Springsteen, schiaffo a Madonna:
tutto esaurito per i concerti del boss

Bruce Springsteen

di Marco Molendini

TRIESTE - Si può dire (e pensare) tutto: che Wrecking ball, l’ultimo album di Bruce Springsteen, non sia un capolavoro. E non lo è. Che di quelle canzoni poche rimarranno nella memoria della lunga e bellicosa carriera del Boss. Che gli anni passano e anche le rockstar invecchiano. Ma la veritÓ Ŕ che alla prova dal vivo il ragazzo del New Jersey ripresenta puntualmente la propria leggenda in tutto il vigore e fulgore possibile.

Virt¨ dettata dal temperamento e dalla passione (perchÚ stare sul palco Ŕ probabilmente la cosa che gli piace di pi¨), dal talento, ovviamente, ma anche dalla ricchezza di un materiale musicale che pu˛ spaziare lungo quattro decenni mirabolanti, autobiografia musicale tosta, inattaccabile, irreprensibile. E sul fatto che in scena l’inossidabile Bruce, l’uomo źnato per correre╗, pu˛ contare ancora una volta sulla sua fedelissima E Street band, anche se manca il suono colossale e la figura imponente di quella colonna che era Clarence Clemmons, perdita che si Ŕ aggiunta a quella del tastierista Danny Federici.

Non Ŕ un caso, allora, che in questa sorta di possibile sfida a breve distanza con Madonna (fatto curioso, i due tour pi¨ clamorosi della stagione estiva si svolgono praticamente uno a ridosso dell’altro) Ŕ proprio Bruce a risultare vincente. I suoi tre concerti sono andati letteralmente a ruba (Milano questa sera, poi domenica Firenze e lunedý Trieste), mentre non altrettanto si pu˛ dire per la signora Ciccone (che debutta martedý 12 a Roma allo stadio Olimpico, per poi replicare a Milano il 14 e a Firenze il 16), segno della forza e del credito che continua a riscuotere il suo nome. E non solo da noi (anche se i legami italiani si fanno sentire: sua madre, Adele Zirilli, era figlia di immigrati di Vico Equense).

Proprio in questi giorni Ŕ uscita la notizia che negli Stati Uniti un sondaggio, commissionato dalla Cbs, racconta che un americano su cinque vorrebbe che fosse lui l'autore di un nuovo inno nazionale destinato a sostituire The Star-Spangled Banner. Si, l’atto di stima e fiducia del suo pubblico Ŕ l’elemento forte di ogni ritorno di Bruce, effetto di una carriera irreprensibile e di una sinceritÓ artistica solidissima. E che il racconto dello show non fa che confermare stando alle scalette fin qui eseguite (in tutti i concerti di Springsteen c'Ŕ un’ossatura di pezzi fissi, a cui via via vengono aggiunti o tolti altri pezzi, decisdioone che viene presa pochi minuti prima di andare in scena).

Nell'ultima puntata del Wrecking Ball Tour, quella di Lisbona, il men¨ ha servito una partenza dedicata alle novitÓ (con We take care of our own e Wrecking ball) per passare poi subito a classici come Badlands, My city of ruins, fino alla storica Because the night composta con Patti Smith ai tempi delle session di Darkness on the edge of town. E poi The river, The Rising, Lonesome day, le fondamentali Born in the Usa, Born to run, Glory days e Dancing in the dark. Insomma, tutti i capitoli di una lunga e poderosa storia musicale.

Giovedý 7 Giugno 2012, 14:50 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00




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