a tempo perso si occupava delle sorti della Pro Loco e della ricostruzione del campanile del paese. Gente operosa, quella finita nell’inchiesta per le presunte tangenti per assicurarsi gli appalti della Provincia, a capo di aziende che, nelle singole realtà locali, danno lavoro a decine di dipendenti.
È il caso di Rino Spolador, 65 anni, che con la Rg Impianti di Salzano (Venezia) si è costruito un piccolo impero nel settore degli impianti elettrici. L’azienda, costituita nel 1990, ha sede in via Ponte Grasso, nella zona industriale di Salzano, e dà lavoro a 30 persone. Nel sito internet c’è una piccola galleria delle opere realizzate per l’amministrazione di Ca’ Corner, dall’illuminazione del complesso all’isola di San Servolo al Centro servizi della Provincia di Mestre. Ma Spolador è noto a Salzano anche per il suo ruolo nella Pro Loco, che anima feste e sagre, e nel comitato per la ricostruzione del campanile.
Da Salzano viene anche un altro degli indagati, l’amministratore unico della Tecnoconsult impianti Remo Pavan, 54 anni, posto agli arresti domiciliari. L’azienda, che ha sede a Santa Maria di Sala, ha 34 addetti e opera nel settore degli impianti idraulici, con numerose commesse per conto di diversi enti pubblici.
E agli arresti domiciliari è finito anche un arredatore veneziano, Dario Guerrieri, che attraverso il suo studio di Chirignago avrebbe "firmato" fra l’altro gli interni del Centro servizi della Provincia di via Hermada, dove ogni piano è caratterizzato da un colore diverso per distinguerne la funzione. Appartiene a Guerrieri il motoscafo fotografato dagli inquirenti come prova degli incontri fra gli indagati.
L’altra azienda finita al centro dell’inchiesta è un’impresa artigianale di Campolongo Maggiore (Venezia). La Benetazzo Group, costituita appena due anni fa con un capitale sociale minimo, ha affittato il ramo d’azienda dall’omonima ditta di dipinture che vanta trent’anni di attività e che in paese dà lavoro a 16 dipendenti. Fra le commesse che figurano nel "book" aziendale si ritrovano la dipintura del complesso di San Servolo e della sede della Provincia di via Hermada. In carcere è finito uno dei titolari, Silvano Benetazzo di 56 anni, che nell’azienda ha il ruolo di direttore tecnico, mentre l’amministratore unico Giuseppe Barison, 45 anni, è stato posto agli arresti domiciliari. Quest’ultimo coltivava anche una passione politica, come capogruppo della Lega Nord a Zero Branco (Treviso), dove risiede. Il partito però, alla notizia dell’iniziativa della magistratura, ne ha decretato l’espulsione immediata. Un provvedimento categorico, analogo a quello preso alcuni mesi fa per un presunto caso di tangenti versate a un assessore di San Michele al Tagliamento, arrestato (e ora rimesso in libertà) dalla Procura veneziana.