Redentore, in 90mila per vedere i foghi
Ma c'è l'incubo multe: via i "topi"/ Foto

Dimezzate le barche da trasporto dopo gli annunci sul giro di
vite. Tra Bacino e canale della Guidecca 4mila imbarcazioni

Grande spettacolo pirotecnico (Fotoattualita)

di Michele Fullin

VENEZIA - Lo spauracchio di Comune e Capitaneria di porto ha funzionato. Pochi i titolari di barche da trasporto che fino alle 21 di ieri hanno voluto sfidare la sorte imbarcando, invece delle sei persone consentite, vocianti tavolate raccolte sotto le frasche e i palloni di carta e grupponi di giovani danzanti sotto il ritmo incalzante della "techno".

E si sono visti anche pochi pescherecci, che solitamente riempivano il bacino di San Marco fin dal primo pomeriggio, con gli ospiti che si esibivano in tuffi carpiati per battere la calura. Nulla di tutto questo e a ringraziare sono state le centinaia di barche di veneziani che continuano a vivere la festa aspettando i fuochi tra mangiate, bevute e qualche strimpellata con la chitarra.

«Par el momento semo tranquili - hanno detto dalla punta della Dogana, il cui specchio acqueo era riservato alle imbarcazioni tipiche in legno a remi e a vela - dopo tanti anni sarebbe il primo Redentore senza techno». Ma, anche senza topi e burci, dall’Arsenale proveniva un gran baccano: erano alcuni granturismo che, pur confinati nella zona più lontana, non hanno avuto alcuna limitazione ai decibel emessi dai loro altoparlanti. In tutto, i vigili stimano che ci siano state tra Bacino e canale della Giudecca, 4mila 200 barche.

Controlli a tappeto sulle barche non ne sono stati fatti e i vigili hanno confermato che avrebbero fatto "come l’anno scorso". Così, chi è rimasto a terra si è mangiato le dita e ha parlato di un bluff, nel senso pokeristico del termine. Cioè quando qualcuno fa capire di avere la partita in tasca e invece ha in mano solo una coppia di 2. Tuttavia, essendo venuto a mancare il motivo del contendere (le barche sovraffollate), non si potrà mai sapere se quelle righe che nell’ordinanza dell’ammiraglio Tiberio Piattelli richiamavano alla responsabilità i conducenti e i titolari delle barche fossero uno spauracchio oppure una reale intenzione.

Una tipologia di barche è rimasta dunque fuori dalla festa, lasciandola in mano soprattutto ai "ferri da stiro" (termine dispregiativo per definire i motoscafi di media dimensione) e ai pontoni discoteca. L’afflusso in città è stato abbastanza regolare e non ha creato problemi di sorta. Esauriti i parcheggi di piazzale Roma, mentre alle 21 al Tronchetto c’erano ancora posti disponibili. Secondo la polizia municipale, sono circa 90mila le persone che, in barca o sulle rive, hanno assistito ai fuochi.

Imponente lo spiegamento di uomini e mezzi da parte delle forze dell’ordine: solo la polizia municipale ne ha messi in campo 121, destinati tra controllo della viabilità e disciplina del traffico acqueo. Poi c’erano carabinieri, polizia, guardia di finanza e guardia costiera, vigili del fuoco, 118, volontari della Protezione civile e della Guardia costiera ausiliaria.
L’organizzazione dei venditori abusivi, ben a conoscenza del fatto che con il Redentore le forze dell’ordine sono dirottate altrove, ieri hanno invaso tutta l’area marciana. Ce n’erano alle Mercerie dell’Orologio, in calle Larga San Marco, in piazzetta dei Leoncini e perfino sotto il portico delle Procuratie Vecchie, a ridosso di Bacino Orseolo e delle callette vicine che offrono molte vie di fuga in caso di controlli da parte di uomini in divisa e in borghese. Anche l’organizzazione dei falsi mendicanti ha spedito le sue pedine, più numerose, in giro per la città a raccogliere gli spiccioli dei turisti. Sul ponte dei Bareteri un giovane cieco è abbandonato da tre giorni a chiedere l’elemosina in mezzo alle immondizie.

«È una vergogna che nessuno intervenga - racconta il "non distratto" Franco Dei Rossi - per togliere di mezzo l’uomo che tutte le mattine accompagna questo ragazzo e poi lo lascia lì fino a sera, bloccato. Sa cosa mi hanno risposto le forze dell’ordine interpellate? Niente, al massimo lo hanno fatto allontanare, mentre quel ragazzo ha bisogno di cure. Non serve molto, basta controllare la mattina o la sera quando arriva il tizio che lo accompagna e fermarlo. Ma è evidentemente troppo difficile». In piazza San Marco ha fatto capolino l’acqua alta, che ha "occupato" il sagrato della basilica e allagato piccole porzioni di selciato. Con il caldo che faceva, più che un fastidio è stato un inatteso refrigerio per i turisti che arrivavano dalle spiagge vicine in sandali e pantaloncini.

Domenica 15 Luglio 2012



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