La Provincia di Venezia "mette al rogo"
i libri di chi firmò la petizione per Battisti

L'assessore spalleggia il boicottaggio partito da Martellago:
«Via dagli scaffali, segnale contro chi spalleggiò il terrorista»

Cesare Battisti e l'assessore provinciale di Venezia Raffele Speranzon

di Nicola De Rossi

VENEZIA (16 gennaio) - Via delle biblioteche libri e opere degli scrittori che hanno "firmato per l'assassino". L'iniziativa di boicottaggio civile verso tutti gli uomini di lettere che nel 2004, quando fu arrestato in Francia, firmarono una petizione per la liberazione di Cesare Battisti, è stata lanciata ieri a Martellago da un consigliere del Pdl, Paride Costa, e da un cittadino, Roberto Bovo. Ma è stata subito sposata dall'assessore alla Cultura della Provincia di Venezia con delega alle Biblioteche, Raffaele Speranzon.

«Scriverò agli assessori alla Cultura dei Comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite e chiederò loro, dato anche che le biblioteche civiche sono inserite in un sistema provinciale, che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali: è necessario un segnale forte dalla politica per condannare il comportamento di questi intellettuali che spalleggiando un terrorista». Così ha detto Speranzon, che ha aggiunto: «Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità. Inoltre come consigliere comunale a Venezia, presenterò una mozione perché Venezia dia l'esempio per prima». Possibili accuse di censura? «No, l’iniziativa serve per non far passare sotto silenzio il caso-Battisti, nel rispetto dei familiari delle vittime che hanno perso i loro cari e della giustizia».

l'iniziativa è stata presentata ieri in municipio a Martellago. «Lo facciamo non per spirito di rivalsa, ma per le vittime di Battisti» ha detto Bovo, ricordando Antonio Santoro, Pierluigi Torregiani, Andrea Campagna e il macellaio di Santa Maria di Sala Lino Sabbadin. «Questi intellettuali hanno dipinto Battisti come un eroe romantico vessato dalla giustizia, ma non possiamo accettare tale mistificazione: è un assassino». «Oltre agli assessori alla Cultura del Veneziano e a Speranzon scriveremo agli assessori regionali Marino Zorzato e Elena Donazzan, perché estendano l'iniziativa in tutto il Veneto» ha aggiunto Costa.

Pieno appoggio da Franco Maccari, segretario generale del sindacato di polizia Coisp, che per primo ha pubblicato la "lista nera" invitando a non comprare le opere dei firmatari. «Abbiamo proposto anche a tutti i sindaci di fare consigli straordinari sul caso Battisti: se ne deve parlare. Il nostro Paese ne esce con le ossa rotte. Due gli aspetti gravi: che sia stata messa in dubbio la democrazia in Italia - motivo per cui non è stata autorizzata l'estradizione - e che si continui a parlare di Battisti come di un terrorista: è solo un feroce assassino».

La proposta ha già suscitato la reazione dell'assessore alla Cultura proprio di Martellago, Cosimo Moretti del Pd. D'accordo sull’estradizione a Battisti, non sul boicottaggio: «Siamo al delirio, allora ricostituiamo la Sacra Inquisizione e mettiamo al rogo i libri: speriamo che nessuno aderisca, significherebbe tornare ai tempi bui del Medioevo».

domenica 16 gennaio 2011



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