Turista si avvicina a un elefante per scattare delle foto: il pachiderma la attacca e la uccide

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Zimbabwe, turista si avvicina a un elefante per scattare delle foto: il pachiderma la attacca e la uccide

di Federica Macagnone

Doveva essere una vacanza indimenticabile, con un'infinità di esperienze da raccontare e di fotografie suggestive da portare a casa e da mostrare agli amici. Per una turista tedesca di 49 anni, invece, il viaggio nello Zimbabwe si è trasformato in una tragedia: mercoledì scorso, spinta dalla voglia di riprendere un gruppo di elefanti dalla distanza più ravvicinata possibile, è morta calpestata da uno dei pachidermi che, probabilmente impaurito dall'avanzare della donna verso di lui, l'ha attaccata in modo violento e fulmineo.

La tragedia è avvenuta nella riserva di caccia Mana Pools. La donna, di cui le autorità non hanno comunicato il nome, viaggiava su un veicolo insieme ad altri turisti: quando il gruppo ha incrociato un branco di elefanti, invece di limitarsi ad ammirarli e riprenderli all'interno dell'abitacolo e a una distanza di sicurezza, è scesa e ha cominciato a scattare foto. Probabilmente contava molto sul fatto che gli elefanti sono normalmente animali pacifici, dimenticando però che, quando si sentono in pericolo, possono diventare estremamente pericolosi, soprattutto se avvertono una minaccia per i loro cuccioli. Nello Zimbabwe, dove vivono circa 84mila elefanti, già in passato si sono registrati attacchi mortali ai danni di persone che si erano spinte troppo oltre: l'anno scorso, ad esempio, un uomo che voleva spingere alcuni esemplari in una zona aperta è rimasto ucciso. Mercoledì è toccato a lei: quando si è avvicinata a una distanza che gli elefanti hanno giudicato pericolosa, uno di loro l'ha calpestata riducendola in fin di vita. La sera stessa la donna è morta. 
 
«Non sappiamo precisamente cosa abbia irritato gli animali che hanno aggredito la signora -  ha detto Tinashe Farawo, portavoce dell'Autorità per la gestione della fauna selvatica e dei parchi dello Zimbabwe - Raccomandiamo sempre ai visitatori di stare lontano dagli animali selvatici: dovrebbero mantenere sempre una distanza di sicurezza, ma spesso non lo fanno». Pensando, evidentemente, che le raccomandazioni ricevute siano solo parole e dimenticando che con gli animali selvatici non si scherza mai. 
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Venerdì 28 Settembre 2018, 18:44






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1 di 1 commenti presenti
2018-09-29 17:58:32
Sono stato per 10 anni in Africa per i safari. E sono stato 2 anni fa a Mana Pools in Zimbabwe. La spiegazione di questo fatto e' molto semplice. Come in tutte le organizzazioni turistiche ci sono organizzazione di serie A, di serie B, di serie C. Evidentemente la signora si e' affidata ad una organizzazione di serie C. Di serie C vuol dire guida inesperta e ignorante, invece che jeep pulmino wolfswagen con tettuccio. Ogni volta che entri in un parco nazionale ci sono cartelli che ti dicono che e' severamente vietato uscire dal mezzo e di dar da mangiare agli animali. Una guida professionale te lo dice ogni mezz'ora. Evidentemente la signora e' uscita dal mezzo avvicinandosi troppo vicino all'elefante. Elefante che deve essere stato un maschio in pieno livello di testoterone. E quindi la carica fatale.La colpa e' tutta della guida e quindi dell'organizzazione per cui lavora.