Un uomo in mezzo ai bambini. Questo è Hrvoje Peric nel massimo campionato italiano.

Un uomo in mezzo ai bambini. Questo è Hrvoje Peric nel massimo campionato italiano. Uno splendido giocatore su cui si sono già posati gli occhi di parecchie squadre di Eurolega, esattamente l'attuale dimensione dell'ala alta croata che sta facendo impazzire il popolo reyerino e soprattutto le difese avversarie. Contro Avellino ha mostrato ancora una volta il suo intero bagaglio tecnico, un rebus difficile da risolvere per chiunque. E' disarmante la facilità con cui Peric prende il tempo all'avversario nella posizione di post alto, battendolo col primo passo per poi finire l'azione con l'affondata o con un meraviglioso arresto sotto canestro in cui mostra un enciclopedico uso del piede perno (prima dell'appoggio) mandando a farfalle il marcatore di turno. Chi ama questo sport non può non amare un giocatore del genere, un mostro a livello di fondamentali conditi da una buona dose di fosforo. Se la Reyer riuscirà a tenerselo stretto anche la prossima stagione, avrà fatto un capolavoro perchè la concorrenza sarà spietata anche se poi i ragionamenti da fare sono molteplici e variegati.
L'unica cosa certa è che Peric per ora gioca nella Reyer, la società che l'ha confermato (l'unico) dopo una stagione così travagliata da consigliare di buttar via il bimbo con l'acqua sporca.
Lo stesso pensiero che deve aver fatto ieri sera il buon Frank Vitucci che ha tra le mani una squadra teoricamente della stessa fascia di quella orogranata potendo contare su un roster piuttosto profondo e di qualità. Una squadra, Avellino, che però continua ad andare in altalena faticando a trovare identità e soprattutto continuità.
Al Taliercio ieri ha dovuto fare i conti come detto con un super Peric e generalmente con una Reyer forse un po' giù fisicamente ma brava a gestire i momenti chiave del match, soprattutto con i suoi uomini più importanti: Ress e Goss. Il capitano orogranata non è certo quello ammirato nelle stagioni passate, fatica a puntare il difensore e a superarlo col primo passo finendo a volte per portare a spasso la palla e per ingessare la transizione ma ieri sera ha avuto il grande merito di gestirsi in maniera davvero intelligente venendo fuori, come si dice, alla distanza. La sua lucidità negli ultimi 5 minuti è stata fondamentale. Come importante è stato l'apporto dato da Jarrius Jackson, un esordio coi fiocchi condito da tante buone cose e dalla consapevolezza che in questo gruppo la guardia di Monroe ci sta alla grande. Forse più di qualcuno si aspettava l'arrivo di una combo (play-guardia) anzichè una guardia pura, considerando i problemini di playmaking, ma Jackson ha dimostrato ieri di essere molto propedeutico alla causa orogranata visto che sa penetrare con frequenza, finalizzare o scaricare a seconda delle esigenze. In più ha nelle corde un "arresto e tiro" notevole. Insomma sembra davvero un buon acquisto.
La partita si "sblocca" dopo i primi due quarti giocati punto a punto con la Reyer che si affida spesso alle giocate di Peric e con Avellino che risponde con un ottimo Cavaliero che in qualche modo rimedia alle incompiute sotto canestro di Anosike, un giocatore fisicamente straripante ma tecnicamente molto povero e prevedibile, finito presto nella gabbia preparata da Recalcati. Al 20' risultato in perfetto equilibrio (40-40).
In avvio di terzo quarto il primo vero scossone con Peric a fare come sempre la voce grossa sotto canestro e con Stone a siglare con una "bomba" il più 13 per la Reyer al 24' (54 a 41) con Avellino incapace di tradurre in punti i buoni tiri presi sul perimetro con la Reyer che aumenta la pressione in difesa alternando zona e uomo e mescolando sapientamente le carte. Gli orogranata non riescono però a dare la spallata decisiva anche perchè Goss, nel frangente, pasticcia parecchio mostrando una condizione fisica non certo ideale. È ancora Cavaliero a riportare sotto i campani che chiudono il terzo periodo sotto solo di 2 punti (57 a 55).
Nell'ultimo quarto Recalcati parte con Jackson e Goss e il duo funziona molto bene confenzionando punti e soprattutto gioco per i compagni che ringraziano. La Reyer vola sul 71 a 60 al 35' con Cavaliero che è l'ultimo ad arrendersi per Avellino. Una bomba di Banks tiene vive le speranze dei campani ma è ancora Peric a sistemare le cose e a mandare i titoli di coda di un match che la Reyer temeva moltissimo.
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Lunedì 26 Gennaio 2015, 05:08






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