Uccisa dalla compagna di stanza del
centro psichiatrico dopo una lite furiosa

Soffocata con una cinghia: inutili i tentativi di salvarle la vita
L'omicida è una cinquantenne, la vittima ha invece 46 anni

Il centro polifunzionale dell'Asl a Fossalato (archivio)
VENEZIA - Una lite violenta tra due pazienti è finita in tragedia poco dopo le 16 nel centro riabilitativo psichiatrico "Fossalato" di Portogruaro di proprietà comunale ma gestito da una coperativa: una paziente ha ucciso la compagna di stanza. Non è ancora chiaro per quali motivi le due donne stessero litigando.

L'omicida, una 50enne, avrebbe ucciso la rivale, di 46 anni, soffocandola, forse con una cinghia. La paziente deceduta risiedeva nel Portogruarese, dopo il fatto è stata soccorsa e rianimata dal personale infermieristico professionale della cooperativa Itaca che gestisce da diversi anni la struttura. Contemporaneamente, spiega la Ulss 10, è stato chiamato il 118 che ha proseguito le cure del caso. La donna, nonostante la rianimazione intensiva, è tuttavia deceduta per arresto cardiaco.

La vittima era da anni in trattamento presso il servizio psichiatrico dell'Ulss 10 per una grave patologia con aspetti depressivi e difficoltà relazionali; era monitorata quotidianamente per la sua riabilitazione dagli operatori dell'unità operativa di psichiatria di Portogruaro. Era anche in trattamento farmacologico. Il fatto, i cui dettagli sono oggetto di indagine da parte della magistratura, secondo i medici sarebbe nato «da un gesto impulsivo e imprevedibile. Sul collo della donna - viene spiegato - sono stati individuati segni di violenza».

Lunedì 9 Luglio 2012



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